Il delta del Gange (noto anche come delta del Gange-Brahmaputra, delta delle Sundarbans o delta del Bengala ) è un vasto delta fluviale situato prevalentemente nel Bengala, all'interno del subcontinente indiano, tra il Bangladesh e lo stato indiano del Bengala Occidentale.
È il delta fluviale più grande del mondo, tramite esso si gettano nel Golfo del Bengala le acque combinate di diversi sistemi fluviali, principalmente quelli del Brahmaputra e del Gange. È anche una delle regioni più fertili del mondo, tanto da meritarsi il soprannome di Delta Verde. Il delta si estende dall'Hughli a occidente fino al Meghna a oriente.
Geografia
Il delta del Gange ha la forma di un triangolo leggermente "arcuato". Copre più di e si estende principalmente tra Bangladesh e India, pur ricevendo le acque di fiumi provenienti dal Bhutan, dal Tibet e dal Nepal che vi confluiscono da nord. Il 67% del delta si trova all'interno del Bangladesh e solo il 33% appartiene al Bengala Occidentale. La maggior parte del delta è composta da terreni alluvionali formati dai sedimenti fluviali (primi fra tutti quelli del Gange). Man mano che ci si sposta verso est, si trovano terreni lateritici rossi e rosso-gialli. Il suolo ricco di minerali e sostanze nutritive è quindi molto fertile e adatto all'agricoltura.
Il delta composto da un dedalo di canali, paludi, stagni e pianure alluvionali (chars). Il Gorai-Madhumati, uno tributario del Gange, divide il delta in due parti: il delta orientale, geologicamente giovane e attivo, e il delta occidentale, più antico e meno attivo.
Popolazione Circa 273,6 milioni (173,6 milioni in Bangladesh e 100 milioni nel Bengala occidentale, India) di persone vivono nel delta, nonostante i rischi di inondazioni causate dai monsoni, dalle piene causate dallo scioglimento delle nevi dell'Himalaya e dai cicloni dell'Oceano Indiano. Gran parte del Bangladesh si trova nel delta del Gange e molti abitanti del Paese dipendono dal delta per la loro sopravvivenza."Molti abitanti del Bangladesh dipendono dal delta per la loro sopravvivenza. Due terzi dei bangladesi lavorano nell'agricoltura e coltivano i fertili terreni alluvionali del delta. La fibra di iuta, utilizzata per produrre spago e sacchi, è il principale prodotto agricolo esportato dal Bangladesh. Si coltivano anche tè, grano, riso, fagioli, canna da zucchero e frutta." Bowden, 2003, p. 39
Si stima che oltre 300 milioni di persone abbiano il proprio sostentamento grazie al delta del Gange; circa 400 milioni di persone vivono nel bacino del fiume Gange, rendendolo il bacino fluviale più popoloso al mondo. La maggior parte del delta del Gange ha una densità di popolazione superiore a 200 abitanti per km², rendendolo una delle regioni più densamente popolate al mondo.
Flora e fauna
Tre ecoregioni terrestri coprono la regione del delta. L'ecoregione delle foreste decidue umide delle pianure del basso Gange copre gran parte del delta, anche se la maggior parte delle foreste è stata disboscata per far posto all'agricoltura, lasciando solo piccole macchie. Fitti canneti crescono nelle zone più umide. L'ecoregione delle foreste paludose d'acqua dolce delle Sundarbans si trova più vicino al mare; i canali sono inondati da acqua leggermente salmastra durante la stagione secca, che lascia il posto all'acqua dolce durante la stagione dei monsoni. Anche questo territorio è stato quasi completamente convertito all'agricoltura intensiva, con solo 130 chilometri quadrati protetti dei 14.600 chilometri quadrati totali. Nel punto in cui il delta incontra il Golfo del Bengala, le mangrovie delle Sundarbans formano la più grande ecoregione di mangrovie del mondo, coprendo un'area di 20.400 chilometri quadrati in un sistema di 54 isole. Il loro nome deriva dalla specie di mangrovie predominante, Heritiera fomes, conosciuta localmente come sundri o sundari.
