Testa di vecchio è un dipinto a olio su tela (63 x 48,3 cm) di Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, databile al 1619-1620 circa e custodito presso il Ashmolean Museum di Oxford.
Storia Il dipinto apparteneva al Ten. Col. R.W. Barclay (Bury Hill House, Dorking); fu acquistato da Denis Mahon nel 1950, che lo donò al museo di Oxford, dove tuttora è conservato. Fu pubblicato da Giuliano Briganti nel 1953, che lo datò al 1623 per le affinità stilistiche con l’Assunta dell’Ermitage di San Pietroburgo, eseguita intorno a quella data per il conte Alessandro Tanari.
In quegli stessi anni, cioè nella prima metà degli anni Cinquanta, Denis Mahon concordò con la datazione al 1623. Alla luce di studi più approfonditi sull’evoluzione dello stile del Guercino, che cominciò a mutare verso la fine del soggiorno romano (1621-1623), Mahon cambiò parere e ne anticipò la datazione al 1619-1620. Egli osservò infatti che «la libera scioltezza di tocco del Guercino, che qui è così evidente, era già scomparsa dopo il ritorno da Roma». La critica successiva si dimostrò concorde.
Fu esposto in una mostra a Londra nel 1960 (Royal Academy, Italian and Britain, n. 370). Successivamente fu esposto alla mostra di Bologna del 1968 con il n.38,Il Guercino (Giovanni Francesco Barbieri, 1591-1666), catalogo della mostra (Bologna, Palazzo dell’Archiginnasio; 1 settembre – 18 novembre 1968), a cura di Denis Mahon, Bologna: Alfa Editoriale, 1968. nella mostra di Bologna del 1991 con il n. 42 Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, 1591-1666, catalogo della mostra (Bologna, Museo Civico Archeologico; Cento, Pinacoteca Civica e Chiesa del Rosario, 6 settembre – 10 novembre 1991), a cura di Denis Mahon, Bologna: Nuova Alfa Editoriale, 1991, ISBN 978-88-7779-284-6. e in quella di Roma del 2004 con il n. 35Guercino. Poesia e sentimento nella pittura del ’600, catalogo della mostra (Roma, Ala Mazzoniana, Stazione Termini 10 febbraio 2004 – 30 giugno 2004), a cura di Denis Mahon, Massimo Pulini e Vittorio Sgarbi, ISBN 978-8841811887.
Descrizione e stile Il dipinto raffigura un vecchio a mezzo busto, con lo sguardo rivolto verso l’alto e la mano appoggiata al petto, gesto che suggerisce un moto interiore di intensa meditazione. Privo di attributi iconografici, non è riconducibile a un apostolo o a un santo specifico, ma si configura come un esercizio di resa fisiognomica e di introspezione psicologica.
L’impianto compositivo è dominato dal «bellissimo scorcio della testa» incorniciata da una barba fluente e da una capigliatura disordinata che cattura la luce in sottili riflessi. La stesura è fluida e corposa al tempo. L’epidermide del volto presenta una lieve granulosità, dovuta alla fine imprimitura preparata con sabbia del Reno finemente macinata, che diffonde la luce con un effetto morbido e vellutato. La qualità pittorica, unita alla cura delle modulazioni luminose, rivela un’opera autonoma più che uno studio preparatorio. In passato erano state avanzate alcune ipotesi: san Pietro (Martirio di san Pietro), il pastore (Erminia e il pastore) ed Elia (Elia nutrito dai corvi), ma nessuna di queste ipotesi ha trovato conferma. Il dipinto, probabilmente un ritratto dal vero, è da considerarsi un'opera a sé stante, destinato alla didattica dell’Accademia del Nudo o al gusto raffinato di collezionisti sensibili alle sottigliezze tecniche del maestro.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Ritratti pittorici maschili Categoria:Dipinti nell'Ashmolean Museum