L'incendio di Crans-Montana è un evento verificatosi la notte di Capodanno del 2026 all'interno del bar Le Constellation di Crans-Montana, nota località sciistica nel Canton Vallese, in Svizzera.
L'uso improprio di candele pirotecniche nel locale seminterrato, che hanno dato fuoco al rivestimento fonoassorbente del soffitto, ha innescato rapidamente un rovinoso incendio che ha causato la morte di 41 persone e 115 feriti, in gran parte giovani e giovanissimi. Sono in corso delle indagini per accertare le responsabilità, che vedono come principali imputati i coniugi proprietari del locale, Jacques Moretti e Jessica Maric, accusati di non aver rispettato le norme antincendio e di affollamento all'interno del locale.
Contesto Crans-Montana è una delle più famose località sciistiche nel Canton Vallese, e secondo l'ente turistico locale vede un milione di pernottamenti l'anno, con circa un quinto dei turisti proveniente dall'estero, principalmente da Francia e Italia. È considerata una meta turistica di lusso ed è stata frequentata nel passato da numerosi personaggi famosi, fra cui gli attori Roger Moore e Gina Lollobrigida.
Il locale Le Constellation era situato al pianterreno di un edificio residenziale e fu aperto nel 1992; fu poi trasformato in un lounge bar nel 2015, quando venne acquistato da una coppia di imprenditori corsi, Jacques Moretti e la moglie Jessica Maric. I due avviarono dei lavori di ristrutturazione, costruendo una veranda e modificando la struttura interna: al pianterreno fu realizzato un bar con schermi televisivi per la visione di eventi sportivi, mentre il seminterrato venne insonorizzato in modo da poter essere utilizzato come discoteca. Il locale poteva contenere fino a 300 persone all'interno e 40 nella veranda ed era frequentato prevalentemente da un pubblico molto giovane, poiché garantiva accesso libero (senza selezione all'ingresso) ed offriva prezzi inferiori a quelli degli altri locali.
L'incendio
Nella notte tra mercoledì 31 dicembre 2025 e giovedì 1° gennaio 2026, all'interno del locale, era in corso una festa di Capodanno, con un costo d'ingresso di circa 100 franchi svizzeri a persona.
L'incendio è scoppiato nel locale seminterrato poco prima delle ore 1:30 del 1° gennaio, con i festeggiamenti in pieno svolgimento, mentre nella sala si trovavano oltre un centinaio di persone. In base alle foto e ai filmati diffusi dalla stampa, le fiamme sarebbero state provocate dalle fontane pirotecniche fissate sulle bottiglie di champagne, portate da una cameriera a cavalcioni sulle spalle di un altro ragazzo.
Le scintille provenienti dalle candele hanno colpito e incendiato i pannelli fonoassorbenti presenti sul soffitto, realizzati in poliuretano, materiale altamente infiammabile; inizialmente molti dei presenti non si sono resi conto della gravità della situazione e i festeggiamenti sono continuati, mentre numerosi ragazzi filmavano le fiamme continuando a ballare. L'incendio si è poi esteso improvvisamente in maniera molto rapida, per effetto di un flashover esplosivo alimentato dai fumi caldi generati dalla combustione, dall'ossigeno portato dai condotti di aerazione e successivamente dalle finestre aperte dai clienti per poter fuggire.
L'evacuazione del locale è stata resa difficoltosa dal fatto che la scala che collegava il seminterrato al pianterreno era molto stretta (metri 1,37, comunque superiore a quella minima prescritta dalle norme vigenti, pari a metri 1,20) e l'uscita del locale era ostruita da numerose persone in attesa di entrare a loro volta. La porta inoltre si apriva verso l'interno, e non verso l'esterno come previsto dalle norme antincendio. Secondo quanto dichiarato da alcuni ex-dipendenti del locale, l'uscita di sicurezza del seminterrato era stata chiusa per impedire che venisse utilizzata per entrare abusivamente nel locale.
I soccorsi La polizia cantonale del Vallese ha dichiarato che le autorità sono state allertate per la prima volta alle ore 1:30 per via del fumo che fuoriusciva dal bar. La polizia e i vigili del fuoco sono arrivati sul posto poco dopo. Sul luogo dell'incidente sono stati impiegati 10 elicotteri e 40 ambulanze.
La polizia ha isolato l'intera area della località ed imposto una zona d'interdizione al volo sopra Crans-Montana. In virtù dell'evento, il Consiglio di Stato del Vallese ha dichiarato lo stato di emergenza.
