Ebrei senza denaro (Jews without Money) è un romanzo autobiografico-sociale dello scrittore americano di religione ebraica Michael Gold pubblicato negli Stati Uniti nel 1930. Racconta le vicende di un ragazzo cresciuto nel povero ghetto degli immigrati ebrei del Lower East Side di New York tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Il volume, l'unico scritto da Michael Gold durante la sua vita, ottenne alla sua uscita un enorme successo e fu tradotto già negli anni Trenta in molte lingue. Fu pubblicato in Italia più volte, e da diverse case editrici, a partire dal 1933.

Storia editoriale Gold lavorò al suo romanzo Jews without Money (che sarebbe stato il suo unico romanzo) negli anni Venti. Si trattava di un'autobiografia romanzata ambientata nel mondo impoverito del Lower East Side. Il romanzo venne pubblicato dapprima a puntate nel 1928-30 del mensile comunista New Masses. Fu pubblicato in volume nel febbraio del 1930., poco dopo l'inizio della Grande depressione, fu un successo immediato: nell'ottobre di quell'anno era già all'undicesima ristampa e fu in breve tempo tradotto in sedici lingue fra cui lo spagnolo, il francese e il tedesco. Una nuova edizione, nel 1935, presentava una "Special Introduction" dell'autore" nella quale fra l'altro era scritto che il testo era stato tradotto anche in francese, svedese, rumeno, spagnolo, jugoslavo, italiano, giapponese, cinese, ucraino, russo, yiddish, boemo, bulgaro, olandese e tartaro..

Fu tradotto in italiano da Alessandra Scalero e pubblicato da Corbaccio col titolo Ebrei senza denaro nel 1933.; la traduzione della Scalero fu edita più volte in Italia da diverse case editrici, sia col titolo Ebrei senza denaro. sia col titolo Ebrei senza soldi...

Trama La vicenda — narrata in prima persona dal giovane "Mikey Gold", l'alter ego dell'autore — inizia alla fine del 1890 ed è ambientata in una zona squallida di New York popolata principalmente da immigrati ebrei provenienti dall'Europa orientale. La struttura interna segue un ordine cronologico lineare che abbraccia undici anni della vita dell'autore, dai quattro ai quindici anni — questi ultimi condensati — un ordine interrotto solo una volta, quando emerge la voce del padre. In un esercizio di flashback, il padre racconta dettagliatamente le ragioni della sua decisione di trasferirsi dall'Ungheria in America. Il padre di Mikey, Herman Gold, nato in Romania, crede nel sogno americano di mobilità sociale, gode di un modesto successo iniziale negli affari, ma viene truffato dal cugino Sam Kravitz che gli sottrae la proprietà di una fabbrica di bretelle. Herman è costretto a lavorare come imbianchino e si risente per essere un lavoratore dipendente sfruttato. Avverte presto segni di avvelenamento da piombo e cade da un'impalcatura fratturandosi le gambe; poiché il capofamiglia non è in grado di lavorare per un lungo periodo di tempo, la famiglia Gold precipita ulteriormente in povertà. Dopo una lenta e dolorosa guarigione, il padre finisce per vendere banane per strada, frustrato dalla sua scarsa capacità nel commercio. La madre di Mikey, Katie, trova lavoro come cameriera in un ristorante. Anche Mikey, sebbene sia uno studente brillante, deve abbandonare gli studi ancora bambino, e vaga per le strade vendendo giornali per contribuire al reddito familiare.

Vivendo in spazi ristretti in un caseggiato ("tenement") pieno di criminalità e vizio, Mikey entra quotidianamente in contatto con persone che vivono di espedienti, piccoli truffatori o pericolosi gangster — come l'inquilino del piano di sopra, Louis "One Eye" — in comunità divise in etnie, religioni, lingue e dialetti differenti, incerte fra il ricordo dell'Europa e delle tradizioni lasciate alle spalle e il desiderio di integrazione nel Nuovo mondo, e che ritrovano la propria unità nella solidarietà di classe. Per proteggersi dalle bande di strada rivali, Mikey e i suoi amici formano una gang a Chrystie Street. Eguale attenzione hanno i tanti personaggi: oltre al padre sognatore e alla madre pratica e generosa, la sfortunata sorella Ester, la zia scioperante, il dottore idealista, il rabbino mistico, il rabbino corrotto, il giovane ribelle destinato a divenire gangster, la barbona ubriaca, la misera prostituta, ecc. La narrazione si interrompe quando il quindicenne Mikey, che che ha abbandonato gli studi e tentato mille mestieri, si imbatte in un rappresentante del movimento operaio organizzato. La chiusa è un inno alla rivoluzione, unico vero sbocco alla disperazione di milioni di diseredati.

Critica L'autore Michael Gold (pseudonimo di Itzhok Isaak Granich, 1893-1967), era un americano di seconda generazione che si era formato negli ambienti radical del Greenwich Village e poi, a partire dalla fine degli anni Venti, fu legato all'ala comunista della rivista "New Masses". Jews without Money divenne un prototipo del romanzo proletario americano. Il critico Richard Tuerk l'ha definito «la storia dell'educazione di un radical» e «un'opera d'arte unificata e attentamente elaborata». L'opera è innanzitutto una rievocazione partecipe dell'infanzia del protagonista e di un mondo scomparso, il ghetto del Lower East Side di New York degli anni fra fine Ottocento e inizio Novecento, dove ebrei russi, rumeni e ungheresi vivevano in stretto contatto con cattolici irlandesi e italiani in squallidi tenements sovraffollati. Nel romanzo, questi aspetti «sono filtrati da una indignata coscienza sociale e dalla nostalgia della memoria; Gold sceglie l'immediatezza dello sketch e uno stile spoglio, a tratti illuminato di lirismo e di bagliori espressionistici, per dare forma artistica al suo universo proletario»..

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