Biografia

Natale Scarpa nacque il 25 dicembre (giorno di Natale, da cui il suo nome) a Pellestrina da Giovanni Scarpa e da sua moglie Francesca (una tradizione orale ci indica che egli nacque in una casa sita in Sestiere Scarpa, in Campo della Chiesa). Nel 1923 sulla facciata di questa casa venne murata una lapide con la seguente iscrizione: "Qui nacque il 25 dicembre 1701 Natalino Scarpa dei Mutti cui apparve Maria Santissima il 4 agosto 1716". Fu battezzato il 6 gennaio nel Duomo di Ognissanti dal pievano, all'epoca don Paolo Zennaro.6 gennaio 1702 a N. J.Nad. f. di q. Zne Scarpa q. Andrea e di d. Franc. Jug. Nato il dì 25 del caduto. Comp. Zne Scarpa q. Vinc.: Com. di Franc.ca cte di q. Zne Scarpa q. Steff. Fu batt.o da me Piev.o sd.o (Registro IV dei battesimi; lettera N)

L'apparizione di Maria L'episodio ebbe luogo in prossimità dell'antico oratorio dei Santi Vito e Modesto, che custodiva un'immagine della Madonna del Carmine dipinta su tavola. L'opera, tuttora oggetto di venerazione, era tradizionalmente attribuita a un pellegrino anonimo che l'avrebbe realizzata sul fondo di una botte come ringraziamento per l'ospitalità ricevuta.

Il dipinto raffigurava la Vergine in trono con il Bambino in braccio, affiancata originariamente dai Santi Martiri Vito e Modesto. Sebbene artisti di fama, come Giambattista Tiepolo, che la esaminò personalmente, l'abbiano considerata un'opera di modesto pregio artistico, probabilmente di scuola spagnola, le fu riconosciuto un grande valore devozionale e una singolare originalità data dal soggetto inconsueto. Attualmente, le figure dei due Martiri non sono più visibili accanto alla Madonna.

Alle prime luci del mattino del 4 agosto 1716, verso le sei, Natalino Scarpa, mentre si recava alla chiesa di Ognissanti per assistere all'amministrazione della Comunione agli infermi, vide una donna in piedi accanto all'oratorio chiuso.

La figura, descritta come bassa di statura, piuttosto anziana e con un volto pallido e preoccupato, vestiva un abito azzurro trapunto di stelle rosse e un velo bianco. La donna fece cenno a Natalino di avvicinarsi e, parlando in dialetto veneziano, gli affidò un messaggio specifico da riportare al pievano:

A conferma dell'incontro, la donna gli toccò il polso sinistro. L'esortazione ad "aver vittoria" era strettamente connessa al difficile contesto della Guerra Turco-Veneziana, in corso in quel periodo.

Mentre Natalino riferiva il messaggio, si verificarono altri fenomeni. Due donne che si erano avvicinate alla porta chiusa dell'oratorio riferirono di aver visto attraverso la toppa della serratura l'immagine della Madonna del Carmine muovere gli occhi.

Questo prodigio fu poi confermato da molte persone accorse, inclusi personaggi inizialmente scettici come il padrino di Natalino, Bara Fisolo. Il fenomeno, ripetutamente osservato anche da pubblici ufficiali in missione, come Antonio Pretti, acquisì immediatamente grande risonanza.

L'episodio fu interpretato come un segno di protezione divina per la Repubblica di Venezia. Nei giorni immediatamente successivi all'Apparizione, le notizie dal fronte militare confermarono questa lettura: la Repubblica aveva conseguito importanti vittorie contro l'Impero Ottomano. In particolare, il 5 agosto 1716 l'esercito veneziano e alleato ottenne la schiacciante vittoria di Petervaradino, e poco dopo l'assedio di Corfù da parte dei Turchi fu respinto con successo, eventi che furono attribuiti all'intercessione della Vergine e al compimento dell'invito celeste di celebrare messe per le anime del Purgatorio.

La costruzione del santuario

A seguito di questo evento, il pievano don Angelo Zennaro si recò subito a Chioggia. Il Senato di Venezia fu informato immediatamente dal Podestà e, il 6 agosto 1716, ordinò di celebrare le messe richieste, sollecitando l'avvio di un regolare processo canonico per accertare i fatti. Natalino Scarpa fu interrogato e giurò di fronte alla Curia il 6 agosto.

Il 14 luglio 1717, a conclusione dell'inchiesta, il Vescovo Giovanni Soffietti emise la Sentenza PositivaIl 14 luglio 1717 il Vescovo di Chioggia Giovanni Soffietti poté così finalmente esprimere il proprio giudizio ufficiale con la sentenza conclusiva del processo canonico:, con la quale dichiarò che era veramente la Beata Vergine Maria quella che era apparsa a Natalino Scarpa. Dichiarò inoltre che l'apertura e chiusura degli occhi dell'immagine sacra era da considerarsi un miracolo.

