LAltopiano dei Sette Comuni, o Altopiano di Asiago (Altipian de Aziago o Altipian de i Sete Comuni in veneto), Hoaga Ebene vun Siiben Kameûn o Hòoge Vüüronge dar Siban Komàüne in cimbro), è un vasto altopiano (più precisamente un acrocoro da corrugamento) che si trova sulle Prealpi Vicentine, a cavallo tra la parte settentrionale della provincia di Vicenza e la parte sudorientale della provincia autonoma di Trento.
Secondo la Suddivisione Orografica Internazionale delle Alpi è un sottogruppo del Gruppo degli Altipiani. Gran parte del territorio anticamente era suddiviso in sette circoscrizioni organizzate in una federazione autonoma, paragonabile a un moderno Stato federale, denominata Federazione dei Sette Comuni.
L'altopiano fu abitato dalla minoranza etnica dei cimbriMassimiliano Marangon, Antenati e fantasmi sull'altopiano. Un'identità etnica cimbra e le sue modulazioni antropologiche, Euroma, Ed. Univ. di Roma - La Goliardica, Roma, 1996, Contributi di antropologia storica, pp. 288, ISBN 8880661507, 9788880661504., che un tempo si distinguevano, tra l'altro, perché parlavano un particolare idioma di origine germanica, la lingua cimbra. Tale parlata, che è il più antico dialetto tedesco ancora esistenteMaria Hornung, Ist die zimbrische Mundart der Sieben Gemeinden althochdeutsch?, in Althochdeutsch, volume 1, Heidelberg, 1987, pp. 100-103., è oggi utilizzata solo da pochi abitanti; consistenti tracce del cimbro sussistono tuttavia nel linguaggio colloquiale e nella toponomastica di tutta la zona.
Geografia Compreso tra i fiumi Astico e Brenta, il massiccio ha un'estensione, relativamente all'ambito amministrativo dei Sette Comuni, di , ma l'estensione geografica del gruppo montuoso nel suo insieme raggiunge gli , dato che parte del suo territorio ricade in altri ambiti amministrativi (come la val di Sella, la piana di Vezzena, parte della Marcesina in Trentino e le colline subalpine nella pedemontana vicentina). La sua altitudine è compresa fra e . L'estensione dell'altopiano in senso stretto è invece pari a con un'altitudine media di Ugo Sauro, L'altopiano come morfostruttura, in ..
Si tratta di un massiccio dalla forma pressoché quadrangolare esteso per circa in senso est-ovest e oltre in senso nord-sud ed è delimitato da un sistema di grandi scarpate. Esso occupa una posizione centrale nella fascia delle Prealpi Venete. L'altopiano, in senso stretto, è formato da una conca centrale con altitudine media che si aggira intorno ai metri, ed è delimitata verso Nord da un secondo altopiano sommitale racchiuso da una serie di cime che si elevano oltre i metri di altezza (massima elevazione in Cima XII), mentre verso Sud la conca è racchiusa da una serie di colli che digradano verso la pianura Padana.
Geologia Il gruppo montuoso è costituito da una successione di rocce sedimentarie che si sono depositate in ambiente marino tra 223 e 35 milioni di anni fa. Tutto l'acrocoro poggia su un basamento costituito da Dolomia, mentre gli strati superiori sono formati da calcari grigi (ricchi in fossili) ai quali spesso si aggiungono il biancone, il rosso ammonitico o la scaglia rossa in zone diverse. Nella geomorfologia dell'intera zona un ruolo importante si deve attribuire alla dissoluzione carsica, che rende la presenza di acqua in superficie assai rara mentre non sono poche le cavità sotterranee ( esplorate al 2009), alcune profonde oltre mille metri (come l'abisso di Malga Fossetta, ).
La zona è ricca in fossili, in località Kaberlaba è stato scoperto il primo scheletro trovato in Italia di un plesiosauro. In diverse zone dell'altopiano il Rosso Ammonitico presenta un aspetto stratificato: queste formazioni tabulari (come quelle presenti sulle Melette) sono dovute all'azione disgregante del freddo sulle rocce (gelivazione) che avvengono in ambiente freddo (subnivale). La gelivazione, che frantuma esternamente la roccia più tenera, mette in risalto la differente composizione del calcare stesso (stratificazione).
