Il Reggimento "Cavalleggeri di Treviso" (28º) fu un reggimento di cavalleggeri dell'Arma di cavalleria del Regio Esercito, che fu creato nel 1909 e partecipò alla prima guerra mondiale, dopo la quale venne sciolto nel 1919. Venne ricostituito nel 1975, per poi essere nuovamente sciolto nel 1991. Ad oggi è attivo, dopo essere stato riattivato nel 2022.
Storia Formazione e prima guerra mondiale Il reggimento fu costituito a Firenze il 1° ottobre 1909, sulla forza di cinque squadroni (proveniente dai reggimenti "Saluzzo", "Alessandria", "Lucca", "Caserta" e "Catania"), stato maggiore e deposito. Durante la guerra Italo-turca, tra il 1911 ed il 1912, fornì 7 ufficiali e 295 uomini che prestarono servizio nel conflitto.
All'entrata nella prima guerra mondiale fu incrementato con 1 sezione di mitragliatrici. Il reggimento prestò servizio di polizia stradale nelle retrovie e svolse anche funzioni di scorta ai prigionieri di guerra a Campolongo al Torre, Versa e Nogaredo. La sezione mitragliatrici fu aggregata alla 34° Divisione sull'Altipiano d'Asiago, mentre ai primi del 1916 il reggimento venne appiedato ed iniziò l'addestramento da fanteria. Il 23 maggio si trovava ad est di Monfalcone, dove rimase fino ad ottobre, quando passò sul medio Isonzo alle dipendenze della 2° Armata nel settore del Monte Rombon. Nel maggio del 1917, tornò a svolgere compiti di polizia militare e scorta ai prigionieri nelle retrovie, mentre una nuova sezione mitragliatrici con uomini del 28° era stata aggregata alla 60° Divisione. Durante la ritirata di Caporetto il reggimento si occupò della raccolta degli sbandati nella zona di Treviso, passando poi il Piave a Vidor alle dipendenze della 3° Armata. Nei primi giorni del 1918 l'epidemia di influenza spagnola colpì 500 soldati, 30 dei quali morirono. A giugno venne inviato in riserva alla 9° Armata, nei pressi di Castelfranco ed il 29 ottobre, passato il Piave, venne lanciato all'inseguimento del nemico che arretrava dopo la battaglia di Vittorio Veneto. Il reggimento catturò 138 ufficiali, 3300, 24 cannoni, 302 cavalli, 101 carri, 2700 fucili e 42 mitragliatrici nemiche. Il 4 novembre, quando entrò in vigore l'armistizio, stava combattendo a Carpenedo. A fine guerra il reggimento contò 15 morti e 22 feriti tra gli ufficiali, mentre 155 morti, 597 feriti e 24 dispersi tra i soldati.
Il 21 novembre 1919 il reggimento fu disciolto ed incorporato nei "Cavalleggeri di Alessandria" ed il 24 maggio 1925 il suo stendardo fu trasferito al Sacrario delle Bandiere a Castel Sant'Angelo.
Seconda costituzione Il 1° ottobre 1975 fu ricostituito come gruppo squadroni corazzato “Cavalleggeri di Treviso (28°)” a Palmanova. Per la sua meritoria opera nelle operazioni di soccorso alle popolazioni friulane sconvolte dal sisma del 1976 la bandiera di guerra ricevette la medaglia di Bronzo al valore dell’Esercito. Il 31 marzo 1991 a seguito di un nuovo provvedimento ordinamentale di riorganizzazione dell’Esercito Italiano il gruppo squadroni Cavalleggeri di Treviso venne nuovamente sciolto ed il vessillo di guerra posto nella sala delle bandiere del Vittoriano a Roma.
Riattivazione Dal 1° ottobre 2022, con il cambio di denominazione del reparto comando e supporti tattici “Pozzuolo del Friuli” in reparto comando e supporti tattici “Cavalleggeri di Treviso (28°)” l’unità venne riattivata. Ad oggi è costituito da uno squadrone comando ed una compagnia trasmissioni.
Onorificenze
Note
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