Biografia Gina Marpillero nacque ad Arta Terme nel 1912 e visse gran parte della sua vita a Porpetto.
Il principale risultato della sua attività letteraria è il volume Essere di paese (Milano, Mondadori, 1980), considerato una delle più intense testimonianze autobiografiche della letteratura friulana del Novecento. Il libro, scritto in italiano ma intriso di cultura carnica, ricevette il prestigioso Premio Nonino Risit d’Aur nel 1981, e viene citato come riferimento nella bibliografia di studi sulla narrativa regionale italiana.
Come poetessa friulana, Marpillero è stata una delle poche autrici del XX secolo a scrivere in lingua friulana con continuità e profondità, contribuendo alla sua dignità letteraria. Fu ammessa alla Società Filologica Friulana e collaborò con riviste come «Ce fastu?» e «La Panarie», dove pubblicò poesie e racconti fin dagli anni ’30. La sua prima opera nota, Vee di fieste, apparve nel 1930, segnando l’inizio di una lunga carriera.
Marpillero ha scritto tre raccolte poetiche in friulano. La prima, Int e pinsîrs a slas (Udine, 1984), esplora il paesaggio interiore e quello della Bassa friulana. La seconda, Aghe ch’a cor (1994), è una meditazione lirica sul tempo e sulla memoria. Una terza raccolta, rimasta inedita, è conservata presso l’archivio della Biblioteca Civica di Palmanova.
Ha pubblicato anche racconti in italiano, tra cui Storie di cortile e di corriera (1989), che narrano con tono ironico e affettuoso la vita quotidiana di un paese friulano negli anni del dopoguerra. Questi testi sono stati oggetto di studio in ambito antropologico e letterario, per la loro capacità di restituire il microcosmo sociale della provincia italiana.
Ha diretto la collana Scritture friulane per un piccolo editore udinese, promuovendo la pubblicazione di testi in lingua minoritaria e coinvolgendo studiosi come Ugo Pellis e Ercole Carletti. Numerosi suoi testi sono stati tradotti in italiano e in francese, e letti in occasione di eventi culturali in Carnia e a Parigi.
Promotrice di conferenze e incontri per lo studio delle lingue regionali, fu invitata nel 1992 a tenere una lezione presso l’Istituto Italiano di Cultura di Lione, dove parlò della poesia dialettale come forma di resistenza culturale. La sua ultima conferenza pubblica si tenne a Udine nel 2005, poco prima della sua scomparsa, avvenuta il 9 settembre 2008 a Palmanova, dove si era trasferita in precedenza.
Pubblicazioni Essere di paese, Mondadori, Milano 1980 Int e pinsîrs a slàs, Società Filologica Friulana, Udine, 1984 Storie di cortile e di corriera, Campanotto, Pasian di Prato, 1989 Aghe ch’a côr, Campanotto, Pasian di Prato, 1994 Mé mari a diseve, Campanotto, Pasian di Prato, 1997 Storie di donne friulane, Campanotto, Pasian di Prato, 1998 Novecento friulano, Campanotto, Pasian di Prato, 1999 Avere vent’anni oppure ottanta, Campanotto, Pasian di Prato, 2000 Le voci dei fiori, Campanotto, Pasian di Prato, 2001 Dai bauli della memoria, Campanotto, Pasian di Prato, 2002 Scritti sparsi, in «La Panarie», numeri vari, Udine, 1930–2000 Vee di fieste, in «Ce fastu?», Udine, 1930 Colori del friuli, De Marchi editori, Sacile, 1988 Poesie e prose, in «Sot la nape», Udine, anni ’80–’90 Darte, numero unico della Società Filologica Friulana, Udine,
Note
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