Tra i maggiori esponenti della letteratura erotica del Settecento, Nerciat è noto soprattutto per il romanzo libertino Le diable au corps, pubblicato postumo nel 1803.

Biografia Suo padre, di origini napoletane, era avvocato del parlamento locale. Il titolo di cavaliere o barone che utilizzava gli era stato conferito dal suo padrino, che firmava Andrea, cavaliere di Nerciat, anch'egli avvocato, sebbene più importante di suo padre.

Durante la sua giovinezza ricevette una buona istruzione e viaggiò molto, dimostrando un grande talento per le lingue, tanto da padroneggiare ben presto il tedesco e l'italiano. Servì inoltre il re di Danimarca come capitano di fanteria e tornò in Francia, prestando servizio nella guardia reale di Versailles, appartenendo al corps des gendarmes de la garde.

Nel dicembre del 1775 rimase senza impiego, poiché il reggimento fu sciolto e i suoi membri congedati a seguito di una riforma intrapresa dal conte di Saint Germain. Andréa riprese i suoi viaggi, visitando la Svizzera, il Belgio e la Germania, vagabondaggi durante i quali sembra che abbia lavorato come spia per il governo francese, almeno in parte. In Belgio conobbe e frequentò Charles-Joseph, principe di Ligne, al quale dedicò una delle sue raccolte di racconti (i Contes nouveaux). Nel 1780 si stabilì in Prussia, come consigliere e vice bibliotecario del francofilo Federico II, conte d'Assia-Kassel. Il bibliotecario era il marchese di Luchet, amico di Voltaire, che protesse lo stesso Nerciat. Ben presto sorsero dei problemi nella gestione della biblioteca da parte del suo mentore, che motivarono la partenza di Nerciat, il quale divenne direttore delle fortificazioni del duca di Assia-Rothenburg. Tornò poi in Francia, riprendendo la carriera militare e di spia, con viaggi in Olanda e Austria nel 1788, anno in cui gli fu concessa la Croce di san Luigi, probabilmente come ricompensa per tali servizi. Non si sa come agì con l'arrivo della Rivoluzione francese, ma finì per lasciare nuovamente la Francia e arruolarsi nel 1792 nell'esercito del duca di Brunswick.

Nel 1793 si trovava a Liegi (Belgio), dove collaborava con Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord e le sue discutibili attività diplomatiche. Nel 1797 si recò in Italia per sorvegliare Giuseppina di Beauharnais, moglie di Napoleone Bonaparte, trasferendosi poco dopo a Napoli dove, non contento di lavorare per Talleyrand, lavorò anche per la regina Maria Carolina. Il francese finì per licenziarlo per questo motivo, ma Maria Carolina, che apprezzava Nerciat, lo assunse al suo servizio e gli affidò una missione presso il papa a Roma. Lì fu sorpreso dall'invasione delle truppe francesi, comandate dal generale Berthier, che lo catturarono nel 1798, imprigionandolo per due anni a Castel Sant'Angelo. Quando fu liberato tornò a Napoli, ma il passaggio in prigione aveva lasciato il segno e morì malato e povero alla fine di gennaio del 1801.

Non si hanno quasi nessun dato sulla sua vita personale, né descrizioni o ritratti del suo aspetto fisico o del suo carattere. Si sa che fu sposato due volte e che ebbe due figli, probabilmente dal primo matrimonio, uno dei quali nacque a Parigi e l'altro a Cassel.

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