Il governo Vërlaci II è stato il 30º governo dell'Albania, in carica dal 12 aprile 1939 al 3 dicembre 1941, per un totale di 2 anni, 7 mesi e 21 giorni.
Si tratta del primo dei cinque governi fantoccio dell'Albania come protettorato del Regno d'Italia, a seguito dell'unione personale dei due regni sotto la corona sabauda.
Storia Dopo la rapida invasione italiana dell'aprile 1939, il neoistituito Comitato amministrativo provvisorio guidato dall'ex Primo ministro Xhafer Ypi convocò una nuova Assemblea costituente, la quale nominò Primo ministro il grande possidente terriero Shefqet Vërlaci, anche se il controllo reale del governo rimaneva nelle mani degli italiani, sancendo così l'annessione totale del Regno d'Albania in unione personale con la corona italiana il 12 aprile 1939.
Prima ancora che, il 14 aprile, la Camera dei fasci e delle corporazioni ratificasse l'atto legislativo, rendendo l'unione una realtà politica compiuta, il governo Vërlaci avviò il processo di uscita del paese dalla Società delle Nazioni, mentre il giorno seguente Vërlaci guidò a Roma una delegazione di 49 membri per essere ricevuti da Benito Mussolini e per consegnare solennemente la corona d'Albania al nuovo re Vittorio Emanuele III.
Politica economica ed estera Il 20 aprile entrò finalmente in vigore l'unione doganale e commerciale, mentre il tasso di cambio del franco albanese fu ancorato alla lira italiana e tutti i contratti di commercio estero precedentemente stipulati dall'Albania furono annullati; inoltre l'Italia ottenne concessioni esclusive per l'estrazione di risorse minerarie e per investimenti infrastrutturali in Albania.
Nel mese successivo alla formazione del governo, gli italiani, che dopo il 20 aprile ricevevano automaticamente la cittadinanza albanese, invasero uffici statali, istituzioni e aziende, mentre al contempo le condizioni di ingresso per i cittadini di altri paesi furono inasprite. Venne pianificato lo sfruttamento delle risorse (ferro, cromo, rame, petrolio, amianto) a beneficio dell'industria italiana, così come l'agricoltura fu monopolizzata da aziende italiane che presero il controllo delle coltivazioni di cotone, olivi e barbabietole da zucchero; nonostante la produzione economica aumentasse, la popolazione albanese non beneficiò di questi progressi, che favorivano esclusivamente le aziende italiane.
Nel frattempo, Mussolini e il ministro degli esteri Galeazzo Ciano stavano già discutendo della soppressione del Ministero degli affari esteri albanese, ma per evitare il malcontento del popolo per una mossa che sarebbe stata inevitabilmente interpretata come la fine definitiva dell'indipendenza del Paese, questa decisione venne ufficializzata solamente il 3 giugno 1939, con un decreto a firma di Ciano e del ministro albanese degli affari esteri Xhemil Dino. Le funzioni di quest'ultimo vennero assunte allora da Zenone Benini, un funzionario del ministero degli affari esteri di Roma con il rango di sottosegretario, a cui venne affidata la delega agli affari albanesi; tutte le rappresentanze diplomatiche dell'Albania all'estero furono chiuse, così come furono revocati i mandati dei diplomatici accreditati in Albania.
Il 2 giugno 1939 fu completata la costituzione fascista del paese, che Vërlaci ricevette personalmente dal sovrano a Roma il giorno successivo. Contemporaneamente, la delegazione da lui guidata presentò una proposta ufficiale al re affinché, per decisione del governo Vërlaci, venissero unificate le forze armate italiane e albanesi, la guardia di frontiera e la gendarmeria, cosa che nella pratica era in realtà già avvenuta a fine maggio, quando gli ufficiali di carriera italiani avevano assunto il comando della gendarmeria e della guardia di frontiera albanesi.
Queste mosse servirono alla pianificazione dell'invasione della Grecia, che iniziò il 28 ottobre successivo e che si sarebbe risolta con una disastrosa sconfitta per l'esercito italo-albanese, se non fosse intervenuta la Wehrmacht, in seguito all'invasione della Jugoslavia nell'aprile 1941, la cui avanzata portò alla resa della Grecia e all'instaurazione di un Governo fantoccio.
Dopo la sconfitta di Grecia e Jugoslavia, d'intesa con le autorità tedesche, i territori jugoslavi a maggioranza albanese furono annessi all'Albania, tra cui la costa montenegrina tra Dulcigno e Antivari, la zona di Kosovo e Metohija (con Pristina, Peja e Prizren) e città della Macedonia nord-occidentale come Tetovo e Gostivar, riportando in auge le idee nazionaliste e irredentiste della Grande Albania.
Politica interna Anche in ambito politico interno venne realizzata la colonizzazione italiana del paese, alla quale il gabinetto Vërlaci contribuì senza esitazione: sebbene costituzionalmente il governo fosse infatti il massimo potere esecutivo, in realtà il gabinetto e la legislazione erano sotto il controllo diretto di Mussolini, di Ciano e, dopo la sua nomina il 22 aprile 1939, del Luogotenente generale Francesco Jacomoni, il quale assegnò a ogni membro del governo albanese un consigliere permanente di nazionalità italiana, mantenendo così un controllo stretto sulle attività del gabinetto.
