San Giuseppe è un dipinto a olio su tela (111 x 85 cm) di forma ovale, realizzato da Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, intorno al 1648-49 e conservato presso la Pinacoteca nazionale di Bologna.
Storia La prima menzione dell’opera si trova nella Felsina pittrice di Carlo Cesare Malvasia, che ricorda come l’artista «Fece etiandio un s. Gioseffo al Co. Ettore Ghislieri, per il quale per molti anni fece nel suo palazzo un’Accademia di pittori, maestri della quale accademia erano il Tiarino, l’Albani, il medesimo sig. Gio. Francesco Barbieri, il Sirano e Michel Desubleo, detto il Fiammingo, allora primi pittori di Bologna. Questa Accademia durò anni sei, sino che il Co. Ettore suddetto si ritirò fra li PP. di Galiera».
Il Libro dei contiIl Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. registra un pagamento avvenuto il 30 marzo 1649, così annotato: «Dal Ill.mo un san Giuseppe in ovale fu pagato 60 ducatoni dal conte Ettore Ghislieri il 30 marzo». Il dipinto costituiva il pendant del San Giovanni Battista. Il committente del dipinto fu il conte Ettore Ghisilieri (o Ghislieri), amante delle arti, che nel 1652 vestì l’abito monastico della Congregazione dei Padri filippini presso la chiesa di Santa Maria di Galliera a Bologna. La congregazione ottenne in seguito il permesso di edificare l’oratorio del proprio ordine: i lavori ebbero inizio nel 1723 e l’edificio fu consacrato il 13 agosto 1733 dal cardinale Prospero Lambertini, allora arcivescovo di Bologna.
Un paio d’anni più tardi il conte Ettore Ghisilieri commissionò al Guercino il pendant dell’opera, raffigurante San Giuseppe. Alla sua morte, avvenuta nel 1676, egli donò alla chiesa entrambi i dipinti insieme alle altre opere di sua proprietà. Le tele rimasero collocate nella sacrestia fino agli inizi del XVIII secolo, quando furono trasferite alla Pinacoteca Nazionale di Bologna.
Descrizione e stile Il dipinto raffigura san Giuseppe a mezza figura, entro una composizione di formato ovale. Il santo è rappresentato in età avanzata, con barba e capelli grigi, colto in un atteggiamento di intensa concentrazione spirituale. Il busto è leggermente ruotato, mentre le mani sono incrociate sul petto in un gesto di umile devozione; lo sguardo, rivolto verso l’alto, suggerisce un dialogo interiore silenzioso e raccolto. Nella mano sinistra san Giuseppe tiene il bastone fiorito, tradizionale attributo iconografico che allude alla sua elezione divina. Lo sfondo è scuro e privo di riferimenti ambientali, così da isolare la figura e concentrarne la forza espressiva.
Dal punto di vista stilistico, secondo Denis Mahon, mentre il San Giovanni Battista del 1644 riflette ancora lo stile dell’inizio degli anni Quaranta, il pendant raffigurante San Giuseppe, con la delicatezza dei suoi colori pallidi, anticipa caratteristiche che diverranno comuni verso la fine del decennio e l’inizio del successivo.
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