Il carcere di Bollate, ufficialmente seconda casa di reclusione di Milano-Bollate, è un istituto penitenziario italiano situato nei comuni di Milano e Baranzate, con ingresso da Milano, in via Cristina Belgioioso 120.
Storia Il carcere di Bollate fu edificato su progetto degli anni Ottanta e inaugurato nel dicembre 2000. dall'allora ministro della giustizia Piero Fassino e, una seconda volta l'anno successivo dal ministro Roberto Castelli, successore nel ruolo.
Sin dal principio, il carcere di Bollate fu progettato per offrire un trattamento avanzato ai detenuti e può essere inquadrato nella categoria di istituti penitenziari "a celle aperte", dei quali rappresenta uno dei pochi esempi in Italia, trattandosi di una forma più comune nei Paesi scandinavi e nel Regno Unito.
La struttura nacque originariamente con l'intento di alleviare il carico di detenuti presenti presso il carcere di San Vittore (il quale, essendo casa circondariale, presenta un grande numero di condannati a pene brevi), ma in un secondo tempo si scelse di destinare l'istituto bollatese (il quale è casa di reclusione) alla sperimentazione di una nuova forma di trattamento penitenziario, incentrato sul reinserimento sociale.. Per tale ragione, l'accesso al carcere di Bollate è subordinato, tra i vari, anche a specifici criteri di carattere disciplinare per il detenuto in altre strutture.
Direzione Prima direttrice dell'istituto, dal 2002 al giugno 2011, fu Lucia Castellano, sotto la cui gestione si consolidò il modello di carcere aperto. Le succedette, dal 2011 al 2018, Massimo Parisi, quindi Cosima Buccoliero, già vicedirettrice dell'istituto dal 2003, che lo diresse tra il 2019 e il 2021. Dal 2021 l'istituto è diretto da Giorgio Leggieri.
Descrizione Posizione
Il carcere si trova collocato al confine dei comuni di Milano e Baranzate, e si colloca nel quartiere milanese MIND, nell'area delimitata dalle autostrade A8 e A52 e dalla ferrovia Milano-Torino, all'altezza del deposito locomotive di Milano Fiorenza. Il carcere sorge nelle immediate prossimità dell'area utilizzata per ospitare EXPO 2015.
Nonostante la denominazione, a fronte dell'istituzione del comune di Baranzate avvenuta nel 2004, come distacco dell'omonima frazione dal comune di Bollate, il carcere non si trova più nemmeno in parte collocato sul territorio bollatese.Art. 1 L.R. 22 maggio 2004, n. 13. Si veda
Strutture L'istituto penitenziario si articola in quattro reparti, con strutture da quattro piani ciascuna, oltre ad una sezione femminile che ospita circa 160 detenute. Al 13 settembre 2026 l'istituto ospitava detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di posti.. La struttura presenta un totale di 707 stanze di detenzione, di cui otto attrezzate per portatori di handicap.
Quanto alle aree comuni, sono presenti sei sale colloqui, un'area verde, una ludoteca, un teatro, otto palestre, un'officina, otto aree dedicate al culto, un asilo nido (destinato ai figli del personale penitenziario e delle donne detenute), e campi per il gioco del calcio, del tennis e della pallavolo.
InGalera
Presso il carcere è presente un ristorante denominato InGalera che offre opportunità lavorative ai detenuti, rappresentando un progetto assolutamente innovativo nel Paese. Il ristorante è aperto al pubblico ed offre una disponibilità di 50 coperti, sia a pranzo sia a cena, dal martedì al sabato.
Trattamento e attività Il carcere di Bollate è ritenuto a livello nazionale un carcere-modello rispetto al trattamento dei detenuti. (tanto da essere divenuto noto come "trattamento Bollate".): sin dalla sua apertura l'istituto ha contemperato le esigenze di sicurezza con la valorizzazione delle attività di formazione e di lavoro per i detenuti.
Al suo interno prevede possibilità di lavoro attivo da parte di alcuni detenuti, sia con compiti a turnazione alle dipendenze dell'amministrazione penitenziaria, sia con mansioni alle dipendenze di imprese terze che hanno previsto attività lavorative all'interno della struttura carceraria.
Attraverso convenzioni con gli enti di istruzione locali, il carcere offre corsi di alfabetizzazione, di scuola secondaria di primo e secondo grado (istituto tecnico e istituto alberghiero), corsi universitari e corsi di alta formazione.
Secondo uno studio degli economisti Giovanni Mastrobuoni e Daniele Terlizzese, la sostituzione di un anno di detenzione in un istituto ordinario con un anno trascorso presso il carcere di Bollate riduce la probabilità di recidiva di circa 6-10 punti percentuali, a fronte di una recidiva media di circa il 40% tra i detenuti trasferiti nell'istituto..
Cascina Bollate Dal 2007 è attiva all'interno del carcere la cooperativa sociale Cascina Bollate, un vivaio in cui giardinieri liberi e detenuti lavorano insieme, coordinati dalla fondatrice Susanna Magistretti.
carteBollate
Dal 2002 presso il carcere di Bollate è tenuta la redazione di carteBollate, un periodico bimestrale di informazione sul carcere redatto dagli stessi detenuti e dal 2005 registrato presso il Tribunale di Milano. Il periodico ha una tiratura di copie, per sei numeri annuali, distribuiti in forma cartacea o digitale su abbonamento. La redazione vede la collaborazione volontaria di professionisti del settore dell'informazione.
Note
Bibliografia
Voci correlate Carcere di Opera Carcere di San Vittore
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Collegamenti esterni
Categoria:Carceri della Lombardia