Il parco archeologico del Celio è un'area verde e storica di Roma, situata sull'omonimo dei sette colli di Roma, a ridosso delle sostruzioni del tempio di Claudio e con vista sul Colosseo.
Storia Nel 1835 papa Gregorio XVI affidò la sistemazione dell'area come passeggiata pubblica all'architetto Gaspare Salvi, che progettò anche la caffetteria. Con motu proprio del 1847, papa Pio IX decretò la proprietà del parco al Comune di Roma, confermata anche dopo l'unione di Roma al Regno d'Italia come sua capitale. In seguito all'interno dell'area furono realizzati anche il Magazzino archeologico (progetto di Costantino Sneider, 1890; in seguito Antiquarium comunale del Celio) e la Palestra dell'ONB (progetto di Enrico Del Debbio, 1929).
Il parco è di fatto diviso in due aree indipendenti dal viale del Parco del Celio, sul quale dagli anni 1940 insiste la sede tranviaria.
Dopo lavori di allestimento, nel gennaio 2024 l'area è stata riaperta come parco archeologico, congiuntamente al Museo della Forma Urbis realizzato nella ex-palestra.
Descrizione Giardino
Nei giardini hanno trovato collocazione numerosi materiali lapidei della Roma antica - reperti archeologici, architettonici ed epigrafici - rinvenuti in vari quartieri, per la maggior parte durante gli scavi di fine '800 per i lavori di Roma capitale d'Italia.
Casina del Salvi La casina, ispirata alla coeva caffetteria di Giuseppe Valadier sul Pincio, prende il nome dal suo progettista. Nell'aprile 2025 è stata riaperta con la funzione di punto ristoro e aula studio.
Museo della Forma Urbis
L'edificio, già palestra dell'ONB e della GIL, nel dopoguerra passò con la medesima destinazione d'uso ai Vigili urbani. Dal gennaio 2024 ospita il Museo della Forma Urbis, accogliendo al suo interno tutti i frammenti superstiti di quell'antica pianta marmorea dell'Urbe.
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Categoria:Roma R. XIX Celio