Il Gran Premio di Monaco 1932 è stata la quinta prova non valida per stagione 1932 del Campionato europeo di automobilismo. La gara si è corsa il 17 aprile 1932 sul Circuito di Monte Carlo a Monaco, ed è stata vinta dall'italiano Tazio Nuvolari su Alfa Romeo, alla sua prima vittoria in carriera nel Principato; Nuvolari ha preceduto all'arrivo il tedesco Rudolf Caracciola sempre su Alfa Romeo e il connazionale Luigi Fagioli su Maserati.

Vigilia Il 14 aprile 1929, le auto da corsa hanno corso per la prima volta sulle strade di Monte Carlo, nel piccolo stato del Principato di Monaco. La risposta ha superato ogni aspettativa ed è entrata senza precedenti nella storia dello sport automobilistico. In una sola edizione, la gara ha acquisito fama internazionale, diventando uno degli appuntamenti del motorsport più suggestivi e incredibili al mondo. Nel 1932, l'evento si è tenuto per la quarta volta e già si è potuto annoverare tra le gare automobilistiche classiche. La gara era aperta alle auto da corsa di cilindrata superiore a 1500 cc e il circuito di 3,180 km attraverso le strade di Monte Carlo dev'essere percorso 100 volte. Le piste del tram irregolari lungo il rettilineo di partenza/arrivo e la ripida salita verso il casinò non erano più visibili ed è stato posato un nuovo strato di asfalto, che avrebbe dovuto consentire tempi sul giro leggermente più rapidi. Il vincitore del quarto Gran Premio di Monaco avrebbe ricevuto la preziosa, pesante e massiccia coppa d'argento dal Principe di Monaco, oltre a 100.000 franchi francesi, mentre il secondo classificato avrebbe ricevuto 40.000 franchi e il terzo, infine, 30.000. Insomma, il montepremi totale ammontava a 205.000 franchi francesi. Oltre a ciò, erano previsti premi speciali per i giri più veloci, per chi era in testa ogni dieci giri e per chi aveva stabilito un nuovo record assoluto sul giro. E per concludere, erano previsti premi di valore, tra cui la Coupe Paloma per il pilota privato di maggior successo.

Come negli anni precedenti, la lista dei partecipanti è solo su invito, limitando l'iscrizione a 19 piloti internazionali di alto livello (27 nomi figuravano nell'elenco del 1931), con la gara monegasca che assume lo status di "evento d'élite". Sei settimane prima della gara, infatti, l'organizzatore aveva pubblicato la lista dei 19 concorrenti. La fabbrica di automobili dell'italo-francese Ettore Bugatti di Molsheim, in Francia, si presenta con quattro Bugatti T51 da 2,3 litri dell'anno precedente e una Bugatti T53 da 5 litri a quattro ruote motrici per il pilota di casa Louis Chiron, l'italiano Achille Varzi e i francesi Albert Divo e Guy Bouriat. La T53 da 5 litri è un modello completamente nuovo, che ha debuttato propria nella gara di Monaco, una decisione influenzata dal suo ingegnere progettista, ossia italiano Antonio Pichetto, che ha convinto Ettore Bugatti che il tortuoso circuito di Monte Carlo sarebbe stato un buon posto per testare l'auto, poiché la T54 con lo stesso motore da 5 litri è notoriamente inaffidabile, soprattutto per quanto riguarda i freni. Per le italiane, invece, la Società Anonima Alfa Romeo, con sede a Milano, nel quartiere Portello, partecipa per la prima volta alla gara di Monaco, con il loro team manager, Aldo Giovannini, che manda in gara tre Alfa Romeo Monza rosse da 2,3 litri appositamente preparate per Tazio Nuvolari, Giuseppe Campari e Mario Umberto Borzacchini. Oltre a