Gli animali presenti nel delta includono il pitone indiano (Python molurus), la pantera nebulosa (Neofelis nebulosa), l'elefante indiano (Elephas maximus indicus) e i coccodrilli (Crocodylus palustris e Crocodylus porosus), che vivono nelle Sundarbans. Sempre nelle Sundarbans, si ritiene vivano circa 1.020 tigri del Bengala (Panthera tigris tigris), specie in pericolo. Lo sciacallo dorato (Canis aureus) è annoverato tra i mammiferi delle Sundarbans e viene osservato anche lungo i canali e nelle isole. I rinoceronti indiani (Rhinoceros unicornis) erano presenti in passato nelle Sundarbans, ma si estinsero localmente già prima del 1920–1925, a causa dell'intensa caccia. Ad oggi non vi sono popolazioni di rinoceronte nelle Sundarbans. Il bacino del Gange-Brahmaputra ospita foreste tropicali decidue che producono legname pregiato: in queste zone crescono alberi di sal (Shorea robusta), teak (Tectona grandis) e i pipal (Ficus religiosa, anche noti come fichi delle pagode).
Si stima che nelle Sundarbans vivano 30.000 cervi pomellati (Axis axis). Tra gli uccelli presenti nel delta figurano martin pescatori (Alcedinidae), aquile (Aquila), picchi (Picidae), maine comuni (Acridotheres tristis), francolini delle paludi (Francolinus gularis) e shama (Copsychus saularis). Il marabù minore (Leptoptilos javanicus) è presente nelle Sundarbans, sebbene in numero ridotto. È una specie vulnerabile che frequenta le zone umide e le mangrovie, nidificando occasionalmente sugli alberi più alti. Il marabù asiatico propriamente detto (Leptoptilos dubius) invece, è oggi assente o estremamente raro nelle Sundarbans. Un tempo diffuso nel Bengala, ora sopravvive solo in poche colonie in Assam e Cambogia. Nel delta sono presenti due specie di delfini: il delfino dell'Irrawaddy (Orcaella brevirostris) e il delfino del Gange (Platanista gangetica gangetica). Il delfino dell'Irrawaddy è un delfino oceanico che entra nel delta dal Golfo del Bengala. Il delfino del Gange invece è un vero delfino di fiume, ma è estremamente raro e considerato in pericolo di estinzione.
Gli alberi presenti nel delta includono il sundari (Heritiera fomes), il garjan (Rhizophora spp.), il bambù (Bambuseae), la palma di mangrovia (Nypa fruticans), la palma da dattero di mangrovia (Phoenix paludosa) e i baniani (Ficus benghalensis).
Geologia Presso il delta del Gange si incontrano tre placche tettoniche: la placca indiana, la placca eurasiatica e la placca birmana. Il bordo della paleopiattaforma eocenica si estende approssimativamente da Calcutta ai confini dell'altopiano di Shillong. Il bordo della paleopiattaforma segna il passaggio dalla spessa crosta continentale a nord-ovest alla sottile crosta continentale o oceanica a sud-est. L'enorme apporto di sedimenti derivante dallo smantellamento, tuttora in corso, dei rilievi montuosi generati dalla collisione himalayana, ha esteso il delta di circa 400 chilometri verso il mare a partire dall'Eocene. Lo spessore dei sedimenti a sud-est del bordo della paleopiattaforma sotto il delta del Gange può superare i 16 km.
Economia
Circa due terzi della popolazione del Bangladesh lavora nell'agricoltura e coltiva i fertili terreni alluvionali del delta. Le principali colture del delta del Gange sono la iuta, il tè e il riso. Anche la pesca è un'attività importante nella regione del delta, e il pesce è una delle principali fonti di cibo per gran parte della popolazione locale."La pesca ha sempre avuto un ruolo importante nella vita dei bangladesi... Il pesce è particolarmente importante in Bangladesh, dove costituisce la principale fonte di proteine nella dieta di molte persone... I gamberetti vengono allevati in grandi vasche o gabbie immerse in acque libere. Sono venduti principalmente per l'esportazione." Bowden 2003, p.44
Negli ultimi decenni del XX secolo, le innovazioni tecnologiche hanno aiutato le popolazioni povere del delta a migliorare i metodi di allevamento ittico. Trasformando gli stagni inutilizzati in allevamenti redditizi e migliorando i metodi di acquacoltura nei bacini esistenti, molti possono ora guadagnarsi da vivere allevando e vendendo pesce. Grazie ai nuovi sistemi, la produzione ittica nei bacini esistenti è aumentata dell'800%. Questo riguardo soprattutto i gamberetti, che vengono allevati in vasche o gabbie sommerse in acque libere. La maggior parte è destinata all'esportazione.
