Ha scritto romanzi, racconti, drammi, sceneggiature e saggi, tradotti in diverse lingue, tra cui russo, cinese ed esperanto. Horvat ha studiato presso la Facoltà di Filosofia dell’università di Zagabria e ha ricoperto l’incarico prestigioso di segretario della Matica hrvatska (in latino Matrix Croatica) la più antica istituzione culturale della Croazia, fondata nel 1842 dal conte Janko Drašković, durante il Risveglio nazionale croato.

Biografia Horvat nacque a Kotoriba, nella regione di Međimurje, nel nord della Croazia, all’epoca parte della contea di Zala in Ungheria. Durante la Seconda guerra mondiale ha fatto parte della resistenza jugoslava, esperienza che in seguito ha ispirato il romanzo Mačak pod šljemom (Il gatto sotto l’elmetto, 1962), caratterizzato da una visione in parte ironica del movimento partigiano. L’opera è stata adattata sia per il cinema che per la televisione, sotto forma di miniserie tv.

Nel 1952, la sua sceneggiatura satirica Ciguli Miguli (1952), critica nei confronti della burocrazia, lo fece cadere in disgrazia presso le autorità del Partito Comunista Jugoslavo; in quell’occasione Horvat cominciò a dedicarsi alla vela.

A metà degli anni Sessanta, Horvat e la sua famiglia decisero di compiere il giro del mondo a bordo dello yacht a vela Besa. Lo scrittore ne ricavò un libro di viaggio intitolato Besa – brodski dnevnik (Besa – Diario di bordo, 1973) che divenne un best-seller in patria. Un secondo tentativo di viaggio intorno al mondo fu invece segnato da una serie di eventi tragici: il figlio maggiore di Horvat, rimasto a casa, morì in un incidente stradale nel 1973, mentre il figlio minore, durante il viaggio, annegò in Venezuela nel 1975.

Dopo un periodo di profonda crisi, Horvat si riprese pubblicando due romanzi molto apprezzati, ispirati a questi eventi: Operacija “Stonoga” (Operazione “Centipede”, 1982), incentrato sulla ricerca di un’isola perduta nell’Atlantico, e Waitapu (1984), che racconta la storia di un ragazzo di un’isola del Pacifico deciso a percorrere una rotta tabù in mare aperto. La sua ultima opera è il memoir autobiografico Svjedok prolaznosti (Testimone dell’impermanenza, 2005).

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