L’antracnosi della vite o anche detta Vaiuolo è una malattia crittogamica di antica origine, probabilmente presente in Europa sin dai tempi remoti. Per secoli non ha causato danni rilevanti e non ha mai assunto il carattere di infezione violenta tipico di altre patologie della vite, come peronospora e oidio. Dalla fine del XIX secolo e soprattutto negli ultimi decenni, tuttavia, la malattia ha mostrato uno sviluppo più preoccupante, suscitando l’attenzione dei viticoltori a causa dei danni talvolta significativi.

Nomenclatura La malattia è nota con numerosi nomi locali nelle diverse regioni italiane, tra cui nebbia, bruciarola, morbiglione, pecchiola, petecchia, gangrena, stacchetta, giallume, carie, marino nero, ferro, bolla e vajuolo.

In altri Paesi europei come la Francia; è chiamata charbon, chabouchage o maladie noire. Nel Regno Unito ; small pox. In Germania; Schwarzenfresser o Schwindpockenkrankheit.

Durante le gravi epidemie di oidio del XIX secolo, lo studio dell’antracnosi fu in gran parte trascurato, e molti dei danni attribuiti ad altre malattie furono probabilmente legati anche alla sua diffusione.

Distribuzione L’antracnosi è frequente in Italia e in tutta Europa. È presente anche in diversi Paesi extraeuropei, tra cui Australia e Stati Uniti, dove può risultare più aggressiva rispetto alle condizioni europee.

Antracnosi macchiata L'antracnosi macchiata è la forma più comune e più grave, la quale attacca indistintamente su tutte le parti giovani della vite, ricoprendole di vere ulceri, talvolta così dannose da uccidere l'organo colpito. Sono attaccate con la medesima gravità i tralci, le foglie, i fiori e i frutti, ma su ciascun organo le lesioni presentano caratteri diversi.

Sui tralci

L'antracnosi macchiata comparisce sui giovani tralci fin dall'inizio della vegetazione primaverile, cioè, all'incirca, nella seconda metà del mese di maggio. In principio la malattia mostrasi esteriormente sotto forma di piccole sporgenze o tubercoletti appena visibili, e che si sentono al tatto, scorrendo col dito lungo il tralcio infetto. Tali emergenze crescono in seguito, piuttosto rapidamente, di numero e di dimensioni, e, brune dapprima,divengono poi nere. Quando una forte umiditâ coincide con una temperatura elevata, le macchie del vaiuolo s'ingrandiscono nel senso della lunghezza del tralcio e si estendono irregolarmente sui margini. Ben presto le macchie da nere si fanno grigie, poi livide rossastre al centro e finalmente l'intera macchia prende quest'ultimo colore.

Le ulceri della antracnosi macchiata, nel loro completo sviluppo, si presentano in forma di pustole che corrodono profondamente i tessuti, tanto da giungere alcune volte fino al legno, nel qual caso il tralcio finisce col cadere.

Le lesioni sono di rado isolate sul medesimo internodio; spesso invece molte ulceri si riuniscono coi loro margini e si confondono in una unica ulcera, che corrode il tralcio per lungo tratto o anche qualche volta per tutta la sua lunghezza. Non è raro il vedere, nei casi d'infezione grave, moltissimi tralci interamente neri, come se fossero stati bruciati da una fiamma, contorti ed irregolari.

Note

Categoria:Patologie vegetali