Il Ritratto di Francesco Righetti è un dipinto a olio su tela (83,2 x 66,7) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, intorno al 1626-1628 conservato presso la collezione Cavallini Sgarbi a Ferrara. Storia Il dipinto emerse in un’asta di Christie’s a New York (13 gennaio 1987, lotto 111) con il titolo Portrait of a Lawyer in the Library, attribuito alla scuola del Guercino. In seguito alla pulitura del quadro, gli studiosi furono concordi nel riconoscerne l’autografia. Nel 1987 l’opera fu esposta fuori catalogo al Metropolitan Museum of Art di New York, nell’ambito della mostra dedicata al Guercino del 1991 (Bologna, Washington, New York).

La storia collezionistica è stata dettagliatamente ricostruita da Luigi Salerno. Si hanno notizie del dipinto a partire dalla sua presenza nella collezione di Eugène de Beauharnais (1781 - 1824), figlio di Giuseppina di Beauharnais, che fu la prima moglie di Napoleone Bonaparte. Fu Viceré d'Italia. Si sposò con Augusta di Baviera figlia del re di Baviera Massimiliano I Giuseppe. Dopo la caduta di Napoleone trasferì la sua ricchissima collezione a Leuchtenberg, in Baviera, di cui era stato creato duca.

Dopo la morte del marito, la principessa Amalia affidò la cura della collezione a J. N. Muxel, che nel 1835 ne pubblicò il catalogo (Verzeichnis der Bildergalerie seiner Königlichen Hoheit des Prinzen Eugen von Leuchtenberg, Monaco). A p. 23 è registrato un dipinto del Guercino, descritto come Ritratto di un giurista in abito nero con colletto bianco e un libro in mano, a mezzo busto e a grandezza naturale. L’opera ricompare nelle edizioni successive del catalogo del 1843 e del 1851 ed è inoltre nota attraverso un’incisione firmata N. Muxel aq. f., pubblicata nel 1837 nell’undicesima consegna di una serie di stampe dedicate alla galleria.

Il secondo figlio del principe Eugenio, Massimiliano, III duca di Leuchtenberg, sposò la granduchessa Marija Nikolaevna Romanova (1819-1876), figlia dello zar Nicola I, e morì a San Pietroburgo nel 1852; nel frattempo i dipinti della galleria erano stati trasferiti in Russia. Il ritratto del giurista è documentato nel 1904 nella collezione del nipote, il duca Giorgio Nikolaevič, in Les Trésors d’Art en Russie, IV (1904), nell’articolo di A. Néoustroieff (Les tableaux de la Collection du duc G. N. de Leuchtenberg, École Italienne), con riproduzione in tavola 36.

Alcune opere già appartenute alla collezione Leuchtenberg risultano disperse prima della prima guerra mondiale. In questo contesto si colloca anche il ritratto del giurista, che nel gennaio 1914 compare nel Quatrième Catalogue de la Galerie Charles Brunner (Parigi), n. 24, con indicazione di provenienza Beauharnais e Leuchtenberg e con riferimento all’incisione di Muxel. La presenza dell’opera in un catalogo di galleria parigina documenta il suo passaggio dalla precedente collocazione russa al mercato artistico francese.

Il dipinto è oggi conservato a Ferrara, nella collezione Cavallini Sgarbi, nella quale è documentato almeno dal 2004. È incluso nel catalogo della mostra La ricerca della bellezza. La collezione Cavallini Sgarbi. Da Lotto a Morandi (Ascoli Piceno, 2021–2022).

L'effigiato Il personaggio raffigurato può essere identificato con buona probabilità nel dottore in legge Francesco Righetti, come comunicato da Prisco Bagni. Appartenente a una famiglia di Cento attiva soprattutto nell’ambito della professione legale, Francesco Righetti fu battezzato a Cento il 21 settembre 1595 (Archivio di San Biagio, Libro dei battesimi, c. 179v) ed era figlio di Ludovico Righetti e di Caterina Paganini, della stessa famiglia che fece decorare la propria casa dal giovane Guercino. All’epoca proposta per l’esecuzione del ritratto, per ragioni stilistiche, doveva avere circa 31–33 anni. Sopravvisse al pittore e morì nel 1673. Francesco Righetti fu con ogni probabilità il legale più eminente di Cento nel suo tempo. Lo storico e canonico Giovanni Francesco Erri lo ricorda come dottor di legge e avvocato primario nella sua patria, menzionando numerose sue pubblicazioni giuridiche a partire dal 1628; notizie analoghe si trovano anche in Antonio Orsini. Come segnalato da Prisco Bagni, nei Partiti Consigliari ms. dell’Archivio comunale di Cento Righetti risulta inoltre membro del consiglio della comunità tra il 1626 e il 1632.

I rapporti con Guercino sono documentati da due dipinti eseguiti per lui: un quadro da testa registrato nel 1632 (cat. 137) e un San Giuseppe, oggi non rintracciato, pagato il 12 luglio 1641. Sempre secondo Bagni, la famiglia Gennari si avvalse nel 1635 come notaio di un altro membro della famiglia Righetti, Girolamo, probabilmente cugino di Francesco.

Descrizione e stile Il dipinto raffigura un uomo a mezzo busto, identificabile come un dottore in legge, vestito di nero con ampio colletto bianco e con un libro in mano. Alle sue spalle compare una scaffalatura colma di volumi giuridici, i cui titoli sono leggibili sui dorsi e alludono chiaramente alla professione dell’effigiato. Il volto, caratterizzato da tratti marcati e individualizzati, è reso con attento naturalismo, mentre la luce laterale modella con efficacia la fisionomia e le mani, isolando la figura sul fondo scuro.

Dal punto di vista stilistico, il ritratto si colloca nella seconda metà degli anni Venti del Seicento. La resa è improntata a un forte verismo e a una costruzione delle forme solida e compatta, con una materia pittorica ancora robusta e quasi scultorea. Pur presentando affinità con il Ritratto di Gregorio XV per la qualità naturalistica e l’attenzione all’umanità del soggetto, il dipinto si distingue per un tono meno intimista e per l’assenza di idealizzazioni, a differenza di ritratti più ufficiali come quello del cardinale Cennini. Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti a Ferrara Categoria:Ritratti pittorici maschili