Capo dello Stato fu il titolo attribuito, nell'ordinamento della Spagna franchista, all'organo monocratico posto al vertice del suo ordinamento statale.

Alla fine del 1936, in piena guerra civile, Francisco Franco venne nominato Generalísimo e fu riconosciuto come Capo dello Stato spagnolo in seno al Movimento nazionalista.

Denominazione della carica Nei documenti ufficiali e nelle comunicazioni del regime, Franco veniva abitualmente designato come "Su Excelencia el Jefe del Estado". Alla denominazione della carica costituzionale si affiancavano i titoli onorifici di Caudillo de España e Generalísimo de los Ejércitos de la Nación: il primo, in particolare, era spesso impiegato per sineddoche come riferimento alla stessa funzione di Capo dello Stato, analogamente a quanto avveniva per Benito Mussolini, il quale univa alla carica costituzionale di Capo del Governo il titolo onorifico di Duce del fascismo, anch'esso utilizzato come designazione metonimica.

Storia Dopo la vittoria di Franco nel 1939, la Falange fu dichiarata l'unico partito politico legalmente riconosciuto in Spagna e si affermò come componente principale del Movimento Nazionale. In uno stato di emergenza, Franco governò con, sulla carta, più potere di qualsiasi altro leader spagnolo prima o dopo di lui. Non era nemmeno tenuto a consultare il suo gabinetto per la maggior parte della legislazione.Payne, pp. 231–234

Franco aveva più potere quotidiano di quanto ne possedessero Adolf Hitler o Stalin all'apice del loro potere. Hitler e Stalin mantennero almeno parlamenti di facciata, mentre Franco rinunciò persino a quella formalità nei primi anni del suo governo, istituendo un organo parlamentare solo nel 1942 con la Ley Constitutiva de las Cortes.Payne, pag. 323 La Legge Organica attribuiva al governo la responsabilità ultima dell'approvazione di tutte le leggi, mentre definiva le Cortes Españolas come un organo puramente consultivo eletto né a suffragio diretto né universale. Le Cortes non avevano alcun potere sulla spesa pubblica e il governo non era responsabile nei loro confronti: i ministri venivano nominati e revocati da Franco, il solo "Capo" dello Stato e del governo.

Nel 1947 un referendum ripristinò la monarchia spagnola con Franco come reggente di fatto e a vita con diritto esclusivo di nominare il suo successore; nel 1966 si tenne un altro referendum per approvare una nuova "legge organica" che avrebbe dovuto limitare e definire chiaramente i poteri di Franco, oltre a creare formalmente la moderna carica di Presidente del Governo. Rimandando la questione repubblica contro monarchia per i suoi 36 anni di dittatura e rifiutando di salire al trono nel 1947, Franco cercò di non inimicarsi né i carlisti monarchici (che preferivano la restaurazione di un Borbone) né le "vecchie camicie" repubblicane (i falangisti originali). Nel 1969, Franco scelse il giovane Juan Carlos di Borbone, figlio dell'Infante Giovanni, come suo erede ufficiale alla leadership dello Stato, poco dopo il suo 30° compleanno (l'età minima richiesta dalla Legge di Successione).

Nel 1972 fu emanata una legge in cui si ribadiva che le cariche detenute da Franco, inclusa la presidenza del governo, erano vitalizie. Tuttavia, nel 1973, a causa dell'età avanzata e per alleggerirsi il carico di lavoro, rinunciò alla carica di Presidente del Governo e nominò l'ammiraglio della Marina Luis Carrero Blanco al suo posto, ma Franco rimase Capo di Stato, Comandante in Capo delle Forze Armate e Jefe del Movimiento (Capo del Movimento). Con la morte di Franco, il 20 novembre 1975, vennero attivati i meccanismi di successione previsti dalla legge del 1947 e l'ufficio della Jefatura del Estado fu sostituito dal Re di Spagna.

Successione e Funzioni Successione La legge di successione del 1947 stabilì all'art. 8 che l'Ufficio del Capo dello Stato (Jefatura del Estado) spettava a Francisco Franco, "Caudillo de España y de la Cruzada, Generalísimo de los Ejércitos". Franco aveva facoltà di nominare e revocare la persona che, a tempo debito, avrebbe dovuto succedergli nella carica in qualità di Re oppure reggente.

In caso di morte o incapacità permanente del Caudillo un Consiglio di Reggenza avrebbe assunto temporaneamente le funzioni di Capo di Stato in nome dell'erede, finché questo non avesse giurato davanti alle Cortes. La legge disciplinava anche le fattispecie in cui il Caudillo fosse morto o permanentemente incapace e non avesse nominato la persona chiamata a succedergli: la Reggenza avrebbe dovuto convocare il Governo e il Consiglio del Regno (organo consultivo del Capo dello Stato) per decidere quale persone di stirpe reale dovesse essere proposta al Parlamento come Re. Nel caso in cui non fosse stato trovato nessun candidato adatto, il Governo e il Consiglio del Regno avrebbero dovuto proporre un reggente e se neanche questo fosse stato accettato avrebbero dovuto continuare a proporre candidati finché non ne venisse accettato uno.

Il successore di Franco doveva essere di sesso maschile e spagnolo, avere almeno trent'anni, professare la fede cattolica, possedere "le qualità necessarie per l'adempimento dell'alta missione" e giurare di rispettare le Leggi fondamentali, nonché di essere leale ai principi che informano il Movimento nazionale. La legge poi disciplinava anche la successione del Re che avrebbe succeduto a Franco.

Poteri La legge organica del 1967 definì i poteri del Capo dello Stato: egli veniva considerato il rappresentante supremo della Nazione, si affermava che esercitasse il più alto potere politico e amministrativo e che detenesse la Direzione Nazionale del Movimento, garantendo la rigorosa osservanza dei suoi principi e delle altre Leggi fondamentali del Regno, oltre alla continuità dello Stato e dello stesso Movimento Nazionale.

Gli si attribuiva inoltre il compito di assicurare il corretto funzionamento degli alti organi dello Stato e il necessario coordinamento tra di essi. Sanzionava e promulgava le leggi, così come a esercitava il comando supremo dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica. Gli veniva anche affidata la responsabilità di tutelare l’ordine pubblico nel Paese e garantire la sicurezza dello Stato sul piano internazionale.

La giustizia veniva amministrata in suo nome; egli esercitava la prerogativa della grazia e conferiva, secondo quanto previsto dalle leggi, cariche, uffici pubblici e onorificenze. Infine, accreditava e riceveva i rappresentanti diplomatici e compiva tutti gli atti che gli spettavano in conformità alle Leggi fondamentali del Regno. Inoltre convocava e prorogava le Cortes, ratificava trattati, indiva referendum, dichiarava lo stato di guerra, presiedeva il Consiglio dei Ministri e guidava il governo.

La legge distinse anche il Capo dello Stato dal Capo del Governo istituendo la carica di Presidente del Governo di Spagna, nominato dal Caudillo, che controfirmava gli atti del Capo di Stato poiché quest'ultimo era politicamente irresponsabile. La carica di Presidente del Governo fu detenuta comunque da Franco fino al 1973, quando passò il testimone a Luis Carrero Blanco, rimanendo solo Capo dello Stato.

Nell'esercizio delle sue funzioni, il Caudillo era assistito dal Consiglio del Regno.

Note

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