Ha assunto la carica presidenziale in virtù del suo ruolo di Presidente del Parlamento, che ricopriva al momento della successione dopo l’impeachment di Dina Boluarte.

Già da subito abbastanza impopolare, a seguito tuttavia dell’emergenza, durante il suo mandato, di tre importanti scandali, uno legato ad un potenziale traffico di influenze per via alcuni colloqui segreti avuti con degli imprenditori di origine cinese e riguardanti una concessione edilizia per una centrale idroelettrica sulle Ande, uno a seguito di un altro colloquio avuto con un altro imprenditore cinese agli arresti domiciliari e presuntivamente legato a un’organizzazione criminale implicata nel disboscamento illegale in Amazzonia, nonché un altro legato ad un gruppo di donne “invitate” presso il Palazzo Presidenziale, viene messo sotto indagine dalla procura nazionale e, a seguito di una Commissione parlamentare d'inchiesta, viene infine destituito.

Tale destituzione, tuttavia, non è stata attuata avverso la Presidenza della Repubblica (che avrebbe necessitato di una messa in stato d’accusa e quorum più alti) bensì, approfittando della detenzione dell’incarico di Capo di Stato tramite il suo ruolo di Presidente del Congresso della Repubblica, attraverso quest’ultima posizione, che invece necessitava semplicemente di una mozione di sfiducia.

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