Il Palazzo Cinnirella è un edificio storico di Caltanissetta, situato nel centro cittadino sul Largo Paolo Barile, prospiciente al secentesco Palazzo Moncada.
Il palazzo signorile è di gusto eclettico è imponente per volume e ricchezza di dettagli, si affaccia con la sua massa angolare sullo spazio urbano di L.go Barile. Rappresenta uno degli esempi più significativi dell'architettura nobiliare nissena del XIX secolo.
Storia Il capostipite
L'edificio è legato alla figura degli eredi di Giuseppe Cinnirella (Caltanissetta, 1777 - Napoli, 1844) che fu medico e uomo politico di rilievo nella storia della città. Nato a Caltanissetta nel 1777, rimase orfano a 5 anni. Cinnirella completò gli studi presso la guida dello zio Camillo Genovese.
Dopo aver esercitato inizialmente la professione medica nel vicino comune di Santa Caterina Villarmosa, fu eletto deputato nel Parlamento delle Due Sicilie istituito a Napoli quando, in seguito ai moti insurrezionali del 1820, il re Ferdinando I concesse la costituzione, poi abbrogata nel marzo 1821.
Fu per merito di Giuseppe Cinnirella politico che sin da subito, si distinse per il suo impegno nella promozione e nel'elevazione di Caltanissetta a sede vescovile, proponendone la separazione dalla vasta diocesi di Girgenti. Infatti, questi aveva sollevato la questione al Parlamento napoletano all'inizio della sua attività parlamentare, chiedendo l'applicazione dell'art.3 del Concordato di Terracina stipulato il 16 febbraio 1818 tra papa Pio VII e il re delle Due Sicilie Ferdinando I di Borbone."Storia del reame di Napoli dal 1734 sino al 1825/Libro VIII/Capo II." Wikisource, La biblioteca libera. 6 lug 2021, 09:41 UTC. 29 ott 2025, 06:19 //it.wikisource.org/w/index.php?title=Storia_del_reame_di_Napoli_dal_1734_sino_al_1825/Libro_VIII/Capo_II&oldid=2801970.
Fu Cinnirella che si impegnò fortemente a risolvere quell'apparente contraddizione che vedeva Piazza Armerina sede di una propria diocesi, ma subordinata amministrativamente a Caltanissetta, che a sua volta era subordinata ecclesiasticamente a Girgenti. La sua proposta di scorporo da Girgenti, malgrado le annose resistenze della curia agrifentina, fu favorevolmente accolta dal Parlamento alla Corte reale e presso la Curia pontificia a Roma nel 1844, quando finalmente venne istituita la diocesi di Caltanissetta con il primo vescovo monsignor Antonino Maria Stromillo.
Il Cinnirella fu noto anche per la dedizione all'attività medica e per la carità in favore dei poveri. Ricoprì, al tempo stesso, numerose cariche come quella di componente delle Commissioni dei Ministeri degli Interni e della Pubblica Istruzione, di socio dell'Accademia di Scienze e Lettere di Palermo (detta del Buon Gusto), dell'Accademia di Scienze naturali di Catania e della Società economica di Caltanissetta. Fu coevo di Ruggero Settimo e Mauro Tumminelli, morì il 12 gennaio 1844. Fu anche un poeta.Cinnirella dott. D. Giuseppe. Poesie varie. Caltanissetta, tip. Giacopino, 1831, in 8. pag. 50. cit. in Nuove effemeridi siciliane. Studi storici, letterari, bibliografici in appendice alla Biblioteca storica e letteraria di Sicilia. Compilati da V. Di Giovanni, G. Pitre, S. Salomone Marino. Serie terza vol. XI Ed. L. Pedone Lauriel, Palermo 1875
A Giuseppe Cinnirella sono intitolate: una piccola via a Caltanissetta una a Caltagirone e una a Tremestieri Etneo.
Gli eredi Tra gli eredi che furono imprenditori minerari si ricorda il cavalier Andrea Cinnirella che possendette la miniera Juncio-Cinnirella, attigua alla più importante Juncio-Trabonella; detenuta in concessione dal 20 09 1936, al 1942 e poi con la soppressione di tutte le concessioni minerarie ad opera della Regione Siciliana fu chiusa.
L'edificio Il progetto di costruzione dell'attuale palazzo Cinnirella, su un presistente edificio della famiglia Cinnirella, è dell'Ing. Antonino Ruffo Manna che lo progettò nel 1913.Giuseppe Giugno & Liborio Torregrossa,La città dell'Ottocento - Storia e cultura urbanistica di Caltanissetta. Ed. Lussografica 2024 pp. 302 Il numero di protocollo della concessione del terreno data a Giovanni Cinnirella è stata la n. 369/56 del 17 febbraio 1912.Giuseppe Giugno & Liborio Torregrossa,La città dell'Ottocento - Storia e cultura urbanistica di Caltanissetta. Ed. Lussografica 2024 pp. 253Giuseppe Giugno & Liborio Torregrossa,La città dell'Ottocento - Storia e cultura urbanistica di Caltanissetta. Ed. Lussografica 2024 pp. 98
L'edificio rispetto il progetto originale possiede due balconi e il piano terra presenta quattro aperture con finestroni sul L.go Barile. Inoltre, nel progetto non era stato previsto nessun piano attico.
