De Haagse Post, noto anche come HP, è un periodico olandese di opinione generale, fondato nel 1914 da Salomon Frederik van Oss con il nome di Haagsche Post. La rivista, pubblicata con cadenza settimanale, si è fusa nel 1990 con De Tijd, dando origine all’attuale HP/De Tijd.
Fondazione La Haagsche Post nacque come un sobrio settimanale di orientamento liberale. Unica (nei Paesi Bassi) era la pubblicazione della rivista su carta rosa. Nei primi anni della HP scrisse, tra gli altri, Louis Couperus, con reportage di viaggio. Il suo viaggio nelle Indie, da dicembre 1921 a maggio 1923, costò alla Haagsche Post 30.000 fiorini tra spese di viaggio e compensi; una somma formidabile in un’epoca in cui una copia singola costava 15 centesimi. Van Oss ritenne tuttavia che le lettere di Couperus valessero certamente quella spesa. Negli anni trenta la rivista raggiunse una tiratura di 70.000 copie.
Durante la guerra la rivista passò sotto il controllo dell'occupante tedesco, poiché Van Oss era ebreo. Dal punto di vista redazionale, il periodico venne "allineato". Già nel giugno 1933 i nazisti avevano vietato la diffusione della Haagsche Post in Germania, a causa dell’atteggiamento antinazionalsocialista della rivista.
HP sotto G.B.J. Hiltermann (1952-1967) Dopo la Seconda guerra mondiale la Haagsche Post perse rapidamente lettori e, dopo la morte di Van Oss nel 1949, i suoi eredi iniziarono a cercare acquirenti per la rivista. Li trovarono nel Comité Burgerrecht, che nel 1952 rivendette il periodico a G.B.J. Hiltermann, già direttore di Elsevier. La Haagse Post, sotto la guida di Hiltermann e di sua moglie (in seguito) Sylvia Brandts Buys, conobbe un rinnovamento artistico, con contributi tra gli altri di Simon Vinkenoog e Jan Cremer e, a partire dal 1961, anche del futuro direttore di Vrij Nederland Joop van Tijn; dal punto di vista finanziario, tuttavia, la HP non ebbe ancora successo.
HP sotto W.L. Brugsma (1967-1975)
Nel dicembre 1965 Hiltermann vendette la rivista per 15 milioni di fiorini alla controllata di Elsevier, Bonaventura. Su richiesta del nuovo proprietario, Hiltermann rimase inizialmente come direttore. Dal 16 febbraio 1967 fu però sostituito da Willem Leonard Brugsma. Sotto la sua guida, la Haagse Post iniziò a identificarsi con il nome abbreviato HP dall'aprile 1967. Due anni più tardi, nel settembre 1969, la rivista iniziò a essere pubblicata in formato magazine. In quel periodo il periodico aveva sviluppato una connotazione intellettuale di sinistra e critica, con articoli conformi allo spirito del tempo, ad esempio su "l’ultimo operaio nel PvdA" e "perché gli operai sono di destra".
L’inizio degli anni 1970 fu un periodo tumultuoso per la Haagse Post, con numerosi conflitti interni nella redazione.
Il 1º luglio 1973 la direzione di Bonaventura nominò Han Folkertsma direttore della HP. In segno di protesta, la redazione decise di scioperare, dopo di che Bonaventura acconsentì comunque al mantenimento di Willem Leonard Brugsma. Nel 1975 la HP divenne una pubblicazione della BV Haagse Post. Questa prosecuzione autonoma della rivista, indipendente dal gruppo Elsevier, fu resa possibile grazie a un prestito di 1,8 milioni di fiorini concesso dal Bedrijfsfonds voor de Pers. Le azioni della BV furono affidate a una fondazione (Stichting Haagse Post), effettivamente gestita dalla redazione. Elsevier fornì un capitale iniziale e la Weekbladpers, editrice tra l’altro di Vrij Nederland, accettò di gestire il management e fornire servizi di supporto, inizialmente gratuitamente.
L'11 marzo 1975 Arend Jan Heerma van Voss fu eletto dalla redazione nuovo direttore. Già nell’autunno del 1976 si dimise. La HP non ebbe più un direttore e fu guidata dal consiglio di redazione. Solo nel 1986, quando l’azienda, a causa di grandi problemi, si vide costretta a modificare drasticamente sia l’approccio commerciale sia quello editoriale, fu nuovamente nominato un direttore, John Jansen van Galen.
"Di sinistra ma comunque leggibile" Nella seconda metà degli anni settanta la HP ebbe un nuovo periodo di fioritura, con la tiratura che raddoppiò in pochi anni, superando le 50.000 copie. La rivista si presentava come "di sinistra e comunque leggibile" e dedicava grande attenzione alla descrizione e all’analisi delle nuove tendenze sociali. Notevole fu il numero di Natale del 1979, interamente dedicato all'"era dell’Io". Di quel numero furono vendute oltre 70.000 copie. Nel 1980 il testo fu pubblicato anche in forma di libro.
L’improvviso aumento di tiratura nella seconda metà degli anni settanta fu seguito, nella prima metà degli anni ottanta, da un altrettanto repentino calo: già nel 1985 i dati erano tornati ai livelli del 1975.
Insieme a De Tijd Nel 1985 l’imprenditore di Leida Hans van Brussel rilevò il periodico HP ormai sull'orlo del fallimento, insieme alla redazione (tramite la Stichting Haagse Post), Jacques de Leeuw (della società mediatica brabantina Audax), il pubblicitario Roel Glasbeek e il giornalista/presentatore RUR Jan Lenferink. L’operazione di salvataggio non ebbe successo. Nel 1990 la HP fu costretta a fondersi con il settimanale De Tijd, continuando la pubblicazione con il nome di HP/De Tijd.
Tiratura La tiratura della rivista su la seguenteJan van de Plasse: Kroniek van de Nederlandse dagblad- en opiniepers / samengesteld door Jan van de Plasse. Red. Wim Verbei, Otto Cramwinckel Uitgever, Amsterdam 2005, ISBN 90-75727-77-1. 1914: 1919: 1920: 1938: 1939: 1940: 1942: 1951: 1960: 1961: 1965: 1970: 1975: 1977: 1979: 1980: 1983: 1984: 1985: 1986: 1988: 1989:
Note
Bibliografia S.F. van Oss, Vijftig jaren journalist, 400 blz., Amsterdam, 1946. John Jansen van Galen, Rare jaren. Nederland en de Haagse Post 1914-1990, 343 blz., Amsterdam, 1993.
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