Nessuna pietà per i mariti (Tell It to the Judge) è un film statunitense del 1949 diretto da Norman Foster.
Trama Nominata giudice federale, Marsha Meredith viene interrogata da una commissione del Senato degli Stati Uniti, in particolare sul suo divorzio dall'avvocato Peter Webb.
Torna a casa a Palm Beach, Florida, dove presto Peter si presenta per deporre la showgirl Ginger Simmons nella sua difesa del gangster George Ellerby. In un impeto di gelosia per aver visto il suo ex marito con un'altra donna, Marsha rimorchia Alexander Darvac in un bar e lo accompagna in una sala da gioco, che viene perquisita.
Peter la aiuta a sfuggire alla notorietà. Rubano una barca e si nascondono in un faro, dove riaccendono la loro storia d'amore. Si risposano, ma il nonno di lei, il giudice Meredith, li convince a non rendere pubblica la notizia finché il Senato non conferma la sua nomina.
Ellerby salta la cauzione. Ginger cerca di portargli Peter e vengono visti di nuovo da Marsha, che è furiosa. Inventa una storia per i giornalisti, che hanno sentito voci sul nuovo matrimonio di Marsha. Sostiene di aver sposato un uomo di nome Roogle, morto la prima notte di nozze.
Marsha si reca alla baita in montagna della sua amica Kitty per allontanarsi dai riflettori. Peter, per vendicarsi, annuncia che Roogle è vivo e in arrivo. Marsha finisce per chiedere a Darvac di fingere di essere Roogle, ma deve stordirlo quando lui cerca di rivendicare i suoi privilegi di "marito".
Alla fine, dopo aver chiarito la situazione, Marsha decide che, se dovesse scegliere, sposare Peter la renderebbe più felice della sua carriera. Torna a casa e trova Ginger e Darvac svenuti nell'armadio.
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Categoria:Film commedia