A meno di un mese dalla sentenza ecclesiastica, il Senato di Venezia decretò l'erezione di un nuovo tempio votivo in loco (decreto del 21 luglio 1717), a memoria della protezione mariana sulla Repubblica, "tutela e difesa di questo dominio".

La costruzione, progettata da Andrea Tirelli, fu interpretata dal Senato (decreto del 6 agosto 1718) non solo come ringraziamento per la vittoria sul nemico, ma come un "annuncio di pace" da parte della Vergine. I lavori iniziarono con la posa della prima pietra il 16 agosto 1718. L'opera, di pianta ottagonale e rivestita in marmo d'Istria, fu completata in cinque anni. La solenne traslazione dell'immagine sacra nel nuovo Santuario avvenne la domenica del 30 maggio 1723. La chiesa è ancora oggi visibile (Santuario della Madonna dell'Apparizione), e il ricordo di questa miracolo viene festeggiato da più di 300 anni.

Il servizio in seminario e il presbiterato A seguito dell'Apparizione, l'attenzione della Repubblica di Venezia nei confronti di Natalino Scarpa facilitò il suo percorso di formazione religiosa.

Il 12 gennaio 1719, il Senato Veneto emanò un decreto affinché il ragazzo fosse ammesso come soprannumerario nel Seminario patriarcale di Venezia a San Cipriano di Murano, allora dipendente dal Vescovo di Torcello, per essere istruito in vista del sacerdozio. Il decreto motivava la decisione richiamando il fatto che Scarpa, nella sua "innocente età", era stato reso "degno [...] dell’Apparizione già nota della Beata Vergine".

Il Patriarca di allora, Mons. Pietro Barbarigo, accettò volentieri l'ammissione del chierico, che iniziò gli studi nell'anno scolastico 1719/1720 e vi rimase fino al presbiterato nel 1725. La sua permanenza in Seminario è documentata dagli atti della Confraternita di S. Maria del Rosario e S. Giovanni Battista, di cui fu confratello dal 25 marzo 1720 e dove ricoprì diverse cariche (tra cui Maestro dei Novizi e Prefetto della Congregazione).

Natalino Scarpa ricevette gli Ordini Sacri dal Vescovo di Torcello, Marco Giustiniani, presso la Chiesa di S. Maria e S. Donato di Murano. +Ordine SacroDataSuddiaconato22 maggio 1723Diaconato10 giugno 1724Presbiterato26 maggio 1725 Fu promosso al Suddiaconato il sabato delle Quattro Tempora Estive, 22 maggio 1723. Successivamente, ricevette il Diaconato il sabato delle Quattro Tempora, 10 giugno 1724, e infine fu promosso al Presbiterato il sabato delle Quattro Tempora, 26 maggio 1725.

Nonostante la sua origine nella Diocesi di Chioggia, Scarpa fu ordinato con le lettere dimissorie del Primicerio della Chiesa Ducale di San Marco di Venezia, venendo quindi ascritto fin dall'inizio al clero ducale di San Marco.

Non si hanno notizie certe e complete sulle attività di Don Natale Scarpa dopo l'ordinazione sacerdotale. La sua adescrizione al Clero Ducale di San Marco non esclude un successivo ritorno a Pellestrina, forse motivato dalla devozione per il luogo dell'Apparizione.

Esiste un’unica notizia documentata relativa al suo ministero a Pellestrina: risulta essere stato Rettore del nuovo Santuario dell'Apparizione per un periodo di circa tre mesi, investito di una delle due "Mansionerie" istituite dal Senato, tra la partenza dei Trinitari e l'arrivo dei Domenicani.

Don Natale Scarpa è registrato come morto a Pellestrina il 31 ottobre 1776 a causa di un "male di petto". L'atto di morte precisa che fu assistito dagli ultimi Sacramenti e il suo corpo fu sepolto nella "Archa delli sacerdoti in Chiesa".31 d.o. (ottobre 1776) Il Rev. Don Natale Scarpa del q. Giovanni q. Andrea e fu Francesca morì in età di anni 75 da male di petto, assistito dal Md. Di cond.a premunito d’ogni Sacramento e Sacramentali, ed il cadavere fu accompagnato alla sepoltura in Archa delli sacerdoti in Chiesa da me D. Pasquale Capelano. (Registro V dei morti; pag.177)

Nonostante la notizia che un certo Don Natale Scarpa fosse cappellano a Portosecco intorno al 1750, non è possibile confermare con certezza che si tratti della medesima persona, data la presenza di un altro sacerdote omonimo a Pellestrina al tempo della morte del veggente.

Note

Voci correlate Apparizioni e altre manifestazioni mariane Santuario della Madonna dell'Apparizione

Categoria:Apparizioni mariane