Tifosa di calcio iraniana, ha acquistato notorietà internazionale per essersi suicidata a Teheran come forma di protesta contro le restrizioni discriminatorie che vietano alle donne di partecipare a eventi sportivi e di entrare negli stadi.
Biografia Sahar Khodayari nacque nel 1990 a Salm, nella contea di Kiar (provincia di Chaharmahal e Bakhtiari), in Iran. Successivamente si trasferì con la famiglia nella capitale Teheran.
Conseguì due lauree, in lingua inglese e in informatica. Appassionata di calcio e tifosa dell'Esteghlal, era nota con lo pseudonimo di "Ragazza blu", dalla maglia azzurra della squadra.
Nel marzo 2019 tentò di entrare allo stadio Azadi per assistere all'incontro di AFC Champions League tra Esteghlal e Al Ain. Travestitasi da uomo per eludere i controlli, fu identificata dal personale di sicurezza, arrestata e trasferita presso una sede della NAJA (forze di polizia iraniane), dove rimase in stato di fermo per tre notti.
Rilasciata su cauzione in attesa della definizione del procedimento giudiziario a suo carico, secondo quanto riportato da Amnesty International, il 2 settembre 2019, sei mesi dopo l'arresto fu convocata presso il Tribunale Rivoluzionario di Teheran. Le accuse formulate a suo carico includevano l'aver «commesso apertamente un atto peccaminoso apparendo in pubblico senza hijab» e l'aver «insultato i funzionari».
Nonostante l'assenza del giudice avesse impedito l'emissione di un verdetto immediato, Khodayari fu informata che avrebbe potuto affrontare una condanna a sei mesi di reclusione. Dopo aver lasciato l'edificio, in segno di protesta contro la sentenza prospettata, si cosparse di benzina e si diede fuoco all'esterno del tribunale.
Sahar Khodayari è deceduta in ospedale una settimana dopo l'atto di autoimmolazione, a causa delle gravissime ustioni di terzo grado che avevano interessato circa il 90% del suo corpo.
Secondo quanto riportato dall'emittente Deutsche Welle, la condanna a sei mesi di reclusione le sarebbe stata confermata formalmente mentre si trovava ancora ricoverata in stato critico.
Reazioni In Iran Nell'ottobre 2019, a seguito della risonanza internazionale del caso Khodayari, alle donne iraniane è stato consentito l'accesso a uno stadio per assistere alla partita tra Iran e Cambogia allo stadio Azadi, segnando la prima apertura ufficiale in quarant'anni.
Tuttavia il percorso verso la piena parità di accesso ha subito battute d'arresto: nel 2022, in occasione di una partita di qualificazione alla Coppa del Mondo FIFA, è stato nuovamente impedito l'ingresso alle spettatrici, sollevando nuove critiche sulla reale applicazione delle riforme promesse.
In merito alla vicenda giudiziaria, Gholam Hossein Ismaili, portavoce del sistema giudiziario iraniano, ha negato ufficialmente che Khodayari fosse stata condannata a sei mesi di reclusione, precisando che non era stato ancora emesso alcun verdetto definitivo.
Relativamente allo stato di salute della ragazza sono emersi inoltre altri dettagli. In un'intervista alla televisione di Stato, avvenuta prima che alla famiglia fosse imposto il silenzio stampa, la sorella dichiarò che Sahar soffriva di disturbi mentali per i quali era in cura. Emersero inoltre indiscrezioni su un precedente tentativo di suicidio risalente al periodo universitario. Secondo alcuni osservatori, tali circostanze cliniche avrebbero potuto costituire una base legale per la riduzione delle accuse a suo carico.
L'allenatore e calciatore iraniano Ali Karimi ha lanciato un appello pubblico chiedendo agli iraniani di boicottare le partite di calcio nazionali come forma di protesta contro le politiche governative e in memoria di Khodayari.
Nel mondo La FIFA ha rilasciato una dichiarazione di cordoglio sulla morte di Khodayari. L'Iran è stato scelto per ospitare le partite di qualificazione alla Coppa del Mondo 2022 e la FIFA ha affermato che il paese avrebbe dovuto garantire l'ingresso delle donne a quelle partite internazionali.
Amnesty International ha dichiarato che quanto accaduto metteva in evidenza "il disprezzo spaventoso delle autorità iraniane per i diritti delle donne nel Paese". Un portavoce del Dipartimento di Stato americano ha dichiarato: "La morte della Ragazza Blu, Sahar Khodayari, è un'altra prova del fatto che il popolo iraniano è la più grande vittima del regime islamico".
Il 12 settembre 2019 è stato emesso un mandato di arresto per Saba Kamali, un'attrice iraniana, per aver pubblicato un post su Instagram a sostegno di Khodayari, nel quale metteva in discussione la rilevanza delle cerimonie dell'Ashura rispetto alle leggi discriminatorie dell'Iran.
Secondo France 24 i tifosi di calcio iraniani hanno reagito con shock e rabbia. Utilizzando l'hashtag #BanIRSportsFederations, è stato chiesto che alle federazioni sportive del regime islamico venisse vietata la partecipazione allo sport mondiale. Alcune stelle del calcio locale e personaggi noti hanno risposto alla morte di Khodayari con dichiarazioni pubbliche.
Film Zang-e tafrih (2020) è un cortometraggio ispirato alla sua storia. Diretto da Navid Nikkhah Azad, è stato proiettato in più di 160 festival internazionali, vincendo 32 premi.
Bibliografia
Note
Voci correlate
Homa Darabi Zang-e tafrih Fuorigioco (film iraniano del 2006) Proteste in Iran contro l'hijab obbligatorio Condizione della donna in Iran Diritto della donna in Iran
Collegamenti esterni