Biografia Bartolomeo Fancelli nacque probabilmente negli anni Ottanta del Quattrocento da Bernardo Fancelli, scultore appartenente alla nota famiglia settignanese dei Fancelli.Fumi Cambi Gado 2005, pp. 75-79. Bernardo, figlio di Bartolomeo di Jacopo e fratello dell'architetto Luca Fancelli, è documentato a Mantova tra il 1473 e il 1490 come civis Mantuae.ASMn, Archivio Notarile, notaio Onofrio Zaita, b. 349, 26 settembre 1490.

Formazione presso il Perugino È verosimilmente identificabile con il «Barttolino, istà cho’ lui» menzionato in un documento fiorentino del 1502 relativo a un pagamento effettuato per conto del Perugino.Coonin 1999, p. 104. Il suo ingresso nella bottega del maestro fu probabilmente favorito dal matrimonio, nel 1493, tra Pietro Vannucci e Chiara Fancelli, figlia di Luca.Scarpellini 1991, p. 64.

Nel 1507 firmò una copia del Compianto su Cristo morto (1495), già nella chiesa di Santa Chiara e oggi a Palazzo Pitti, recante l’iscrizione: ego bartolomeus bernardi de fancellis de settignano f. hoc opus a.d. mcccccvii.Milanesi 1878; Picchiarelli 2023.

Attività mantovana Una delle prime attestazioni della sua presenza a Mantova risale al 1522, quando un registro dell’Università dei Mercanti documenta un pagamento «a maestro Bartolomeo fiorentino depintor per uno quadro de messer Yesus Christus».L’Occaso 2011, p. 148.

Nel 1524 Chiara Fancelli, vedova del Perugino, offre a Isabella d’Este un dipinto del marito defunto e incarica «Bartulo pictore mio cusino» di raccogliere il responso della marchesa.Braghirolli 1874, doc. LV; Luzio 1908, p. 11.

Nello stesso anno Bartolomeo firmò una pala con la Caduta di san Paolo nella foresteria degli Olivetani di San Cristoforo a Mantova, registrata da Marcello Oretti nel 1775 con la dicitura MDXXIIII BARTHOLVS FLORENTINVS FACIEBAT.Oretti 1983, p. 81. L’opera è oggi dispersa.

L’ultima notizia su di lui risale al 1526, quando viene citato nel testamento del fratello Pandolfo rogato a Pisa.Tanfani Centofanti 1898, pp. 413-414.

Identificazione con il Maestro di San Vincenzo Martire Il nome di Bartolomeo Fancelli è oggi ritenuto da parte della critica il più probabile referente del cosiddetto Maestro di San Vincenzo Martire, autore di un gruppo di opere attive a Mantova e caratterizzate da forte dipendenza dal linguaggio del Perugino.L’Occaso 2023.

Il capolavoro del corpus è la Madonna col Bambino e santi del Palazzo Ducale di Mantova, proveniente dalla chiesa domenicana di San Vincenzo.Intra 1883, p. 23; Furlotti 2000, p. 32.

L'identificazione si fonda su: presenza documentata di Fancelli a Mantova tra 1522 e 1524; tradizione familiare mantovana (i Fancelli al servizio dei Gonzaga); stile vicino al Compianto firmato del 1507; uso sistematico di modelli perugineschi, mantegneschi e correggeschi compatibile con un pittore attivo tra Firenze e Mantova.

Stile Le opere attribuite a Fancelli presentano: forte dipendenza dai modelli del Perugino (1491–1505); panneggi rigidi solcati da profonde gole; cieli sfumati dal blu intenso al celeste, quasi "di maiolica"; cromie vivaci con accenni di cangiantismo; figure statiche e volti semplificati; frequente ricorso a citazioni da stampe di Dürer, Mocetto e Marcantonio Raimondi; riprese da Mantegna, Bonsignori, Correggio e Garofalo.

Opere firmate Compianto su Cristo morto (1507), coll. privata, Firenze.

Opere attribuite Corpus del cosidetto Maestro di San Vincenzo Martire

Note

Bibliografia Fumi Cambi Gado, F., Bartolomeo Fancelli, in Perugino a Firenze, 2005, pp. 75-79. L’Occaso, S., Isabella d’Este, Perugino e Bartolomeo Fancelli, in Perugino pittore per tutto l’universo mondo, 2023. Ugolini, A., Il Maestro di San Vincenzo Martire, catalogo online, 2021. Braghirolli, A., Documenti riguardanti Isabella d’Este, 1874. Luzio, A., Isabella d’Este e il suo Studiolo, 1901–1909. Oretti, M., Note d’arte, 1775 (ed. 1983). Tanfani Centofanti, L., Notizie dei professori del disegno in Pisa, 1898.