LAssunta è un dipinto a olio su tela (307 x 332 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, intorno al 1623 e conservato presso l'Ermitage a San Pietroburgo.

Storia La prima menzione di questo dipinto spetta a Carlo Cesare Malvasia che, all'anno 1623, riporta: «Un'Assunzione della B.V. con i dodici apostoli al Sig. Co. Alessandro Tanari».

Intorno al 1844 la famiglia Tanari vendette il quadro a museo dell'Ermitage. L'informazione si trova nell'edizione della Felsina Pittrice curata da Zanotti: benché datata 1841, l'opera fu in realtà stampata nel 1844, e ciò permise al curatore di registrare anche l'atto di vendita del dipinto avvenuto in quell'anno. Il sito ufficiale riporta invece la data del 1843.

Descrizione e stile L'assunzione della Vergine è un episodio che non compare nel Nuovo Testamento, ma solamente negli scritti Apocrifi del V-VI secolo ed è divenuto dogma della Chiesa Cattolica nel 1950 per decisione di Pio XII il 1º novembre, ricorrendo per l'unica volta in tutto il Novecento all'infallibilità papale.

La scena raffigura l'Assunzione della Vergine. Maria ascende verso il cielo trasportata da un gruppo di angeli che la sostengono tra le nubi: il suo corpo è leggermente ruotato, il volto rivolto verso l'alto e la mano al petto, in un gesto che unisce stupore e accettazione. Il mantello rosso e la veste blu, mossi da un lieve moto ascensionale, creano il fulcro luminoso della composizione.

In basso gli apostoli sono raccolti attorno al sepolcro vuoto. Le loro reazioni sono molteplici: alcuni alzano le braccia stupiti, altri si sporgono verso la tomba per verificarne il mistero, altri ancora si parlano concitati, cercando di comprendere ciò che sta accadendo. Le figure, numerose e serrate, formano una semicirconferenza che guida lo sguardo verso il centro della scena, dove è disposto il sepolcro aperto con il sudario e alcuni fiori sparsi, testimonianza del prodigio.

Il paesaggio sullo sfondo è immerso in una luce chiara che sfuma verso l'orizzonte, mentre la massa delle nubi crea un raccordo visivo naturale tra il gruppo terreno e l'apparizione celeste. La composizione alterna zone di ombra e aperture luminose, facendo emergere i volti e i gesti degli apostoli.

Fu descritto da Mahon nel 1947, che ha dato di questo quadro un'analisi stilistica, che spiega «quanto esso presenti un maggior distacco dal San Crisogono e dall'Assunta di Cento per una maggiore definizione delle figure, una luce più sobriamente diffusa specie sui panneggi.»

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