I numerosi bracci del fiume rendono difficoltosi gli spostamenti nel delta. La maggior parte delle isole è collegata alla terraferma solo da semplici traghetti di legno. I ponti sono rari. Alcune isole non sono ancora servite dalla rete elettrica, gli abitanti spesso ricorrono ai pannelli solari per un minimo di approvvigionamento elettrico.
Giacimenti di gas naturale Nel delta sono state scoperte importanti riserve di gas, come quelle dei giacimenti di Titas e Bakhrabad. Diverse grandi compagnie petrolifere hanno investito nell'esplorazione della regione del delta del Gange."Riserve di gas [...] si trovano sotto la regione del delta e al largo della costa nel Golfo del Bengala. Importanti scoperte sono state fatte negli anni '90 e diverse grandi compagnie petrolifere hanno investito nella ricerca di gas in Bangladesh." Bowden, 2003, p. 41
Inquinamento da arsenico L'arsenico è un elemento chimico, presente in natura nel delta del Gange, che ha effetti nocivi sulla salute e può finire nella catena alimentare, soprattutto in colture importanti come quella del riso.
Clima Il delta del Gange si trova principalmente nella zona climatica tropicale umida e riceve tra i 1.500 e i 2.000 mm di pioggia all'anno nella parte occidentale e tra i 2.000 e i 3.000 mm nella parte orientale. Le estati calde e secche e gli inverni freschi e secchi rendono il clima adatto all'agricoltura.
Cicloni e alluvioni Nel novembre 1970, il ciclone tropicale più mortale del XX secolo colpì la regione del delta del Gange. Il ciclone Bhola del 1970 causò la morte di 500.000 persone (bilancio ufficiale delle vittime), e altre 100.000 risultarono disperse. Il Guinness dei primati stimò che il numero totale delle vittime del ciclone Bhola fosse pari a 1.000.000.
Un altro ciclone colpì il delta nel 1991, causando la morte di circa 139.000 persone e lasciandone molte altre senza casa."Nel 1970 il Bangladesh subì il peggior ciclone mai registrato al mondo, che causò la morte di circa 500.000 persone. L'ultimo grave ciclone che ha colpito il Bangladesh risale al 1991 e ha causato la morte di 139.000 persone." Bowden, 2003, p. 43
Nel 1998, il Gange esondò nel delta, causando la morte di circa 1.000 persone e lasciando più di 30 milioni di persone senza tetto. Il governo del Bangladesh chiese 900 milioni di dollari per aiutare a sfamare la popolazione della regione, dato che l'intero raccolto di riso era andato perduto."Nel 1998 ... Circa mille persone persero la vita e più di 30 milioni rimasero senza tetto a causa delle inondazioni ... L'intero raccolto di riso andò distrutto e il governo chiese quasi 900 milioni di dollari di aiuti per sfamare e ricollocare la popolazione." Bowden, 2003, p.40 Gravi inondazioni si verificarono anche nel 1953, 1987, 1988, 2004, 2007 e 2017.
Storia ambientale Periodo coloniale Dalla fine del XVII secolo, il delta fu governato dalla Compagnia delle Indie Orientali, il cui governo si basava sugli zamindar. Mentre in precedenza gli abitanti erano soliti costruire argini temporanei, che venivano rotti ad ogni stagione dei monsoni, il dominio coloniale promosse la costruzione di argini permanenti. Ciò aumentò la produzione agricola nel breve periodo, ma compromise la sedimentazione, la quale fertilizza e innalza naturalmente il terreno, compensandone l'abbassamento. Nel XIX secolo, lo Stato britannico promosse la costruzione di ferrovie, il che portò a un aumento degli argini, una diminuzione delle foreste, un aumento degli acquitrini e alla diffusione della malaria.Miller, Stephen Robert (31 October 2023). Over the Seawall. Washington, D. C: Island Press.
Progetto di consolidamento della costa