queste tre, c'è una quarta vettura, un'Alfa Romeo Monza bianca per il tedesco Rudolf Caracciola, che, però, a differenza del trio italiano, non fa ancora parte della squadra ufficiale. Ciononostante, Caracciola ha un contratto per guidare per l'Alfa Romeo nel 1932, dopo che la Daimler-Benz si era ritirata dalle corse alla fine del 1931. Tuttavia, non si è perso l'amore tra Nuvolari, Campari e Borzacchini, piloti italiani molto uniti, e il loro nuovo compagno di squadra tedesco. La leggenda narra che i tre italiani avessero un patto fraterno, mettendo in comune il montepremi per poi dividerlo in tre parti uguali, ma non pensavano che Caracciola sarebbe stato abbastanza veloce con l'Alfa Romeo leggera (una novità per lui). Pertanto, il tedesco non fa parte del team ufficiale Alfa Romeo e corre come pilota privato. Tuttavia, la settimana prima del Gran Premio di Monaco, Caracciola aveva corso alla Mille Miglia con un'Alfa Romeo ufficiale verniciata di rosso, perché non aveva avuto tempo a sufficienza per verniciare di bianco la sua auto. Mentre era in testa a soli 50 km dal traguardo di Brescia, Caracciola dovette ritirarsi per la rottura di una molla valvola. La sua eccezionale prestazione, nonostante il ritiro, in questa lunga gara gli ha probabilmente già fatto guadagnare un certo rispetto da parte dei tre scettici piloti ufficiali, che quindi hanno deciso di integrarlo all'interno del team. Il terzo team ufficiale proveniva dalle Officine A. Maserati di Bologna: in seguito alla recente scomparsa del loro fondatore e leader Alfieri Maserati (dopo una ricaduta dovuta ai traumi subiti nell'incidente automobilistico della Coppa Messina del 1927), suo fratello Ernesto ha assunto la direzione dell'azienda. Ernesto ha iscritto all'appuntamento monegasco Luigi Fagioli, René Dreyfus e Amedeo Ruggeri alle loro due 8C 2800, già utilizzate l'anno precedente su altri circuiti, oltre a una vecchia 26M, un'8 cilindri da 2,5 litri. Secondo il sito AUTOMOBIL-REVUE, il passo delle Maserati sarebbe stato appositamente ridotto di 12 cm per la gara di Monte Carlo. Iscrizioni private sono arrivate dal francese Philippe Étancelin e dal conte calabrese Goffredo Zehender, entrambi con due Alfa Romeo Monza da 2,3 litri. Tre inglesi, Clifton Penn-Hughes, "Williams" ed Earl Howe, hanno iscritto le loro Bugatti, così come Marcel Lehoux e il conte Stanisław Czaykowski. Infine, il cileno Juan Zanelli, vincitore del Campionato Europeo della Montagna 1931, si presenta con una Nacional Pescara da 3 litri, un'auto di origine spagnola. Degna di nota è la presenza del famoso pilota britannico, detentore del record mondiale, Sir Malcolm Campbell, che avrebbe guidato il giro di apertura. Una delle prime liste di iscritti di AUTOMOBIL-REVUE aveva indicato due piloti aggiuntivi, che non facevano parte dei 19 finalisti: uno di questi era il genovese Pietro Ghersi, iscritto dalla Scuderia Ferrari a bordo di una delle loro Alfa Romeo Monza, ma né la vettura né il suo pilota si sono presentati. Allo stesso modo, c'è anche il tedesco Heinrich-Joachim von Morgen, che sarebbe dovuto partire con la sua Bugatti T54 da 5 litri, ma, avendola restituita a Molsheim dopo la deludente prestazione al Gran Premio di Tunisi, si è ritrovato senza una vettura per Monaco. Dopo la gara di Monaco, al tedesco sarebbe stata consegnata la Bugatti di Varzi verniciata di bianco, pronta per la gara della settimana successiva a Roma.

