La sua attività letteraria si concentrò prima a Venezia, e poi in Inghilterra presso la corte di Umfredo Plantageneto, duca di Gloucester, da dove contribuì alla diffusione della cultura italiana in Britannia.
Biografia Nacque a Ferrara all'incirca nel 1400. Il padre, Domenico Frulovisi, era originario di Forlì, cosa a cui faceva riferimento il loro cognome. Presto tuttavia la famiglia si trasferì a Venezia, anche se Tito Livio si definì e si firmò sempre come "da Ferrara", pur avendo ottenuto la cittadinanza veneziana nel 1429.
Studiò presso Guarino da Verona, avendo come compagno di studi Pietro del Monte, con cui strinse amicizia. Studiò poi all'università di Padova divenendo notaio, ma abbandonò subito il mestiere per dedicarsi all'attività letteraria e all'insegnamento. Cominciò a scrivere commedie comiche in latino, e nei primi anni 1430 ottenne la direzione della scuola veneziana di San Basso. Ivi inaugurò una vera e propria scuola di teatro, dove rappresentava le sue commedie col beneplacito delle autorità veneziane (come metodicamente registrava lui stesso sui manoscritti dei suoi testi), con le quali tuttavia ebbe anche alcuni problemi di censura. Proprio a causa di ciò, alla fine del 1433 decise di abbandonare Venezia, dirigendosi infine a Napoli, dove si sistemò alla corte della regina Giovanna II.
Durante il soggiorno napoletano conobbe importanti personaggi come Leonello d'Este, a cui dedicò il suo De Republica. Non trovando tuttavia sbocchi soddisfacenti, nel 1434 tornò a Venezia dove riprese ad insegnare. Ripresa l'attività teatrale, la predicazione avversa di un tale fra' Leone gli costò nuove accuse di immoralità. Al tempo alcune frange della Chiesa erano infatti opposte allo sviluppo dell'umanesimo, movimento visto come pericoloso e foriero di eresie e paganesimo per l'importanza attribuita agli autori pre-cristiani. Dopo le ultime esperienze teatrali con Symmachus e Oratoria, Frulovisi si stancò di lottare con la Chiesa e decise di non scrivere più opere teatrali.
Disilluso da Venezia, l'amico Pietro del Monte lo mise in contatto con Umfredo Plantageneto, duca di Gloucester, importante politico inglese e mecenate, che desiderava avere alla sua corte quanti più letterati possibile. Il duca invitò Frulovisi in Inghilterra, e il letterato accettò con entusiasmo, raggiungendo il duca all'incirca nel 1435. Frulovisi divenne quindi stretto collaboratore di Gloucester, tanto che nel 1437 fu reso cittadino inglese tramite il denizen grazie all'interessamento dello stesso Umfredo. Divenuto oratore e procacciatore di preziosi manoscritti per il duca di Gloucester, in Inghilterra Frulovisi ritrovò la serenità necessaria per comporre due nuove commedie, la Peregrinatio e lEugenius. In onore del suo protettore, compose inoltre la Vita di Enrico V e lHumfroidis.
All'incirca nel 1438 dovette perdere il favore del duca, poiché già l'anno successivo ricomparve a Venezia privo di fondi e appoggi, chiedendo aiuto a del Monte e addirittura all'arcivescovo John Stafford, nemico di Gloucester. Del Monte riuscì ad organizzare una riappacificazione col duca, ma durante il viaggio di ritorno in Inghilterra nel 1440, Frulovisi fu arrestato (forse in Francia) e rilasciato solo per l'interessamento di Del Monte. Rinunciò a tornare in Inghilterra e si accasò per breve tempo presso Filippo Maria Visconti, abbandonandolo tuttavia per incompatibilità di carattere (pare infatti che l'autore fosse di indole sempre più irruente e bizzosa, poco incline a dialogare). Ormai insofferente ad essere al servizio dei principi ("sono stomacato" scriveva a Pier Candido Decembrio), passò un periodo tra la Francia meridionale (Tolosa) e la Catalogna (Barcellona), dove imparò i rudimenti della medicina sopravvivendo anche a un'epidemia di peste.
