La Sacra Famiglia è un dipinto a olio su tela (68 x 88 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri detto Guercino intorno al 1616-1617, e conservato presso la Pinacoteca Capitolina di Roma. L'attribuzione di questa tela al Guercino è stata abbastanza controversa. La scheda del Catalogo della Pinacoteca Capitolina del 1978 attribuiva l'opera a «pittore emiliano con l'intervento di Elisabetta Sirani.» L’attribuzione della tela al Guercino è stata a lungo controversa. La scheda del Catalogo della Pinacoteca Capitolina (1978) assegnava prudentemente l’opera a «pittore emiliano con l’intervento di Elisabetta Sirani», ma registrava anche due autorevoli pareri orali divergenti: Roberto Longhi la riferiva ad Annibale Carracci, mentre Denis Mahon la riconduceva al Guercino. Secondo Salerno si tratta di un’opera giovanile del Guercino, nella quale si riconoscono evidenti influssi caracceschi, più vicini a Ludovico che ad Annibale. L'autografia è accettata da Stone e da Masini anche se ne anticipano la datazione al 1615-1616.

Storia Sergio Guarini ha proposto di identificare l'opera con «La Madonna, il puttino e San Gioseppe del caracciolo cornice negra et oro forma mezz.a» che nell'inventario del 1624 della Collezione dei Pio di Savoia era attribuito a Carracci. La presenza del dipinto nella Collezione Pio di Savoia è confermata nel successivo inventario del 1641 «quadro con la Madonna e San Gioseppe, quale tiene il Bambino nelle mani, quale sporge alla Madonna in tela in tela alto p.mi 3 circa largo p.mi 4 circa con cornice nera et oro.»

Descrizione e stile La scena raffigura la Vergine, il Bambino e san Giuseppe, riuniti in un gruppo ravvicinato contro un fondo scuro. La Vergine, di profilo e con il capo inclinato verso il Figlio, indossa una veste rossa illuminata lateralmente. Il Bambino, seduto sulle mani di san Giuseppe e avvolto da un panno bianco, porta un dito alla bocca in un gesto spontaneo. Alcune parti – come il braccio della Vergine e la mano sinistra del Bambino – risultano non completamente rifinite. San Giuseppe compare leggermente arretrato, con il volto in chiaroscuro e un ampio mantello bruno. L’insieme è concentrato sull’intimità del rapporto tra le figure. L’opera presenta passaggi lasciati allo stadio di abbozzo, fatto che contribuisce alle incertezze critiche sul suo inserimento nel catalogo giovanile del Guercino. La testa di san Giuseppe è stata accostata da Masini a quella di Dio Padre nella Trinità degli stessi anni. Sono evidenti diversi riferimenti alla tradizione carraccesca, in particolare alla maniera di Annibale, riconoscibili nella morbidezza degli incarnati e nella compostezza delle espressioni.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti nei Musei Capitolini Categoria:Dipinti sulla Sacra Famiglia