Biografia

Considerata dai suoi contemporanei bella e intelligente, Orintia Romagnoli Sacrati fu la secondogenita dei sette figli del marchese Lucio Romagnoli e della contessa di Montelabbate di Pesaro Caterina Leonardi della Rovere. A quindici anni fu data in sposa ad Amedeo Sacrati Giraldi Obizzi di Ferrara. Orintia si trasferì così nella città estense, andando a vivere nel palazzo Sacrati, all’epoca di proprietà della famiglia del marito e situato di fronte al Palazzo dei Diamanti. Durante il suo soggiorno ferrarese Orintia diede vita all'interno del palazzo a un vivace salotto letterario, in cui venivano letti versi, suonata musica e ci si dedicava alla recitazione e all'intrattenimento, diventando lei stessa una celebre improvvisatrice a partire dai temi scelti dai suoi ospiti.

I primi anni Orintia li passò in una villa a Lugo in compagnia della figlia avuta con Amedeo Sacrati, fino alla morte di quest'ultima, che avvenne in giovanissima età. Dopo alcuni anni di matrimonio Orintia abbandonò il tetto coniugale, dando così scandalo nell'ambiente aristocratico locale; nel 1782 entrò a far parte dell'Accademia dell'Arcadia, dove prese il nome di Fiordaligi Taumanzia. Il primo nome, Fiordaligi, le fu assegnato per sorteggio, come era d'uso all'interno dell'accademia, mentre Taumanzia, che significa "colei che prova meraviglia", venne scelto dalla nobildonna.

Tra il 1785 e il 1795, ancora sposata con Sacrati Giraldi Obizzi, Orintia intrattenne una fitta corrispondenza epistolare con Aurelio de' Giorgi Bertola, che divenne l'amante della nobildonna; i carteggi di Orintia Romagnoli Sacrati sono a oggi ancora inediti, mentre le lettere inviate da Bertola vennero riunite e pubblicate in un libro intitolato Viaggio sul Reno e ne' suoi contorni.

Terminata anche questa relazione, Orintia Romagnoli Sacrati cominciò un rapporto sentimentale con Antonio Gnudi, tesoriere di papa Pio VI, andando a vivere con lui a Bologna. Nel 1804 Orintia venne ammessa all'Accademia Rubiconiana dei Filopatridi, e nel 1807, firmandosi come Fiordaligi Taumanzia, pubblicò un libretto indirizzato a Floriano Caldani in cui difendeva Venezia dalle accuse mosse da François-René de Chateaubriand nel 1806 in una sua celebre lettera indirizzata a Louis Bertin. Nel 1808 venne ammessa all'Accademia nazionale di scienze, lettere e arti di Modena, della quale divenne socia estera a partire dal 1815.

Nel 1810 vennero pubblicati quattro volumi di commedie teatrali scritte da Orintia, ancora firmate col nome arcadico di Fiordaligi Taumanzia. I quattro volumi, di cui il primo dedicato a Vincenzo Monti e l'ultimo al governatore di Roma, conte Mollis, contenevano sedici delle quarantotto commedie scritte da Orintia. Le commedie pubblicate furono tutte destinate alla lettura, e non esistono testimonianze che siano mai state messe in scena.

Tra le opere di Orintia molte furono scritti celebrativi per matrimoni di suoi conoscenti, in alcuni casi relazioni nate grazie all'intermediazione della stessa nobildonna. Tra queste opere ricordiamo Poesie per le applauditissime nozze... del 1795 in onore del matrimonio di Luigi Marsili ed Ersilia Rossi; i racconti morali intitolati Le quattro madri, pubblicati nel 1812 in onore delle nozze tra Giulio Perticari e Costanza Monti, figlia di Vincenzo; la novella Adelina per l'unione tra Angela Mami — figlia di sua sorella Mariana — e Silvestro Ragazzini nel 1815; e infine la novella storica Parga, per celebrare Giovanni Massari e Beatrice Aventi. Tutte queste opere vennero definite dalla loro autrice come "cosucce" che compose come dono per i suoi amici.