Descrizione
Palazzo Cinnirella è un notevole edificio urbano a più piani che combina elementi stilistici neoclassici, eclettici o del tardo Ottocento/primo Novecento, caratterizzato da una facciata che si sviluppa su due o tre ordini principali. Il piano terra si presenta in modo più rustico con un rivestimento a bugnato orizzontale liscio in una tonalità di pietra più scura e intensa (giallo-ocra/marrone chiaro). Le aperture delle porte e delle finestre del pianterreno sono ad arco ribassato o a tutto sesto. Le facciate sono intonacate in un colore più chiaro. Le finestre sono incorniciate da elementi decorativi in pietra chiara o stucco.
L'edificio presenta diversi balconi aggettanti in pietra chiara o stucco, sostenuti da mensole decorate. La decorazione a fasce caratterizza la presenza di marcate cornici marcapiano che dividono orizzontalmente i livelli. L'ala nord termina con un coronamento merlato o con merlature stilizzate, un elemento che aggiunge un tocco eclettico o neogotico al sobrio classicismo del resto della facciata.
Le finestre del piano nobile presentano cornici elaborate con elementi decorativi in rilievo e bifore. L'edificio dimostra l'influenza del gusto neoclassico che si diffuse a Caltanissetta nella prima metà dell'Ottocento, periodo di grande trasformazione urbanistica della città. La finestre presentano un'apertura ad arco a tutto sesto (semicircolare), una forma classica derivata dall'architettura romana. L'apertura è chiusa da persiane avvolgibili orizzontali di colore scuro, che forniscono protezione e controllo della luce. L'arco è ornato da una ricca decorazione a rilievo floreale, con motivi vegetali scolpiti nella pietra o nello stucco che corrono lungo tutto il perimetro dell'arcata. La lunetta ornamentale con elementi a raggiera che si irradiano verso l'esterno, creando un effetto simile a un sole stilizzato; ai lati della finestra sono presenti due semicolonne o lesene bianche con capitelli decorati in stile corinzio o composito, che fungono da sostegno visivo della struttura. Nella parte inferiore è visibile una balaustra con piccole colonne tornite (balaustre) che formano una ringhiera decorativa, tipica delle aperture ai piani nobili degli edifici storici.
Dal punto di vista costruttivo, il palazzo evidenzia la tipologia delle residenze nobiliari nissene dell'epoca, con ambienti distribuiti attorno a un cortile interno e scale monumentali di collegamento tra i diversi livelli.
Sul prospetto nord v'è una edicola votiva dedicata a San Michele compatrono cittadino, spicca sulla parete di sfondo in pietra arenaria di Sabucina. L'edicola è in stile classicichegiante, realizzata con stucco, che contrasta con la muratura retrostante. L'edicola poggia su una solida mensola orizzontale. Questa mensola presenta un fregio a cordone (motivo a tortiglione) sotto il davanzale e termina lateralmente con due robuste mensole a voluta rovesciata stilizzata, che la sorreggono e la agettano in fuori. La parte centrale è incorniciata da due colonne a spirale che poggiano sulla mensola; i capitelli di ordine composito o corinzio stilizzato sorreggono l'arco superiore. Il vano rettangolare è chiuso da una finestra vetrata, con una cornice lignea. La lunetta semicircolare sotto l'arco, sopra la nicchia vetrata mostra due teste di cherubini alate, tipiche della decorazione barocca e rinascimentale. Purtroppo dei cavi che corrono appena sopra l'arco deturpano il manufatto e sono usati dai piccioni come posatoi.
Il palazzo sul retro rispetto il portone d'ingresso è separato dal Palazzo Scarpinato dallo stretto vicolo Amorelli, mentre nel lato sud è separato da altri edifici minori da un piccolo cortile dal quale si accede alle stalle.
Contesto urbanistico Il Palazzo Cinnirella si affaccia sul Largo Barile, di recente oggetto di opera di riqualificazione urbana.Comune di Caltanissetta - Risposta ad interrogazione Consiliare n. 5666 Questo luogo è uno degli spazi più significativi del centro storico di Caltanissetta, è quindi in posizione strategica rispetto il centro storico cittadino, essendo proprio di fronte all'imponente Palazzo Moncada. La collocazione di Palazzo Cinnirella in questo spazio testimonia l'importanza sociale della famiglia Cinnirella nell'ambito della società nissena ottocentesca.
Questa posizione di rilievo evidenzia l'importanza storica e architettonica di Palazzo Cinnirella, che con la sua struttura imponente e lo stile eclettico, rappresenta uno degli esempi più significativi del patrimonio architettonico cittadino; ben rappresentando l'architettura nobiliare nissena del XIX secolo. Periodo questo di grande sviluppo economico e demografico per la città di Caltanissetta.
Note
Bibliografia Walter Guttadauria, Racconto di una città. Ed. Lussografica, Caltanissetta 2023, p.193 ISBN 8882435687
F. Pulci, Lavori sulla storia ecclesiastica di Caltanissetta, Edizioni del Seminario, Caltanissetta 1977. B. Punturo, Cenni biografici di alcuni illustri cittadini Caltanissettesi, Stab. Ospizio Prov. di Beneficenza Umberto I, Caltanissetta 1902. Cenni biografici intorno al Presidente Mauro Tumminelli, Palermo, Tipografia Lo Statuto, 1900 G. Cinnirella, Brevi cenni sull’erezione della sede vescovile in Caltanissetta, Caltanissetta, Tip. Ospizio di Beneficenza, 1880.
Bolla De utiliori, in Bullarii romani continuatio, Tomo XV, Romae 1853, pp. 56–61 Testo della bolla in latino, con traduzione in italiano in: Collezione degli atti emanati dopo la pubblicazione del Concordato dell'anno 1818, parte seconda, Napoli 1830, pp. 15–33
Voci correlate Diocesi di Caltanissetta La grande piazza Palazzo Tumminelli-Paternò Storia di Caltanissetta
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