Palazzo Gozzani San Giorgio, o Palazzo Baroni di Tavigliano, è un palazzo storico di Torino costruito nel Settecento in contrada degli Ambasciatori, l'attuale via Bogino, ad opera del conte Ignazio Agliaudi di Tavigliano che ne fu anche il primo proprietario.
Storia
Nella prima metà del Settecento il comune di Torino affida l’incarico di rinnovare un antico edificio in contrada degli Ambasciatori all’architetto Ignazio Agliaudi, che lo ricostruisce su disegno dell’architetto Filippo Juvarra e lo fa diventare sua residenza personale. Il conte Agliaudi di Tavigliano, allievo di Filippo Juvarra, nel 1739 realizza anche il disegno della sagrestia della Chiesa della Santissima Trinità sempre in Torinohttps://www.piemontesacro.it/chiese_torino/chiesa_trinita.htm.
Ignazio Agliaudi, figlio di Giovanni Battista Agliaudi e Francesca Baroni, sindaco di Torino nel 1743, è anche conosciuto come Giovanni Pietro Baroni (conte di Tavigliano) https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pietro-baroni-conte-di-tavigliano_(Dizionario-Biografico)/, e per questo il palazzo a volte è definito Baroni di Tavigliano https://www.museotorino.it/view/s/39f25a0781c44a55986dcebc0dd6e927.
Il palazzo in seguito viene acquistato dal marchese di San Giorgio Monferrato Giovanni Battista Gozzani (o Gozani), che lo usa per reddito e come base d'appoggio per le sue trasferte nel capoluogo subalpino.
Una parte del palazzo viene utilizzata da Giambattista Bogino, cui in seguito fu intitolata la contrada degli Ambasciatori e che morì, nel 1784, nel palazzo Gozzani San Giorgio. Una lapide posta sulla facciata ricorda la sua permanenza nel palazzohttps://www.mepiemont.net/torino_pala7.html. Ministro di Stato del re Carlo Emanuele III e governatore della Sardegna, fu conte di Migliandolo e Vinadio.
Bogino accolse in casa e adottò come figlio Prospero Balbo, in seguito ambasciatore a Parigi e sindaco di Torino, il quale si trasferì poi al n.8 della stessa via (Palazzo Balbo).
Nel giugno 1769 viene ospitato nel complesso l’imperatore Giuseppe II d’Austria, accompagnato dal duca di Chablais e diretto a Napoli per visitare sua sorella Maria Carolinahttps://www.ilmonferrato.it/notizia/5aCNhCsuKUKYMHo5lfn7VA/c-e-un-palazzo-gozzani-a-torino.
Dopo la morte di Giovanni Battista nel 1791, avvenuta nello stesso anno del figlio marchese Carlo Antonio (gentiluomo del re, luogotenente del reggimento provinciale, che dopo il matrimonio con Sofia d'Oria si era trasferito nel 1784 in via BoginoGiuliana Romano Bussola, https://iltorinese.it/2023/03/29/la-vita-della-marchesa-gozzani-di-san-giorgio/), il palazzo viene ereditato dal nipote marchese Carlo Giovanni (1788-1843), guardia del corpo del re Carlo Felice, tra i soci fondatori a Torino della Società Italiana del Gas (poi Italgas) nel 1837, socio in affari con il marchese Michele Benso di Cavour nelle grange vercellesi e nella prima società di navigazione del Lago Maggiore.
Nel maggio 1814 si stabilisce per un breve periodo nel palazzohttps://www.atlanteditorino.it/S.html il comandante delle truppe austriache Ferdinando Bubna, governatore generale del Piemonte, Nizza e Savoia, che aveva cacciato i francesi di Napoleone e preceduto il ritorno di Vittorio Emanuele I a Torinohttps://iltorinese.it/2025/07/21/i-segreti-della-gran-madre/.
Carlo Giovanni lasca nel 1827 il suo enorme patrimonio al cugino austriaco Felice Carlo Gozzani, detto l’Alman (il tedesco), il quale nel 1840 modifica in stile neoclassico la facciata del palazzo, edifica l’ala destra terrazzata del palazzo al n.13 di via Giolitti e il cortile a ciottoli in bianco e nero su disegno circolare degli architetti Antonelli e Bollati, quest’ultimo già progettista di Felice Carlo nel castello monferrino di San GiorgioArmano Luigi Gozzano, https://iltorinese.it/2024/07/17/torino-alla-scoperta-di-palazzo-san-giorgio-gozzani/.
Nel 1860 nel palazzo è ospitato il barone di Lainate Ignazio Weill-Weiss, banchiere ebreo di Zagabria dichiarato cittadino italiano da Vittorio Emanuele II re di Sardegnahttps://www.geni.com/people/Ignazio-Ignaz-Weil-Weiss-di-Lainate/6000000013216626258.
Il palazzo S.Giorgio fu proprietà dei marchesi Gozzani fino al 1861, anno del fallimento di Felice Carlo dichiarato dal tribunale di Casale. Fu rilevato da enti creditizi, restaurato nel 1951 (fonte De Bernardi-Ferrero), nel 1968 (fonte Ist. Architettura Tecnica), nel 1980-86 dalla Banca Nazionale dell'Agricoltura e in seguito dalla Banca Monte dei Paschi di Siena.
Descrizione Nel 1840 la facciata del palazzo fu modificata in stile neoclassico. Agli inizi del 1800 conteneva ancora affreschi dei fratelli Galliari.
Lo stemma in fine marmo con testa di giovane bianco avente le stesse inquartature degli stemmi di Casale e Luzzogno (poi sostituito dalla famiglia con quello feudale con teste di moro), esposto nel museo di arte antica di palazzo Madama, è attribuibile al marchese Giovanni Battista Gozzani, e probabilmente fu asportato dal loro palazzo di via Bogino durante le ristrutturazioni avvenute dopo il 1861.
Note
Bibliografia Renzo Rossotti, I palazzi di Torino, Newton Compton Editori, Roma 2000
Voci correlate
Ville e palazzi di Torino Luoghi d'interesse a Torino Borgo Nuovo
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