L'esecutivo, che conferì la cittadinanza onoraria a Mussolini e rese Galeazzo Ciano cittadino onorario di Tirana, si contraddistinse per uno zelo spesso considerato eccessivo persino per gli occupanti: nel dicembre 1939 il Duce fermò Vërlaci dall'organizzare un attentato contro l'ex sovrano in esilio Zog I, mentre nell'ottobre 1941 Ciano definì folle l'idea del Primo ministro albanese di donare 1000 ettari delle sue proprietà a Fier al generale Ugo Cavallero, ex comandante delle truppe italiane in Albania, come riconoscimento dei suoi meriti.
Il 23 aprile 1939, su iniziativa di Tefik Mborja, fu fondato il Partito Fascista Albanese - l'unico partito politico legale del paese - che dipendeva direttamente dall'organizzazione sorella italiana, e l'iscrizione fu resa obbligatoria per tutti i funzionari governativi.
Nel campo dell'istruzione e della cultura, ad aprile 1939 fu chiuso il liceo francese di Coriza e i suoi insegnanti francesi furono espulsi e, poco dopo, vennero chiuse tutte le scuole primarie e secondarie prima della fine dell'anno scolastico, ufficialmente per ospitare le truppe italiane, ma in realtà per preparare una riforma scolastica di stampo fascista. Furono inoltre espulsi anche il gruppo archeologico francese di Léon Rey ad Apollonia e i rappresentanti della Fondazione Rockefeller che combattevano la malaria. Tutti i libri e le riviste straniere furono messi all'indice, a eccezione di quelli in lingua italiana e tedesca e, sotto la direzione italiana, vennero creati direttorati per la stampa, la propaganda e il turismo.
La resistenza e la caduta La maggior parte degli albanesi era tuttavia ostile agli occupanti e si sviluppò quasi subito una resistenza passiva nei confronti degli Italiani, mentre nel giugno del 1939 Mid'hat Frashëri fondò il Fronte Nazionale (), la principale forza di resistenza armata fino alla comparsa del Partito Comunista Albanese, fondato l'8 novembre 1941 da Enver Hoxha.
Il 13 gennaio 1941, Vërlaci chiese a Mussolini di potersi dimettere a causa dell'impopolarità del suo governo e della situazione ingestibile dei profughi, ma Mussolini rifiutò le dimissioni; nel frattempo la situazione interna degenerò ulteriormente, fino al tentativo del giovane Vasil Laçi di assassinare re Vittorio Emanuele III il 17 maggio, e per questo il 3 dicembre, di fronte all'incapacità di sedare la resistenza e mantenere l'ordine, Vërlaci fu costretto alle dimissioni e al suo posto venne contestualmente nominato Mustafa Merlika Kruja.
Compagine di governo
Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Governo al momento della formazione era la seguente: PartitoPrimo ministroMinistriTotaleIndipendenti167Totale167 L'appartenenza politica dei membri del Governo al momento delle dimissioni era la seguente: PartitoPrimo ministroMinistriTotalePartito Fascista Albanese156Totale156
Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Governo alla sua formazione si può così riassumere, secondo l'odierna suddivisione amministrativa: PrefetturePrimo ministroMinistriTotale112 -22 -11 -11Estero -11
Composizione
Ufficio del Primo ministroCaricaTitolarePartitoPrimo ministroShefqet VërlaciPFShMinistri senza portafoglioSegretario del Partito FascistaTefik MborjaDal 07/06/1939PFShMinisteriMinistri Segretari di StatoPartitoLavori pubbliciShefqet VërlaciAd interimPFShGiustiziaXhafer YpiFino al 17/12/1940PFShVacanteDal 17/12/1940Affari interniMaliq BushatiPFShFinanzeFejzi AlizotiFino al 19/01/1940PFShQemal VrioniDal 19/01/1940PFShEconomia nazionaleAndon BeçaPFShIstruzioneErnest KoliqiPFShFonti:
Ministeri soppressi MinisteriMinistriPartitoAffari esteriXhemil DinoFino al 03/06/1939Indipendente
Note
Esplicative
Bibliografiche
Bibliografia
Kastriot Dervishi, Kryeministrat dhe ministrat e shtetit shqiptar në 100 vjet: Anëtarët a Këshillit të Ministrave në vitet 1912–2012, jetëshkrimet e tyre dhe veprimtaria e ekzekutivit shqiptar, Tirana, Shtëpia Botuese 55, 2012, Robert Elsie, Historical Dictionary of Albania, 2ª ed., Scarecrow Press, 2010, Owen Pearson, Albania and King Zog: Independence, republic and monarchy 1908–1939, Centre for Albanian Studies, 2004, Roland Qafoku, Historia e 33 kryeministrave të Shqipërisë nga Ismail Qemali te Edi Rama, Tirana, Onufri, 2017,
Voci correlate
Regno d'Albania (1939-1943) Invasione italiana dell'Albania Campagna italiana di Grecia
Vërlaci II