La pesca bianca di Venezia è un prodotto ortofrutticolo italiano, originario della città di Venezia e della sua provincia.

È stata riconosciuta come PAT del Veneto.

Storia

La pesca bianca di Venezia ha una lunga storia nella zona lagunare settentrionale, in particolare sulla terraferma (costa di Cavallino) e sulle isole di Sant'Erasmo e Le Vignole.

Negli anni '40 tuttavia gli agricoltori iniziarono a sostituirla con la Triestina, una varietà che ancora oggi è la più diffusa nell'area lagunare settentrionale.

A causa della distruzione di numerosi frutteti durante l'alluvione del 1966 e con l'innalzamento della falda freatica, la produzione di pesche bianche è diminuita drasticamente. Da allora, la produzione di ortaggi ha in gran parte sostituito quella frutticola. Inoltre, l'introduzione di nuove varietà di origine americana, più produttive e meglio conservabili, ha causato all'epoca notevoli difficoltà di mercato per le varietà nazionali tradizionali.

Oggigiorno gli alberi di pesca bianca di Venezia rimasti sono estremamente vecchi; non ci sono nuovi impianti, ma solamente alberi isolati e sparsi, filari sporadici e resti di antiche piantagioni.

Caratteristiche È un frutto di medie dimensioni, rotondo, con polpa soda e bianca. La buccia è liscia, di colore rosso chiaro e bianco. Si distingue per il suo aroma e sapore gradevoli. È preferibile consumare questa varietà fresca, dal momento che non si presta a lunghe conservazioni.

Note