La Giovane martire morta è un dipinto realizzato dal pittore italiano Guido Cagnacci prima del 1640, quando si ritiene che l'opera sia stata registrata nell'inventario di uno scultore bolognese, tale Giulio Cesare Conventi.

Passata per le collezioni di Cristina di Svezia e di Giuseppina di Beauharnais, l'opera è conservata dal 1852 al museo Fabre di Montpellier, nell'Hérault, in Francia. Esistono altre versioni autografe, come pure delle copie antiche. Nello stesso museo Fabre è presente un disegno di Jacques-Louis David che ritrae il soggetto di quest'opera.

Descrizione Di formato orizzontale, quest'olio su tela ritrae una giovane donna morta, riversa su un cavalletto, accanto a strumenti di tortura, probabilmente quelli adoperati per ucciderla. La testa è rovesciata verso l'angolo in alto a sinistra della composizione. Nonostante la presenza degli strumenti di tortura, sul corpo seminudo della martire non sono presenti ferite visibili, e l'unica traccia della violenza che le è stata inferta sono alcune gocce di sangue sul pavimento. Molto probabilmente si tratta di santa Mustiola di Chiusi, secondo la leggenda una cugina dell'imperatore Claudio II il Gotico, che venne fustigata a morte nella cella dove era stata rinchiusa per essersi convertita al cristianesimo.

Nel museo nazionale delle belle arti di Santiago del Cile esiste un disegno di Cagnacci che ritrae questa santa, secondo l'iscrizione sottostante, e che si pensa possa essere uno studio preparatorio per questo quadro, dato che, secondo l'iscrizione, l'opera si trovava "in Galleria della fu Regina di Svetia", ossia Cristina.

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