Elenco iscritti + Scuderia Costruttore Telaio Motore Gomme Nº Piloti R. Caracciola Alfa Romeo Alfa Romeo Monza Alfa Romeo 2.3L I8 Compressore 2 Rudolf Caracciola Earl Howe Bugatti Bugatti T51 Bugatti 2.3L I8 Compressore 4 Earl Howe C. Penn-Hughes Bugatti Bugatti T35B Bugatti 2.3L I8 Compressore 6 Clifton Penn-Hughes J. Zanelli Nacional Pescara Nacional Pescara Nacional Pescara 3.0L I6 Compressore 8 Juan Zanelli Automobiles E. Bugatti Bugatti Bugatti T51 Bugatti 2.3L I8 Compressore 10 Comte Guy Bouriat 12 Louis Chiron 14 Albert Divo 16 Achille Varzi Bugatti T53 Bugatti 5.0L I8 Compressore 14 Albert Divo S. Czaykowski Bugatti Bugatti T51 Bugatti 2.3L I8 Compressore 18 Count Stanisław Czaykowski M. Lehoux Bugatti Bugatti T51 Bugatti 2.3L I8 Compressore 20 Marcel Lehoux "W. Williams" Bugatti Bugatti T51 Bugatti 2.3L I8 Compressore 22 "Williams" SA Alfa Romeo Alfa Romeo Alfa Romeo Monza Alfa Romeo 2.3L I8 Compressore 24 Mario Umberto Borzacchini 26 Giuseppe Campari 28 Tazio Nuvolari Pietro Ghersi P. Étancelin Alfa Romeo Alfa Romeo Monza Alfa Romeo 2.3L I8 Compressore 30 Philippe Étancelin G. Zehender Alfa Romeo Alfa Romeo Monza Alfa Romeo 2.3L I8 Compressore 32 Conte Goffredo Zehender Officine A. Maserati Maserati Maserati 8C 2800 Maserati 2.8L I8 Compressore 34 René Dreyfus 36 Luigi Fagioli Maserati 26M Maserati 2.5L I8 Compressore 38 Amedeo Ruggeri H.-J. von Morgen Bugatti Bugatti T54 Bugatti 5.0L I8 Compressore Heinrich-Joachim von Morgen

Prove libere Resoconto Quest'anno, per la prima volta, le prove libere sono state cronometrate ufficialmente e sono stati annunciati i migliori tempi di ciascun pilota. Il record per il circuito di 3,18 km era stato stabilito nel 1930 da Dreyfus in 2 minuti e 7 secondi, a una velocità media di 90,14 km/h. Chiron, Fagioli e Varzi avevano raggiunto lo stesso tempo nel 1931, ma non sono riusciti a batterlo. Il primo giorno di prove si è tenuto giovedì, per una sola ora. Prima dell'alba e della partenza alle sei, la città è già animata dal chiasso e dall'intensa attività di spettatori, polizia, funzionari e fotografi, oltre al traffico intenso delle auto provenienti da fuori città che bloccava le strade laterali. Esattamente alle sei del mattino i motori hanno iniziato a rombare: accentuati dal rombo dei loro compressori, simili a sirene, sono stati il canto mattutino della baia di Monaco e delle scogliere rocciose di Monte Carlo. L'interesse principale è concentrato su Chiron, vincitore dell'anno scorso mentre l'Alfa Romeo bianca di Caracciola si distingue facilmente dalle Alfa rosse della squadra ufficiale. Il tedesco sembra avere familiarità con la sua nuova auto bianca tanto quanto gli esperti piloti Alfa Romeo, ma ancora più sorprendente è stata la scoperta degli spettatori sul fatto che Caracciola non faceva parte ufficialmente del team Alfa Romeo, nonostante alla Mille Miglia avesse guidato proprio un'Alfa rossa. Dopo circa 30 minuti di prove, il gruppo di auto si discioglie lentamente, mentre ai box inizia un'intensa attività. Purtroppo, però, durante le prove Penn-Hughes si schianta con la sua Bugatti contro il muretto di sabbia esterno alla curva Station Hairpin o, forse, contro il muretto lungo il lungomare (a seconda di quale resoconto si preferisca credere). Gli assistenti lo hanno tirato subito fuori dall'auto con l'inglese che riporta lievi ferite alla testa e una caviglia fratturata. Anche Dreyfus si schianta con la sua Maserati, nel suo caso all'angolo della collina che porta al Casinò: come ha raccontato lo stesso René, non riuscendo a frenare la macchina con il pedale del freno, cercò di rallentare la vettura con il cambio ma l'auto, improvvisamente, si girò e si fermò colpendo una piccola tribuna privata, fortunatamente senza gravi conseguenze per il pilota francese e per gli spettatori. Negli ultimi 15 minuti di prove libere, tutti i piloti, tranne l'infortunato Penn-Hughes, sono tornati in pista, cercando di andare più veloci di prima. Alla fine, in tarda mattinata le vetture sono state ispezionate per verificarne la conformità al regolamento alla presenza di alcuni meccanici che rappresentavano i piloti iscritti.