Ercole con la clava e la pelle del leone è un dipinto a olio su tela (127 × 105 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri detto Guercino intorno al 1645 e conservato presso la Villa Medicea di Cerreto Guidi e Museo storico della caccia e del territorio.

Storia La prima menzione del dipinto si trova nella Felsina Pittrice di Carlo Cesare Malvasia.

Il relativo pagamento è registrato nel Libro dei conti, dove, alla data del 20 settembre 1645, è annotato un compenso di 75 scudi, incassati da Vitale de' Buoi quale intermediario per il cardinale Carlo de' Medici. Dalla documentazione discussa da Cristina De Benedictis risulta che fu lo stesso Carlo (e non Gian Carlo, come indicato da Malvasia) a commissionare l'opera.

Il dipinto fu segnalato da Cristina De Benedictis (1991) nell'ambito delle ricognizioni legate all'«Eredità Bardini». Stone registra l'opera con un numero d'inventario legato a tale provenienza (inv. 782).

Nello stesso torno d'anni Guercino eseguì per la committenza medicea un altro dipinto raffigurante Ercole; De Benedictis ha ipotizzato che le due opere potessero costituire un pendant, in relazione alle rispettive committenze riconducibili ai due fratelli Medici. Descrizione Il dipinto raffigura Ercole a mezza figura, nudo fino alla vita, colto in un atteggiamento di quieta fermezza. La mano sinistra si appoggia sulla pelle del leone nemeo, resa come un volume compatto e mosso, mentre il busto è disposto frontalmente e si staglia contro uno sfondo aperto, con cielo e un elemento architettonico in ombra sulla sinistra. L’eroe, barbato e dai capelli scuri e irregolari, è presentato non in azione ma in una posa trattenuta, che accentua il carattere monumentale e “statutario” della figura.

Stile Secondo Enrico Ghetti, l’Ercole di Cerreto Guidi è, fra le versioni note del soggetto, quella caratterizzata da cromie più terse e quella che meglio fonde un’impostazione classica; in questo senso, De Benedictis ha messo in relazione tale impostazione con il modello dell’Ercole Farnese.

L’opera è pertanto riferibile alla fase matura del pittore, quando la ricerca di equilibrio e di misura tende a sostituire la più aspra energia chiaroscurale della prima maniera, con contorni più definiti e una resa più controllata dei volumi e della luce. Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti in Toscana Categoria:Dipinti su Ercole