Storicità La storicità di Sueripolo è contestata, mancando una trattazione contemporanea: è possibile che si tratti di una figura ispirata a Svatopluk I, effettivamente cristianizzatore del proprio popolo e guida di un regno alla sua massima espansione, quello della Grande Moravia.
La prima menzione della fondazione delle due città per opera sua si trova nelle ricerche storiche del vescovo Pompeo Sarnelli, che nel diciassettesimo secolo lo ricorda come "duce degli Slavi" fondatore di Vico e di Peschici, ed è citato anche, quasi contemporaneamente, dal monaco itinerante Marcello Cavaglieri.
Citato nella cronaca del Prete di Doclea come Svetopeleg o Svetopelek, lo storico veneziano, poi eletto al soglio dogale, Andrea Dandolo, lo citò in latino come Sueropolis, forma da cui deriverebbe l'italiano Sueripolo.
L'opera Compendio delle historie del Regno di Napoli di Pandolfo Collenuccio, pubblicata postuma nel 1548, menziona gli slavi guidati da Sueripolo che compirono un primo attacco contro i Saraceni, terminato poi dai magiari, e tornarono poi nel proprio paese: nel sedicesimo secolo lo scrittore dalmata Ludovicus Tubero gli attribuisce la liberazione del Gargano dai saraceni, su supplica degli abitanti di Ragusa che vi commerciavano.
In ogni caso la figura di Sueripolo è ispirata ad un reale fenomeno parte della colonizzazione slava dell'Italia meridionale che di recente la storiografia croata ha identificato, almeno per Peschici, in una possibile migrazione da Lagosta, all'epoca in mano ai pirati e assaltata per quella ragione da Venezia, lasciando numerosi profughi in fuga verso la vicina penisola garganica.
Ricordo A Vico del Gargano gli è dedicata una via, piccola traversa di via Galeazzo Caracciolo.
Note
Categoria:Personaggi leggendari