Il monastero di San Giorgio Koudouna (; ) è un monastero greco-ortodosso situato sull'isola di Büyükada nel Mar di Marmara, nella provincia di Istanbul, in Turchia.

Ubicazione Il monastero si trova a Büyükada, la più grande delle isole dei Principi, in posizione elevata, nella mahalle di Nizan, su Yücetepe Mevkii, dove Yüce Tepe è il punto più elevato dell'isola.

Dedica Il monastero e la chiesa annessa sono dedicati a San Giorgio. Questo, celebre martire del IV secolo, era un soldato romano di origine cappadoce che secondo la tradizione fu martirizzato sotto l'imperatore Diocleziano (r. 284-305) intorno al 303 d.C.

Storia La data di fondazione risale al 963, durante il regno di Niceforo Foca (r. 963-969), il che lo rende il monastero più antico delle Isole dei Principi.

Nel 1204 il cenobio fu distrutto dai crociati della Quarta Crociata e nel 1302 fu bruciato dai pirati dell'ammiraglio veneziano Giustinian. Lasciando il monastero, i monaci nascosero l'icona di San Giorgio in una buca sopra cui posero l'altar maggiore. Secondo una leggenda locale, l'icona fu scoperta molti secoli dopo da un pastore del Peloponneso, al quale, secondo la tradizione locale, era apparso il santo in sogno. Secondo i πατριαρχικά σιγίλια ("sigilli patriarcali", documenti ufficiali emanati dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli), il monastero fu ricostruito nel 1751-1752 dal monaco Isaia. Poiché l'icona era decorata con campanelle (), il monastero prese il nome da queste.

Nel 1781 il monastero divenne una dipendenza della Lavra di Kalavryta. Nel 1806 sulla montagna furono costruite alcune "vecchie celle", come furono successivamente chiamate dall'abate Arsenio. Nel 1821, durante la rivoluzione greca, i turchi, sapendo della simpatia dei monaci per la Grecia, attaccarono il monastero e uccisero i suoi occupanti. Solo due monaci travestiti riuscirono a fuggire. Dopo qualche tempo, nonostante le difficoltà, il monastero riaprì. Nel 1884 fu costruito un edificio in pietra a due piani dall'abate Arsenio e nel 1908 fu eretta una chiesa spaziosa dall'archimandrita Dionisio, che rimase monaco fino al 1936, quando morì quasi centenario. Nel 1922 la proprietà del monastero fu espropriata dallo Stato turco.

Dopo la morte di Dionisio, nel monastero rimase un solo monaco, Cleonico, che prestò servizio fino alla sua morte nel 1969. Gli succedette Costantino Paikopoulos. Un incendio scoppiato nel 1986 sulle pendici della montagna raggiunse le storiche celle del monastero, distruggendole. Così esso perse la sua imponenza e la sua forma tradizionale. Successivi interventi malriusciti ne hanno alterato l'aspetto.

Tradizioni popolari La Chiesa di San Giorgio è aperta al pubblico ogni anno con funzioni religiose il 23 aprile (festa di San Giorgio) e il 23 settembre (festa di Santa Tecla). Si ritiene che le persone con disturbi nervosi e paralisi trovino guarigione presso la Chiesa. Tra i cristiani, si crede che se si sale a piedi nudi il pendio che porta alla chiesa senza parlare con nessuno, i propri desideri si avvereranno. Qui si ritrovano anche credenze comuni in Anatolia, come quella che srotolare un rocchetto di filo mentre si sale il pendio che porta alla chiesa di San Giorgio porti fortuna, o quella di legare dei fazzoletti agli alberi della zona, come si fa presso le türbe. I pezzi di stoffa rappresentano una preghiera o un desiderio (un figlio, la guarigione da una malattia, trovare l'amore), una tradizione analoga allAdak Ağacı (chiamata anche çaput bağlama) dei turchi.

Alla fine del XX secolo per questi motivi il monastero è diventato anche un luogo di pellegrinaggio popolare tra i turchi musulmani: nel giorno della commemorazione di San Giorgio, il 23 aprile, che è anche una festività civile turca, un numero significativo di turchi non cristiani accorre al cenobio impetrando grazie.

Note

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