La chiesa di San Giovanni Battista è un edificio religioso di Ravenna. È meno nota della quasi omonima Chiesa di San Giovanni Evangelista. Per distinguerla da quest'ultima è chiamata dei ravennati «San Giovanni della Cipolla» (in romagnolo Sân Zvan dla zôla), in riferimento all’antica usanza di ospitare nel quadriportico, oggi non più esistente, un importante mercato di prodotti agricoli nel mese di giugno. Gran parte delle attuali murature dell’edificio risalgono al tardo barocco. La chiesa, infatti, fu quasi interamente riedificata negli anni intorno al 1694.
Storia L'impianto della chiesa giunta fino a noi non è quello originario. Le uniche sopravvivenze architettoniche e le fonti documentarie non sono sufficienti a ricostruire l'epoca della fondazione dell'edificio sacro, che si suppone possa risalire all'epoca in cui Ravenna era capitale dell'Esarcato d'Italia..
Il documento più antico che fa riferimento alla chiesa è un papiro di epoca bizantina (forse redatto attorno all'anno 700) che menziona un monastero femminile di San Giovanni chiamato ad Naviculam. Il toponimo ad Naviculam potrebbe fare riferimento alla presenza di un traghetto utilizzato per attraversare il fiume Padenna, che attraversava la città in direzione nord-sud e che in quel punto – è noto - era privo di pontiIl tracciato del Padenna è tuttora riconoscibile grazie all'andamento sinuoso di via Girolamo Rossi.
La chiesa fu affiancata, almeno dal XIII secolo, da un adiacente monastero. Nel 1408 l’Arcivescovo di Ravenna, Giovanni Migiorini, concesse la Basilica ai frati dell’ordine di santa Maria del Carmelo. Negli anni seguenti il complesso monastico ricevette generose donazioni allorché i monaci allestirono un ospedale per il ricovero degli indigenti.
L'edificio fu ampiamente ristrutturato in età moderna. L'aspetto attuale risale al XVII secolo. Lo storico ravennate Girolamo Rossi, vissuto nel Cinquecento, descrisse quale fosse l'antico aspetto dell'edificio: la pianta era a tre navate sostenute da venti colonne, dieci per lato. Nel secolo successivo Girolamo Fabri fornì una descrizione compatibile con quella del Rossi ed aggiunse che l'ingresso, «conforme all'uso antico», avveniva «per un lungo portico» esterno, sostenuto «da diciotto piccole colonne di marmo.
Nel 1634 fu demolito il quadriportico. Invece le colonne furono reimpiegate nella ricostruzione moderna. Nell'aprile 1688 Ravenna fu colpita da un forte terremoto. Il sisma causò danni a edifici storici come la Basilica di Sant'Agata Maggiore e il campanile della Basilica di San Vitale. Anche San Giovanni Battista rimase gravemente danneggiata. L’anno successivo la chiesa fu ricostruita dall’architetto Pietro Grossi secondo i canoni estetici del tempo. A questo periodo risalgono gran parte delle attuali murature. Fu preservato il campanile circolare del IX secolo, di ben 42 metri di altezza, caratterizzato da due ordini di monofore, sormontate da bifore e trifore.
Nel 1797, a causa delle soppressioni napoleoniche, i Carmelitani dovettero abbandonare il convento. Chiesa e monastero adiacente divennero poi proprietà dell’istituto Ghiselli. Fu solo nel 1928 che l’arcivescovo Antonio Lega riconsegnò la Basilica ai Carmelitani affidando a loro la cura della parrocchia. I carmelitani vi risiedettero fino alla fine del XX secolo, quando lasciarono Ravenna. La parrocchia fu affidata ai padri Scalabriniani fino al 2019, quando passò al clero diocesano.
Descrizione
L'interno è decorato con opere d'arte e oggetti religiosi di valore storico. Sulla facciata color salmone svetta il campanile, che culmina con un elemento di forma conica. I portali sono in pietra d'Istria e lungo le pareti si susseguono dipinti eseguiti da importanti artisti attivi a Ravenna tra la fine del XV secolo e il pieno XVIII secolo, come Giovanni Battista e Andrea Barbiani, Domenico Cignani e Francesco Longhi. L'affresco sulla volta della cupola è opera di Francesco Ferrari; molto apprezzabile anche la scena della crocifissione nell'abside. Nella cappella della famiglia Spreti restano affreschi della seconda metà del XIV secolo. Infine, sempre in questa chiesa, era custodito il trittico di Niccolò Rondinelli, oggi visibile all’interno della pinacoteca del Museo della città raffigurante la Vergine con il Bambino.
All'interno della chiesa è conservato anche un tipico presepe napoletano in mostra permanente.
Note
Bibliografia
Voci correlate Arcidiocesi di Ravenna-Cervia Architettura barocca
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Giovanni Battista Ravenna Categoria:Architetture barocche di Ravenna Giovanni Battista