Le ambulanze aeree hanno trasportato i feriti negli ospedali di Sion e Ginevra, nonché nei centri nazionali per il trattamento dei grandi ustionati di Losanna e Zurigo. Le unità di terapia intensiva del Vallese hanno raggiunto la piena capacità, rendendo necessario il trasferimento dei pazienti in altri ospedali del Paese. Nel pomeriggio dello stesso giorno gli elicotteri dell'elisoccorso del Piemonte, della Valle d'Aosta e della Lombardia sono decollati alla volta della Svizzera per prendere in carico alcuni feriti gravemente ustionati, che sono stati ricoverati nel Centro Grandi Ustionati dell'ospedale Niguarda di Milano.
Le vittime + Vittime per nazionalità Nazionalità Morti Feriti 22 68 8 23 6 11 1 1 1 1 1 1 1 4 2 1 1 1 1 1 1 Totale 41 116
Il bilancio ufficiale dell'incendio, comunicato il 5 gennaio, è di 40 morti e 116 feriti. L'identificazione delle vittime e dei feriti è stata completata il 4 gennaio, a causa delle difficoltà di riconoscimento dei cadaveri sfigurati dalle fiamme e dell'elevato numero di feriti. Il 20 gennaio, inoltre, è stata ufficialmente accertata un'altra vittima, un sedicenne macedone fino a quel momento dato per disperso, facendo salire il bilancio a 41 morti. La maggioranza delle vittime è di nazionalità svizzera, ma include anche otto vittime francesi, sei italiane e cinque di nazionalità rispettivamente belga, macedone, portoghese, rumena e turca.
In seguito alla tragedia, il Consiglio federale svizzero ha dichiarato il 9 gennaio 2026 come giorno di lutto nazionale.
Di seguito l'elenco delle vittime, tra parentesi l'età.
Achille Barosi (16) Dalia Benkirane (15) Alexis Bollag (18) Ben Brackebusch (17) Arthur Brodard (16) Chiara Costanzo (16) Noémie Dabin (26) Nathan Duboux (15) Mariam Essouni (21) Zélie Fournier (18) Emanuele Galeppini (16) Alicia Gonset (14) Diana Gonset (15) Maxime Guidetti (18) Léonard Harlant (20) Stefan Ivanović (31) Stiven Ivanovski (16) Benjamin Johnson (18) Alice Kallergis (15) Taylan Kaya (18) Matéo Lesguer (23) Fany Magalhães (22) Vivian Mariétan (20) Janis Martin (33) Riccardo Minghetti (16) Charlotte Niddam (15) Guillaume Oana (18) Cyane Panine (24) Pablo Perez (16) Alix Perroud (16) Trystan Pidoux (17) Émilie Pralong (22) Sofia Prosperi (15) Giovanni Putelli (39) Caroline Rey (24) Léo Sanglard (21) Nora Sirisin (22) Giovanni Tamburi (16) Noa Thévenot El Kaim Billah (14) Joaquim Van Thuyne (18) Victoria H. (17)
Le indagini
Le prime notizie diffuse dalla stampa avevano parlato di esplosioni all'interno del locale, paventando l'ipotesi di un attentato terroristico, che è stata immediatamente smentita dalle autorità.
La causa dell'incendio, ovvero le scintille delle fontane pirotecniche, è stata identificata rapidamente grazie ai numerosi filmati e fotografie effettuati dai ragazzi presenti nel locale. Le indagini, condotte dalla polizia cantonale vallesana, si sono quindi concentrate sulle condotte colpose e sulle misure di sicurezza previste nel locale. Il 3 gennaio la procura di Sion iscrive ufficialmente nel registro degli indagati i due proprietari, Jacques e Jessica Moretti, con le accuse di omicidio, lesioni e incendio colposi, ma sono sotto investigazione anche le responsabilità dei dipendenti comunali che hanno svolto le verifiche di sicurezza nel locale. Jacques Moretti ha precedenti penali: è stato condannato in Francia per sfruttamento della prostituzione negli anni Novanta e per truffa, rapimento e sequestro di persona all'inizio degli anni Duemila.
Reazioni politiche ed effetti diplomatici Italia-Svizzera Il 23 gennaio 2026, a seguito del pagamento della cauzione di 200.000 franchi da parte di un soggetto ignoto, il tribunale ha scarcerato Jacques Moretti dal penitenziario di Sion. Ciò ha causato una crisi diplomatica con l'Italia, che ha portato il governo italiano a richiamare a Roma il proprio ambasciatore in Svizzera.
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