Classificazione e suddivisione della SOIUSA La SOIUSA, Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino, vede l'altopiano come un gruppo alpino e vi attribuisce la seguente classificazione:
Grande parte = Alpi Orientali Grande settore = Alpi Sud-orientali Sezione = Prealpi Venete Sottosezione = Prealpi vicentine Supergruppo = Gruppo degli Altipiani Gruppo = Altopiano dei Sette Comuni Codice = II/C-32.I-A.3.
Inoltre lo suddivide in sei sottogruppiTra parentesi viene riportato il codice SOIUSA dei vari sottogruppi.: Dorsale Cima Portule-Vezzena (a) (dal passo Vezzena al portello di Galmarara e al lato nord-ovest del Corno di Campo Verde); Dorsale Cima Dodici-Ortigara (b) (dal portello di Val Galmarara alla Valsugana); Dorsale Campo Verde-Zingarella (c) (dal lato nord-ovest del Corno di Campo Verde alla sella di Prà Campofilone e al torrente Ghelpach); Dorsale Fiara-Fior (d) (dalla sella di Prà Campofilone al passo della Forcellona, alla sella di Gallio e al fiume Brenta); Dorsale Forcellona-Lisser (e) (dal passo della Forcellona al fiume Brenta); Dorsale Fonti-Bertiaga (f) (dalla sella di Gallio alla pianura veneta).
Amministrazione del territorio
Gran parte dell'altopiano () è suddivisa in sette circoscrizioni (comuni) che fino all'avvento di Napoleone, nel 1807, erano organizzate in una federazione denominata Spettabile Reggenza dei Sette Comuni nata tra il XIII ed il XIV secolo che costituiva uno Stato autonomo legato, più tardi, alle vicissitudini della Serenissima. I sette comuni appartengono tutti alla provincia di Vicenza (di cui costituiscono un quinto del territorio), solo una piccola parte del territorio ricade entro i confini della provincia di Trento. I sette comuni sono:
Comune Nome cimbro AbitantiDato provvisorio ISTAT al 30 giugno 2024. Altitudine (m s.l.m.) Note Asiago Sleghe pronuncia nome cimbro: Sléghe Lusiana Conco Lusaan Kunken 830 Enego Ghenebe 800 pronuncia nome cimbro: Ghenébe Roana Robaan 994 Rotzo Rotz 633 938 Gallio Ghèl pronuncia nome cimbro: Ghèl Foza Vüsche 664 pronuncia nome cimbro: Fiisce
Circa il 90% del territorio dell'altopiano dei Sette Comuni non è proprietà privata e nemmeno proprietà pubblica demaniale, ma è di proprietà collettiva, ossia degli antichi abitanti, e soggetto a regolamento degli usi civici (vi è compresa tutta la parte settentrionale dell'altopiano stesso). Gli aventi diritto di uso civico sono iscritti in anagrafe specifica che li raggruppa per nuclei familiari, ed il capofamiglia, o chi ne fa le veci, rappresenta, di fronte all'amministrazione comunale, il diritto di uso civico di ogni singolo membro. Solamente circa il 10% del territorio è di proprietà privataTratto da Ritratti: Mario Rigoni Stern di Carlo Mazzacurati e Marco Paolini, Fandango Libri, Frosinone, 2006.. L'usanza di gestire il territorio attraverso la collettività trae origine dal diritto germanico e nasce con la fondazione della Federazione dei Sette Comuni; tale uso del territorio prendeva un tempo il nome di Beni della Reggenza, beni che erano amministrati dalla Reggenza stessa. Dopo la soppressione della Reggenza (nel 1807) i beni furono avocati allo Stato. Quando l'altopiano in seguito venne a trovarsi sotto il dominio austriaco (1815), detti beni, sotto la nuova denominazione di Beni del Consorzio dei Sette Comuni, furono restituiti agli antichi proprietari, ma erano amministrati da un funzionario del Regno Lombardo-Veneto. Nel 1861, quando l'Austria concesse l'autonomia agli Enti morali, i beni tornarono nuovamente sotto amministrazione locale.
Solamente nel 1926 i Comuni si accordarono per una spartizione del patrimonio precedentemente amministrato in comune (anche se Lusiana ed Asiago si opposero alla spartizione)Tratto da Storia della Federazione dei Sette Comuni vicentini, Antonio Domenico Sartori, Ed. Zola, Vicenza, 1956.. La suddivisione di tale patrimonio ha portato a far sì che tutta la parte settentrionale dell'altopiano ricade nel censuario del Comune di Asiago, ma la sua amministrazione in realtà è di competenza, su zone diverse, di tutti i sette antichi Comuni.
