La controversia ecclesiastica serbo-greca degli anni 1346–1375 fu un conflitto tra il Patriarcato serbo di Peć e il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, scoppiato poco dopo l'elevazione dell'Arcivescovado di Peć a Patriarcato nella primavera del 1346.
Alla base della disputa vi erano divergenze riguardanti la dignità patriarcale e la giurisdizione ecclesiastica sulle regioni meridionali, annesse all'Impero serbo durante il regno di Stefano Uroš IV Dušan. Ben presto, tali disaccordi degenerarono in uno scontro aperto quando il patriarca di Costantinopoli, Callisto I, condannò la gerarchia ecclesiastica serba, provocando così uno scisma. Dopo i primi tentativi di appianare i contrasti nel 1363 e nel 1368, si giunse a una piena e definitiva riconciliazione tra le chiese solo nel 1375, grazie agli sforzi del principe serbo Lazar Hrebeljanović e del patriarca di Costantinopoli Filoteo Cocchino....
Le origini della disputa (1346)
Durante il regno di Stefano Dušan (1331-1355), lo Stato serbo conobbe una notevole espansione verso il sud della penisola balcanica, annettendo vasti territori bizantini. Poiché tali terre ricadevano principalmente sotto la giurisdizione ecclesiastica del Patriarcato di Costantinopoli, il cambio di sovranità rese necessaria una riorganizzazione dell'amministrazione ecclesiastica nei territori annessi.
Nella primavera del 1346, durante un concilio di stato a Skopje, l'arcivescovo serbo fu elevato al rango di patriarca, mentre il sovrano serbo venne incoronato zar (imperatore). Venne così sancita la nascita dell'Impero serbo e del Patriarcato serbo. Tale atto, compiuto senza il benestare dell'imperatore bizantino e del patriarca di Costantinopoli, innescò il conflitto serbo-greco in merito alla legittimità del titolo imperiale e della dignità patriarcale..
Il conflitto aperto (1350-1353)
Dopo il 1346, il Patriarcato serbo estese la propria autorità sui nuovi possedimenti meridionali, incorporando le diocesi delle regioni conquistate: Macedonia, Tessaglia ed Epiro. In risposta, il nuovo patriarca di Costantinopoli Callisto I (1350-1353) decise di procedere con una condanna ufficiale. Tale mossa era in perfetta sintonia con la politica dell'imperatore bizantino Giovanni VI Cantacuzeno, volta a indebolire il neonato potere serbo sulle terre un tempo bizantine. Il Patriarca emanò un atto di scomunica contro il sovrano e le alte gerarchie ecclesiastiche serbe per l'appropriazione indebita del titolo imperiale e della dignità patriarcale, e specificamente per aver stabilito il controllo sulle diocesi del Patriarcato di Costantinopoli nelle regioni recentemente conquistate.
Poiché il testo originale dell'atto è andato perduto, gli storici dibattono tuttora sulla natura e l'entità di tale scomunica. Esistono due correnti di pensiero principali: Secondo la prima ipotesi, si trattava di una rottura della comunione eucaristica (privazione del diritto di concelebrazione liturgica), ovvero un'interruzione dei rapporti ecclesiastici tra le due Chiese. Secondo la seconda, fu applicata una scomunica maggiore, che implicava l'anatema — la misura punitiva suprema della Chiesa, equivalente alla maledizione.
L'analisi delle fonti storiche rivela che non vi è alcuna menzione esplicita di un anatema scagliato contro lo zar e il patriarca serbi. È noto che l'anatema fosse solitamente riservato ai crimini più gravi contro la fede, come l'eresia o l'apostasia. I documenti successivi relativi alla riconciliazione (1368, 1371, 1375) indicano che il conflitto serbo-greco aveva natura ecclesiologica (riguardante la dottrina sulla Chiesa) e non dogmatica (riguardante i fondamenti della fede). In un documento del 1371 del patriarca di Costantinopoli Filoteo, la condanna iniziale pronunciata dal patriarca Callisto viene definita esplicitamente epitimia (penitenza) e segregazione (in greco ἀφορισμός), e non anatema. Nel contesto della riconciliazione, ciò implica che la punizione consistesse "solamente" nella privazione del diritto di concelebrazione (rottura della comunione eucaristica).
Tuttavia, la tesi dell'imposizione di un anatema si riscontra ancora in alcune opere scientifiche.. e specialmente nella divulgazione storica, dove si sostiene talvolta che l'anatema abbia colpito non solo lo zar e l'alto clero, ma l'intero clero e tutto il popolo serbo.
I primi passi verso la riconciliazione (1363-1371) Di fronte alla crescente minaccia ottomana, nel 1363 l'imperatore bizantino Giovanni V Paleologo decise di intavolare trattative con la Serbia, includendo nell'agenda la ricerca di una soluzione alle divergenze ecclesiastiche. A tal fine, il patriarca Callisto I si recò personalmente nella città di Serres, dove fu accolto dalla zarina serba Elena, che governava lo Stato di Serres in qualità di vedova dello zar Stefano Dušan e madre dell'allora sovrano Stefano Uroš (1355–1371). Nonostante la solenne accoglienza, i negoziati non poterono concludersi a causa dell'improvvisa morte di Callisto. Il dialogo serbo-greco riprese nel 1368, quando il despota Giovanni Uglješa raggiunse un accordo parziale con il Patriarcato di Costantinopoli. La conferma ufficiale giunse nel 1371, con il riconoscimento della giurisdizione del patriarca di Costantinopoli sulle diocesi della regione di Serres.....
La riconciliazione definitiva (1375) La controversia ecclesiastica serbo-greca si concluse definitivamente nel 1375 grazie agli sforzi del principe Lazar Hrebeljanović, sovrano della Serbia Moravica, il quale inviò una delegazione a Costantinopoli per negoziare con il patriarca ecumenico Filoteo. Le trattative ebbero esito positivo, in gran parte grazie alla mediazione del monaco athonita Isaia. La parte serba rinunciò a ulteriori pretese sulle diocesi meridionali, mentre la parte greca revocò la condanna precedentemente emessa, riconoscendo ufficialmente la dignità patriarcale della Chiesa ortodossa serba. Successivamente, i rappresentanti del Patriarcato di Costantinopoli si recarono in Serbia e visitarono Prizren. Lì, sulla tomba dello zar Stefano Dušan nel Monastero degli Arcangeli, fu data lettura dell'atto solenne del patriarca Filoteo che annullava le precedenti condanne. Con questo gesto fu posta fine alla disputa ecclesiastica tra serbi e greci..
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Chiesa ortodossa serba Categoria:Patriarcato ecumenico di Costantinopoli Categoria:Serbia medievale Categoria:Storia medievale del cristianesimo Categoria:Scismi nel cristianesimo