Lasta idroelettrica della Valmalenco è situata nel territorio della provincia di Sondrio, e vanta una potenza complessiva di circa 400 MW. L'asta sfrutta le acque del torrente Mallero e di numerosi suoi affluenti.

Storia

Lo sfruttamento della risorsa idroelettrica della valle inizia a fine 800 con l'installazione di piccoli impianti indipendenti lungo il corso dei torrenti. Le prime centrali collegate a una vera e propria rete elettrica vengono messe in servizio nel 1911 e nel 1918 in località Arquino, frazione di Sondrio. Nel secondo dopoguerra la Società Idroelettrica Vizzola sviluppa il potenziale idrico della zona, realizzando i principali interventi dell'asta. Vengono così realizzate lo sbarramento di Campo Moro tra il 1956 e il 1958, la centrale di Lanzada inaugurata tra il 1954 e il 1957, la diga di Alpe Gera tra il 1956 e il 1964, la centrale di Sondrio nel 1960 e avviando i lavori per la centrale di Campo Moro, che si concluderanno nel 1965.

Nel 1962 la gestione dell'asta idroelettrica passa nelle mani di Enel, che ultima i progetti in cantiere ed effettua diversi lavori di ammodernamento e automazione, tra cui l'aggiunta nel 1969 della stazione di pompaggio a Lanzada, dismessa in seguito nel 1990.

Tra la fine del secolo e l'inizio del nuovo millennio verranno poi realizzate una serie di piccoli impianti idroelettrici indipendenti. Vengono così installati 400 KW nel 1997 in località Foraschetto; nello stesso anno 2,3 MW in località Tornadri; nel 2001 1,6 MW in località Senevedo; nel 2002 tre impianti da 1,3 MW, 0,7 MW e 1,8 MW rispettivamente nelle località di Basci, San Giuseppe e Franscia.

Composizione Al 2026, l'asta comprende 11 centrali idroelettriche, alimentate da 2 bacini artificiali. Nel complesso, le acque di oltre 8 corsi d'acqua confluiscono nel sistema idrico.

Centrale di Campo Moro La centrale idroelettrica di Campo Moro, posta a 2000 m di altitudine, rappresenta il primo salto del sistema idrico.

L'impianto è alimentato dal serbatoio di Alpe Gera, che a sua volta attinge dalle acque dei torrenti Lanterna, Scerscen e Scarolda. Il bacino può contenere fino a 62,7 milioni di metri cubi d'acqua. Lo scarico della centrale confluisce nel serbatoio di Campo Moro, avente una capacità di 10,6 milioni di metri cubi.

La generazione di energia elettrica è affidata a un'unica turbina Francis da 36,5 MW. Nella centrale è anche presente una pompa ad asse orizzontale da 31,4 MW, per poter immagazzinare acqua nel serbatoio più a monte nei periodi di minore richiesta energetica.

Centrale di Lanzada La centrale idroelettrica di Lanzada "Alfredo Pizzoli" è situata nel comune di Lanzada.

Sfrutta le acque accumulate nell'invaso di Campo Moro, oltre che le acque dei torrenti Lanterna, Mallero e Antognasco. Le acque di scarico sono vanno convogliate tramite una galleria a pelo libero nella centrale di Sondrio.

I macchinari consistono in tre turbine Pelton identiche, per una potenza totale di 188 MW. Fino alla chiusura della sottostazione nel 1990, l'acqua poteva essere pompata a ritroso nel serbatoio di Campo Moro grazie a due pompe ad asse verticale da 27,5 MW ciascuna.

Il progetto della centrale è stato affidato agli architetti Lorenzo e Giovanni Muzio.

Centrale di Sondrio La centrale idroelettrica di Sondrio sfrutta le acque di scarico della centrale di Lanzada e quelle in presa dai torrenti Mallero e Antognasco. Le acque vengono poi restituite all'Adda.

A Sondrio la generazione di energia elettrica è affidata a due turbine Pelton, per un totale di 144,1 MW.

Note

Bibliografia

Voci correlate Valmalenco

Collegamenti esterni

Categoria:Centrali idroelettriche della provincia di Sondrio Categoria:Centrali idroelettriche operative