Nomi Alla nascita egli si chiamava Ichikawa Kizaemon (市川喜佐衛門 o 市川喜左衛門). Kisai (喜斎) è un'abbreviazione del suo nome Kizaemon,Eylenbosch 1946, p. 308. adattata in italiano come "Chisai" o, in passato, come "Ghisai".Fróis 1599, p. 112.
In Occidente egli è noto per lo più con il nome "Giacomo" (), ma in Giappone è più noto con il nome Diego (ディエゴ), anche per distinguerlo dagli altri santi con questo nome.
Biografia Ichikawa Kizaemon nacque nel 1533 nel villaggio di Hagamura (o Agamura), nei pressi di Okayama, in una famiglia non cristiana. Ichikawa Kizaemon venne educato in un monastero buddista, dove imparò a scrivere, almeno fino all'età di sedici anni.Boero 1862, p. 34. Dopo aver raggiunto la maggiore età, egli ricevette il battesimo, e da allora si fece chiamare Giacomo. Non è nota la data del battesimo, ma il gesuita Luís Fróis lo descrisse come un "Christiano antico", lasciando intendere che la conversione fosse avvenuta in età giovanile. In seguito sposò una neofita cristiana, dalla quale ebbe un figlio di nome Giovanni.Bibliotheca Sanctorum 1965, p. 430. Quando sua moglie decise di ridiventare buddista, dato che non riuscì a farle cambiare idea, Giacomo Kisai se ne separòBoero 1862, p. 35. e affidò suo figlio a una famiglia cristiana. Quindi, egli partì per Osaka alla ricerca di un lavoro.Bibliotheca Sanctorum 1965, pp. 430-431.
Ricevuto dai gesuiti, per un certo periodo Kisai lavorò come portiere della loro residenza.Boero 1862, p. 37. Conoscendo già le dottrine della fede cristiana, i gesuiti lo assunsero presto come catechista. Nel 1596 divenne un novizio gesuita: egli aveva chiesto di essere accolto come frate coadiutore. Il 26 dicembre del 1596, il novizio venne arrestato con gli altri gesuiti che in quel giorno si trovavano nella casa. Vennero portati nella prigione di Kyoto (chiamata "Meaco" nelle fonti gesuite, dal giapponese Miyako), dove si trovavano sei francescani e i loro terziari, arrestati su ordine del daimio Toyotomi Hideyoshi.Bibliotheca Sanctorum 1965, p. 431.
Il 3 gennaio del 1597 i prigionieri furono condannati a morte. Come punizione esemplare, l'esecuzione tramite crocifissione si sarebbe svolta a Nagasaki, dove si trovava una forte comunità cristiana. Un viaggio lungo e arduo di quattro settimane li portò da Meaco a Nagasaki.Gómez 1628, p. 8. Poco prima dell'arrivo a Nagasaki, un prete gesuita di nome Pasio riuscì a entrare in contatto con loro. Egli ascoltò le loro confessioni e permise di prendere ufficialmente i voti religiosi a Giovanni di Goto e Giacomo Kisai.Boero 1862, p. 119.
Il 5 febbraio 1597, Giacomo Kisai venne crocifisso con gli altri compagni, sia religiosi che laici, sulla collina di Nishizaka, a Nagasaki, oggi nota come "collina dei martiri".
Culto È stato beatificato, insieme ai compagni martiri, da papa Urbano VIII il 14 settembre del 1627; l'8 giugno del 1862 il gruppo è stato canonizzato da papa Pio IX.
La sua memoria liturgica si celebra il 6 febbraio.
Note
Bibliografia Bibliotheca Sanctorum, vol. VI, Roma, Istituto Giovanni XXIII della Pontificia Università Lateranense, 1965. Giovanni Boero, Istoria della vita e del martirio dei santi giapponesi Paolo Michi, Giovanni Soan de Goto e Giacomo Chisai della Compagnia di Gesù, Roma, coi tipi della Civiltà Cattolica, 1862. Joseph M. Eylenbosch, S.J., ,The Woodstock Letters, vol. LXXV, n. 4, dicembre 1946. Luís Fróis, Relatione della gloriosa morte di XXVI posti in croce per commandamento del Re di Giappone, alli 5 di Febraio 1597, Bologna, 1599. Pietro Gómez, Breve relatione della gloriosa morte di Paolo Michi, Giovanni Goto, e Giacomo Ghisai martiri giapponesi della Compagnia di Giesù, seguita in Nangasachi alli 5 di Febraro 1597, Roma, per l'Erede del Zannetti, 1628. Joseph Tylenda, Jesuit Saints and Martyrs, Chicago, Loyola University Press, 1983.
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