Parallelamente all'attività letteraria, Orintia Romagnoli Sacrati fu attiva anche sul versante politico: a seguito del proclama di Rimini di Gioacchino Murat la scrittrice tenne un discorso pubblico a favore delle istanze indipendentiste italiane, atto che la rese famosa negli ambienti intellettuali italiani ma la costrinse anche agli arresti domiciliari a Rimini.

Nel 1818 pubblicò un romanzo a puntate intitolato Lettere di Giulia Willet, di ispirazione foscoliana, ottenendo una recensione positiva anche da Silvio Pellico. Nel 1820 la marchesa Romagnoli Sacrati viaggiò fino a Londra per difendere la principessa Carolina di Brunswick, sua amica, dall'accusa di adulterio mossale dal marito Giorgio IV del Regno Unito in un processo rimasto noto come The Trial of Queen Caroline. Orintia rientrò in Italia, stabilendosi a Ferrara fino al 1824, quando si trasferì a vivere a Roma, a palazzo Valdarnini, sito in via della Scrofa; durante la sua permanenza a Roma, intorno alla marchesa — che frequentò stabilmente la corte di papa Pio VI — si creò un ampio salotto letterario formato da nobili, prelati e funzionari legati all'amministrazione pontificia. David Silvagni, nel terzo volume del suo La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX, descrisse Orintia come «bella, colta, gentile, intrigante; quando cominciò ad avanzarsi negli anni si gettò nelle braccia dei letterati, i quali, sia per il suo spirito, sia per la sua coltura, la corteggiarono nella sua più tarda età».

A Roma Orintia continuò a frequentare ambienti carbonari; nel suo salotto venne arrestato Eduardo Fabbri e fu lei a finanziare l'arrivo da Londra di una protesi per la gamba amputata di Piero Maroncelli. Le accuse di comportamento eccessivamente disinvolto e le frequentazioni con gli ambienti insurrezionalisti italiani costrinsero la marchesa Romagnoli Sacrati a trasferirsi un'altra volta, questa volta a Firenze.

A Firenze ospitò nella sua casa il pittore Giovanni Freppa, che designò poi come suo erede universale; nel periodo fiorentino, intorno alla marchesa, si animò un salottino a cui parteciparono anche Giacomo Leopardi e Antonio Ranieri, i quali progettarono insieme a Freppa l'apertura di un giornale chiamato Lo Spettatore Fiorentino, progetto che però non vide mai la luce per motivi legati alla censura preventiva del governo toscano.

Orintia Romagnoli Sacrati morì il 22 maggio 1834 a Firenze e venne sepolta, secondo un carteggio tra Giovanni Freppa e Melchiorre Missirini, nel chiostro della Cattedrale di Santa Croce di Forlì.

Opere Racconti Le quattro madri. Racconti morali per le nozze della signora Costanza Monti col signor Giulio Perticari, Pesaro, Gavelli, 1812. Adelina. Novella morale per le nozze della signora Angela Mami col signor Silvestro Ragazzini, Rimini, Marsoner e Grandi, 1815. Novelle morali della Marchesa Orintia Sacrati, Roma, Salviucci, 1820. (contiene le novelle già edite Adelina e Le quattro madri e la novella inedita Il consigliere)

Commedie Un solo giorno a Parigi o una lezione singolare, Venezia, Picotti, 1829. Commedie di Fiordiligi Taumanzia, 4 voll., Faenza, dai torchi di Michele Conti, 1810.

Lettere Lettere di Giulia Willet pubblicate da Orintia Romagnoli, Roma, De Romanis, 1818. Lettere inedite al Bertola collezione di 35 lettere conservate nella Biblioteca Comunale Aurelio Saffi di Forlì (coll. Raccolte Piancastelli, Sezione Carte Romagna, 626.100-134) Lettera di Fiordiligi Taumanzia pastorella d'Arcadia all'ornatissimo signore Floriano Caldani bolognese professore di anatomia nella università di Padova, Venezia, Vitarelli, 1807.

Curatele Poesie per le applauditissime nozze del nobil uomo signor conte Luigi Marsili con la nobil donzella signora contessa Ersilia Rossi, Bologna, Stamperia dell'Istituto delle Scienze, 1795. Per le faustissime nozze della signora Pazienza nata contessa Porcia de Brugnera col signor Pietro Laderchi, Venezia, Fenzo, 1807.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

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