Dalla fine degli anni 1440 le sue tracce si fanno incerte, ma probabilmente si stabilì ancora a Venezia esercitando saltuariamente l'attività medica. La sua ultima menzione in vita è infatti del 1456, quando Lodovico Foscarini gli si rivolse per un consulto medico.
Opere Commedie Corollaria Una delle principali opere di Frulovisi è la Corollaria, una commedia comica scritta in latino. Essa, ispirata ai lavori di Plauto, narra le vicende della vecchia matrona Claudipoti, alla disperata ricerca di un matrimonio. La narrazione è accompagnata dalla presenza scenica di mimi.
La rappresentazione della Corollaria fu foriera di problemi per l'autore, verso cui un tale Giacomo Langosco intentò una causa per plagio. Inoltre il teatro, la cui legalità all'epoca era incerta, fece incorrere l'opera nella censura delle autorità veneziane.
Claudi duo Il Claudi duo, di poco successivo alla Corollaria e di carattere più serio, fu modellato sugli scritti morali di Luciano di Samosata, segnatamente il Timone. Il titolo, traducibile come "I due zoppi", era un'allusione ai principali personaggi dell'opera, il dio Pluto e un vecchio ridicolo pedagogo, quest'ultimo un'ovvia caricatura dei suoi avversari insegnanti di Venezia.
Emporia Rappresentata poco dopo il Claudi duo, con Emporia Frulovisi tornava alla comicità plautina, irridendo ancora una volta i suoi rivali veneziani.
Symmachus Scritta al suo ritorno a Venezia nel 1434, è un'altra commedia di stampo comico e classicista. Vi si rilevano forti influenze del Decameron di Giovanni Boccaccio. Il Symmachus sollevò nuove accuse di immoralità contro l'autore, che fu preso di mira soprattutto da un frate predicatore di nome Leone.
Oratoria L'ultima opera teatrale del periodo veneziano di Frulovisi, lOratoria torna sullo stile moraleggiante, esplicitando una violenta polemica con frate Leone, trasposto nello scandaloso prelato Leocione, protagonista della commedia dedito ad ogni tipo di vizio. Nel prologo inoltre lo stesso autore entrava in scena e annunciava l'abbandono del teatro, a causa della forte opposizione ecclesiastica che doveva subire.
Peregrinatio ed Eugenius Furono composte dopo una pausa di alcuni anni, e sono entrambe di ambientazione inglese, testimoniando la fertilità culturale che l'autore poté trovare presso il duca di Gloucester. Soprattutto lEugenius riflette ciò, essendo i personaggi chiaramente ispirati a coloro che circondavano allora il Frulovisi: il duca di Gloucester, il duca di Bedford e re Enrico VI d'Inghilterra.
Trattati De Republica Si tratta di un dialogo politico tra lo stesso Frulovisi ed esponenti della corte napoletana, dedicato a Leonello d'Este e ispirato dalle opere di Cicerone. Ne sopravvive un'unica copia, conservata nella biblioteca di Reggio Emilia; è nota l'esistenza di una seconda copia, che l'autore donò al duca di Gloucester, il quale a sua volta la donò all'Università di Oxford, ma da allora se ne sono perse le tracce.
Cronache Vita di Enrico V Composta dietro commissione del duca di Gloucester, la Vita è una cronaca elogiativa del regno di Enrico V d'Inghilterra, fratello di Umfredo la cui memoria voleva essere preservata dal casato di Lancaster per motivi propagandistici.
Poesie Humfroidis Per omaggiare il suo mecenate, Frulovisi compose anche lHumfroidis, lungo panegirico in suo onore di 1140 versi. Fu l'unica opera poetica di Frulovisi, ritenuta invero modesta dai critici, come modeste sono anche le imprese celebratevi, come ad esempio la (fallita) conquista delle Fiandre da parte del duca.
Note
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