Tutto il territorio di proprietà collettiva rimane, comunque, inalienabile, indivisibile e vincolato in perpetuo alla sua antica destinazione ed appartiene in piena proprietà, ai sensi e per gli effetti dell'art. 8 della legge 16/06/1927, n. 1766, alla collettività.
Ecclesiasticamente, tutto l'altopiano fa parte della diocesi di Padova: agli inizi del X secolo infatti, l'altopiano dei Sette Comuni, insieme con Thiene, Breganze e Marostica fu donato dall'imperatore Berengario al vescovo Sibicone di Padova.. A quel momento risale l'appartenenza dell'altopiano e di Thiene alla diocesi padovana.
Ambiente
Di particolare rilievo è la presenza di due torbiere conosciute con i nomi di "Palù di San Lorenzo" e "Palù di Sotto", nella piana di Marcesina dove, tra le specie rare ed endemiche vanno annoverate le piante carnivore (quali la Drosera rotundifolia) e il relitto artico Andromeda polifolia, quest'ultima scoperta per la prima volta proprio a Marcesina nel 1703. Dei ettari di territorio amministrato dai Sette Comuni, circa il 67% () è occupato da superficie boscata. La fauna e la flora rispecchiano i caratteri delle zone alpine.
Nei Sette Comuni è stata scoperta la Salamandra atra aurorae Trevisan 1982, sottospecie della Salamandra atra, che si presenta con macchie bianco-giallastre, ed è un anfibio endemico dell'altopiano.
Sull'altopiano sono stati individuati 3 siti di importanza comunitaria: tutta la zona nord dell'altopiano vi è compresa per un totale di oltre .
Trattandosi di un ambiente carsico, rara è l'acqua presente in superficie. La gran parte filtra attraverso il terreno per emergere dalle risorgive della pedemontana o presso alcuni alvei tra cui le importanti sorgenti valchiusane del fiume Oliero.
Cime Le cime oltre i dell'altopiano sono le seguenti:
Cima Dodici (XII) o Cima Ferozzo Monte Trentin o Monte Gomion Cima Portule Cima Kempel Cima Undici o Cima delle Pozze Cima Dieci o Monte Castelnuovo Cima Del Prà Monte Pallone Corno di Campo Verde Cima della Caldiera Monte Ortigara Monte Colombarone Monte Chiesa Monte Campigoletti Cima Manderiolo Monte Frate Corno di Campo Bianco Cima Larici Monte Pozzobon 67m Monte Verena
Clima
Asiago, per la sua particolare posizione e per l'elevato valore di sky-view factorSi dice sky-view factor la combinazione di un orizzonte basso e grande porzione di cielo visibile, che accentuano il rilascio radiativo notturno. raggiunge temperature minime anche molto basse ed è considerato uno dei centri abitati più freddi delle Alpi.
Il suo record ufficiale è di , registrato per due giorni consecutivi il 22 e il 23 gennaio 1942fonte: ex-Ufficio Idrografico di Venezia, seguito da un valore di il giorno 24. Il 1º marzo 2005 raggiunse i .
Molte zone dei Sette Comuni raggiungono temperature minime anche molto più basse di Asiago (come in alcune doline dove si sono superati i ), in virtù della particolare conformazione a conca chiusa dell'Altopiano entro la quale l'aria fredda si accumula e dove la ventilazione, nelle notti serene invernali, è spesso molto debole o assente. Altro fattore che determina le basse temperature è la mancanza di grandi cime: ciò consente di avere un orizzonte orografico molto basso che favorisce il rilascio radiativo notturno ad onda lunga (raffreddamento per irraggiamento).
La temperatura media annua sull'Altopiano è di ( secondo la stazione meteorologica di Asiago di riferimento ENEA) e ne fa una tra le stazioni più fredde d'ItaliaFrescura B., L'Altopiano dei Sette Comuni vicentini. Saggio di monografia geografica. 2 vol. Ristampa in anastatico. Bologna, 1980. Il mese più caldo risulta luglio con una temperatura media di , mentre quello più freddo è gennaio con una temperatura media di , mese nel quale si registrano i picchi giornalieri più bassi di temperatura minima.