Casa Della Vedova è un palazzo storico di Torino in stile Neoclassico costruito nel 1885 in Corso Galileo Ferraris angolo Corso Matteotti dallo scultore e architetto Pietro Della Vedova, che ne fece il suo studio e la sua abitazione.
Storia
L’edificazione della casa-studio di Pietro Della Vedova si inserisce nel contesto di rinnovamento urbanistico della città dopo il trasferimento della capitale a Firenze e poi a Roma, con la lottizzazione e la vendita a privati degli isolati ricavati nella seconda piazza d’Armi. Della Vedova, che fino a quel periodo aveva il suo studio in via San Lazzaro 27, oggi via dei Millecfr. Guida di Torino, 1863, nel 1882 acquista il lotto in via Siccardi 31 (ora Corso Galileo Ferraris) angolo via Oporto (ora Corso Matteotti), con i proventi derivanti da una fortunata speculazione fondiaria, in seguito alla vendita di un lotto acquistato ed edificato anni prima nella prima piazza d’Armi, poi rivenduto a prezzo decuplicatoValentina Gervasio, https://www.torinodecor.it/wp-content/uploads/2018/07/Relazione-storica-Casa-Della-Vedova.pdf. L’affare è talmente conveniente che il Della Vedova afferma: "Colla semplice operazione della vendita del primo villino ho guadagnato molto più che con tutte le statue che ho modellato ed i marmi che ho scolpito in vita mia!"De Filarte U., Medaglioni. Pietro Della Vedova, in Gazzetta del Popolo della Domenica n. 41, 11 ottobre 1885, pp. 324-325.
L'artista coinvolge inizialmente l'architetto Camillo Riccio per la costruzione dell'edificio, ma poi decide di personalizzare il progetto in base al suo gusto estetico.
L’edificio fu progettato come residenza e luogo di lavoro: in origine gli accessi erano differenziati, con l’ingresso su corso Galileo Ferraris destinato alla casa, mentre sul lato di corso Matteotti si trovava l’accesso all’atelier. Il progetto risulta approvato nel 1882 e l’immobile risulta già abitato nel 1885.
Della Vedova organizza concerti, eventi culturali, simposi e conferenze presso il suo studio, connotato così come Tempio dell’Arte. La Gazzetta del Popolo del 28 maggio 1887 annuncia l’esposizione presso lo studio del modello in gesso del monumento di Carlo Emanuele I destinato al Santuario di Vicoforte. Dalla cronaca de La Stampa apprendiamo anche di una serata di beneficenza a favore dei terremotati nel marzo 1887, di uno spettacolo musicale in favore dell’Ospedaletto infantile nel giugno 1887, di una serata musicale di beneficenza nel febbraio 1888 e di una festa di beneficenza in favore dell’Oratorio di San Felice nel maggio 1897.
Una fotografia dello studio dello scultore è conservata presso il Convento dei Servi di Maria in Strada Basilica di Superga 73 a Torino. In essa si riconoscono diversi manufatti creati nell'atelier, come ad esempio la scultura del Gaudenzio Ferrari, simile a quella collocata all'esterno del palazzo, il modello per il monumento realizzato per Varallo Sesia ed inaugurato nel 1874 (utilizzato per presentare lo scultore all'Esposizione di Torino del 1884), il modello per il monumento a Carlo Emanuele I di Mondovì del 1891, il busto della tomba Gonzales nel Cimitero monumentale di Torino (1876) ed una composizione molto vicina al gruppo del "Consumatum est" (1898) che allude alla preghiera del Cristo sul Monte degli Ulivi.
Oggi l’edificio è di proprietà privata e ospita attività come una banca e studi professionali.
Descrizione Il palazzo contiene diversi elementi decorativi, come ad esempio le erme che reggono il frontone delle finestre del primo piano, le elaborate lesene e il medaglione collocato sul vertice del frontone dove il volto raffigurato dovrebbe essere Michelangelo Buonarroti.
Sul lato di corso Matteotti, in corrispondenza dell’ingresso che conduceva allo studio, sono presenti due statue collocate in nicchia e visibili dalla strada: raffigurano Leonardo da Vinci e Gaudenzio Ferrari (valsesiano come lo scultore) e sono attribuite allo stesso Della Vedova.
Tra gli elementi più notevoli c’è il portone in legno dell’ingresso residenziale su Corso Galileo Ferraris, arricchito da rilievi e due testine bronzee nel pannello centrale, una coronata di alloro e una di quercia: motivi decorativi costituiti da rami di quercia con ghiande si trovano alla base dei fusti delle colonne ai lati della porta. Sono decorazioni legate direttamente alla produzione dell’artista, per le quali esistono anche modelli preparatori catalogati nel patrimonio culturale.
Note
Bibliografia Debiaggi C., Signorelli B. (a cura), La casa di Pietro Della Vedova a Torino, in Pietro Della Vedova e la scultura valsesiana dell'Ottocento, Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti, Torino 2000, pp. 193-204 Sergio Donna, Il Palazzo di corso Matteotti angolo corso Galileo Ferraris: l’ex ‘tempio dell’arte’ dello scultore Pietro Della Vedova, in AA. VV., Statue di Torino – Stàtue ‘ d Turin, Ël Torèt Monginevro Cultura, Torino 2024.
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