Arcifanfano re dei matti è un dramma giocoso in tre atti del compositore Baldassare Galuppi, su libretto di Carlo Goldoni, rappresentato per la prima volta al Teatro San Moisé di Venezia il 27 dicembre del 1749.
Trama
Atto primo In cima ad una collina in campagna, vi sono sei pazzi che vogliono entrare a far parte del regno di Arcifanfano, re dei matti. Una volta scesi dall'altura, questi s'imbattono nel sopracitato sovrano della città, il quale li interroga uno ad uno, per scoprire i loro caratteri ed assegnargli in via eccezionale un ruolo nella società. Finite le udienze, ed ogni squilibrato sistematosi nell'ambiente che più gli aggrada, in una stanza Malgoverno sta mirando madama Gloriosa. Questa, alquanto scontrosa, lo minaccia se continua nel suo intento. Il prodigo, come scuse, offrirà alla donna una moneta d'oro, che però andrà gettata da quest'ultima uscendo di scena, rincorsa dall'ardente spendaccione. Nel frattempo, in strada, Sordidone trova l'oro gettato poc'anzi dalla pazza superba e lo coglie per andare a riporlo nel suo scrigno, ignaro della fine fattagli far da Arcifanfano. Questi, intanto, è intento a fermar con una scudisciata Furibondo, il quale, di guardia sul portone, sta picchiando violentemente degli altrettanti matti. Entra a questo punto in scena madama Semplicina, la quale, con il suo carattere alquanto ritroso, evita di farsi toccare o guardare dall'impulsivo ma gentile sovrano. A riportare l'allegria e la pazzia vera e propria sulla scena sarà madama Garbata, la quale, in una grande danza, coinvolgerà prima i due già detti e via via altri nuovi matti da poco entrati nel reame.
Atto secondo In una camera, Malgoverno è nuovamente solo con madama Gloriosa, pregandola invano di accettare un suo dono. Entra dunque madama Garbata, che, accettando al posto della superba i denari dell'uomo, diventa la favorita del matto prodigo. Quest'azione fa andare su tutte le furie Gloriosa la quale, dopo una spensierata risposta e uscita di Garbata, si dedica ai suoi pensieri al riguardo. Nel mentre, intanto, giunge da Arcifanfano Sordidone. Questi chiede al sovrano il suo scrigno, per riporvi la moneta aurea trovata per strada. Alla risposta del re dell'aver dato via tutto il denaro, l'avaro va su tutte le furie, facendo fuggire prima i servitori e infine Arcifanfano stesso. Una volta rimasto solo, il pazzo vuole impiccarsi, avendo perso omai tutte le speranze di ritrovare i proprî soldi. Giunge allora madama Garbata la quale, essendo venuta a conoscenza dei fatti di Sordidone e disposta ad aiutarlo, gli restituisce lo scrigno, a patto che canti e balli con lei con la solita lor follia. Da un'altra parte, Semplicina è rincorsa da Furibondo. Questi vuole essere solo gentile con costei, ma la madama è terrorizzata dall'intera sua figura. Questo rifiuto fa irare il pazzo collerico, e alla sua uscita entra sul palco il re dei pazzi, il quale vede la fragile ritrosa fintamente addormentata per sentire cosa di lei pensa il suo sovrano. Una volta udite le dolci parole a indirizzatele, Semplicina di desta, comportandosi stavolta in maniera sì affettuosa verso Arcifanfano. Nell'ultima scena, gli altri cinque matti sono rinchiusi in delle gabbie. Il sovrano promette loro la libertà una volta perduti tutti i loro difetti. La prima a uscire è la Garbata, in quanto priva di quest'ultimi. Alle preghiere sue e della Semplicina, Arcifanfano concede a tutti libertà, concludendo dunque il secondo atto in una grande danza in suo onore.
Atto terzo In campagna, Sordidone sta seppellendo il suo denaro, per nasconderlo definitivamente al resto dei pazzi, ma è spiato da Malgoverno il quale, una volta partito l'avaro, dissotterra il tesoro. Questo viene donato prima ad una non più ritrosa madama Gloriosa, alla quale è sottratto poco dopo da Furibondo. Il pazzo collerico, credendolo inutile, lo dà infine a madama Garbata. Questa, non sapendo cosa farsene, lo consegna poco dopo ad Arcifanfano. Il sovrano lo dona alla sua amante Semplicina la quale, sovrappensiero, lo riconsegna ad un esasperato Sordidone. Intanto, Arcifanfano chiama a sé le tre dame del dramma, volendo sposarsi e dovendo scegliere una di loro. Tra Gloriosa, Garbata e Semplicina, il re elegge a sua moglie quest'ultima, trattandola con tutti i riguardi e le dolcezze. Nell'ultima scena, i sudditi del sovrano vogliono conoscere il nome della propria città. Questo, dopo varî tentativi, sara stabilito da Arcifanfano come "il mondo".
Interpreti della prima assoluta RuoloRegistro vocalePrima rappresentazione (Venezia, 27 dicembre 1749)Arcifanfano bassoFrancesco Baglioni detto CarnacciaSordidone tenoreAlessandro Renda madama GloriosasopranoDionisia Lepri madama Semplicina soprano Costanza Rossignolimadama Garbata sopranoSerafina Penna detta la SeneseFuribondo bassoFrancesco Carattoli Malgoverno sopranoBerenice Penna
Note
Voci correlate
Carlo Goldoni Baldassare Galuppi Opere di Carlo Goldoni Teatro San Moisé
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Opere liriche di Baldassare Galuppi Categoria:Opere liriche in lingua italiana