Amministratore provinciale dello Stato da Mar e Podestà di Costantinopoli, prese parte a tre guerre come comandante per la Repubblica di Venezia: la guerra di successione eubeota (dove organizzò una lega di nobili greco-latini contro il Principato d'Acaia; la difesa dell'Impero latino di Costantinopoli contro l'Impero di Nicea durante la riconquista di Costantinopoli e le operazioni navali della guerra di San Saba.

Biografia

Sulla vita di Gradenigo si hanno scarse notizie e pochi dati biografici certi. Nel 1255 venne inviato con tre galee (sette, secondo la testimonianza dell'ammiraglio Andrea Dandolo) a riforzare i reparti veneziani presso la Signoria di Negroponte (oggi situata nei pressi della città di Calcide). La città di Negroponte era stata da poco conquistata da parte del principe di Acaia Guglielmo II di Villehardouin, che ne rivendicava il possesso dopo la morte di due dei "triarchi" che governavano quei luoghi. Gradenigo condusse quindi un assedio alla città, durato tredici mesi prima della sua capitolazione. Un ultimo contrattacco delle forze di Guglielmo vide la sconfitta della sua cavalleria, avvenuta per mano dei picchieri veneziani.

Nel giugno 1256 Marco rimpiazzò Paolo Gradenigo come governatore di quei luoghi, assumendo il titolo di Bailo di Negroponte. Forte di questa posizione, stipulò un'alleanza con i triarchi contro l'egemonia di Guglielmo II; molti altri nobili greco-latini, come il duca di Atene Guido I de la Roche, si unirono a questa lega anti-Acaia. Nonostante i suoi sforzi diplomatici, l'alleanza venne sbaragliata dalle forze di Villehardouin nella battaglia di Karydi (maggio e giugno 1258), portando ad una negoziazione della pace nel 1259. A causa di questo insuccesso militare, il Gradenigo venne sostituito come bailo nel 1258 da Andrea Barozzi, ma venne subito nominato podestà di Costantinopoli, ovvero governatore della colonia veneziana a Costantinopoli, capitale dell'Impero latino.

A luglio 1261 Gradenigo condusse la sua flotta di trenta navi e dell'intera guarnigione latina. alla volta dell'isola di Dafnusia (oggi Kefken) nel mar Nero, sotto il controllo dell'Impero di Nicea, con lo scopo di conquistarla. La sua assenza da Constantinopli permise la riconquista della città da parte del generale niceano Alessio Melisseno Strategopulo. La flotta di Gradenigo ritornò dal suo attacco fallimentare scoprendo non solo che la città era perduta, ma che il quartiere veneziano era stato dato alle fiamme e che l'intera popolazione latina si trovava in fuga. L'ammiraglio decise di non tentare un rischioso sbarco, ma di salvare quante più persone possibili in fuga dalla città, compreso l'imperatore Baldovino II, portandoli al sicuro a Negroponte.

Tra il 1264 e il 1266 Gradenigo detenne il comando dell'intera flotta durante il conflitto della Serenissima contro la Repubblica di Genova, guidando uno squadrone di dieci galee, insieme a Giacomo Dondulo, nella schiacciante vittoria nella battaglia di Trapani del giugno 1266. Nel 1269 venne nominato consigliere ducale, mentre l'anno successivo fu uno dei comandanti veneziani nella guerra contro Bologna. Nel 1272 risulta dai documenti che era ancora impiegato a Venezia come consigliere ducale.

Note

Bibliografia