La sua scomparsa e uccisione furono, all'epoca, attribuite alla comunità ebraica di Pontoise, facendone uno dei primi casi documentati di accusa del sangue medievale, probabilmente il primo nel Regno di Francia, abilmente utilizzato dalla politica antisemita di Re Filippo II di Francia (r. 1180-1223) che se ne servì per ordinare l'espulsione degli ebrei dalla Francia nel 1182. La tradizione popolare ne fece un martire così caro al culto parigino che il comprensorio dei Santi Innocenti, presso la cui chiesa si conservarono, sino alla Rivoluzione francese, le sue spoglie, fu spesso chiamato di Sant'Innocenzo con riferimento alla sua persona. Cit. in .

Il nome di Riccardo di Pontoise non figura oggi né è mai figurato nel Martirologio Romano. ma figura ancora nella Bibliotheca Sanctorum..

Biografia I dati biografici sulla vita di Riccardo sono scarsissimi e direttamente derivati dalla sua tutt'altro che omogenea ed attendibile agiografia. Era un adolescente di Pontoise, allora un borgo fortificato nel Vexin, ad una cinquantina di chilometri nord-ovest di Parigi, risalendo la Senna, facente parte dei possedimenti dei Capetingi dal 1077. La sua tragica morte, avvenuta il 25 marzo 1179, fu imputata ad una non ben identificata comunità ebraica. Il suo corpo fu tradotto a Parigi e sepolto nella chiesa dei Santi Innocenti, dove, fino alla vigilia della Rivoluzione francese, era ancora possibile venerare la sua testa.

Agiografia

Origini del martirio

La credenza che gli Ebrei praticassero l'omicidio rituale dei cristiani, soprattutto bambini, la c.d. "accusa del sangue", si diffuse in Europa dal XII secolo,. a partire dall'Inghilterra, con l'omicidio del piccolo Guglielmo di Norwich (1132-1144), prendendo massicciamente piede nel XIII secolo. Grande promotore della diffusione di questa credenza della «minaccia giudaica all'infanzia». nel Regno di Francia fu Re Filippo II di Francia (r. 1180-1223) che, in controtendenza con la politica di tolleranza del padre Luigi VII di Francia (r. 1137-1180), promosse un'aperta politica antisemita. Le cronache del suo regno, su tutte la celebre Gesta Philippi Augusti di Rigord (1145/1150-1209) e Guglielmo il Bretone (1165-1226), riportano diversi efferati omicidi di bambini cristiani attribuiti agli Ebrei. Tali accuse alimentarono un clima di odio e intolleranza che culminò nell'espulsione degli ebrei dalla Francia nel 1182 e permise al fisco regio di incamerarne i beni..Queste misure, benché relativamente popolari, non durarono che fino al 1198, anno in cui la restrizione, piuttosto difficile da far rispettare, fu ritirata e si ritornò alla convivenza pacifica adottata da Luigi VII di Francia (r. 1137-1180) – .

La prima menzione di Riccardo di Pontoise figura negli Annales Cameracenses (1170) di Lambert de Wattrelos, canonico di Cambrai: vi si riporta che, l'anno 1163, il giovane Riccardo fu crocifisso dagli ebrei a Parigi, non a Pontoise, né menziona un luogo di culto o il trasferimento di eventuali reliquie. La seconda fonte è il volume della Gesta Normannorum Ducum di Roberto di Torigni (1110-1186) che elenca una serie di bambini martirizzati dagli ebrei, tra cui Riccardo, nel 1171, parlando anche di una generica chiesa entro la quale furono raccolte le sue spoglie. Ed. La terza fonte è il Chronicon (1184) di Goffredo di Vigeois, nella quale si afferma che, nel 1156, la Chiesa dei Santi Innocenti (Parigi) sarebbe stata costruita proprio sul sito di sepoltura di Riccardo di Pontoise. Riccardo fu poi menzionato nella predetta Gesta Philippi Augusti di Rigord e Guglielmo il Bretone.

La ricostruzione dei fatti inerenti al giovane Riccardo da parte di Rigord risulta grossolana e partigiana. Monaco profondamente antisemita, Rigord motiva l'espulsione degli ebrei dalla Francia nel 1182 con ragioni unicamente religiose. Colloca le prime misure antisemite di Filippo Augusto nel 1179, con Luigi VII non ancora defunto: in febbraio, durante lo Shabbat, il re avrebbe confiscato tutti i beni ebraici nelle sinagoghe del dominio reale. Ciò in ragione delle nefande voci sugli Ebrei da lui apprese sin dalla gioventù

Un'altra fonte "contemporanea" ma certamente non allineata alla politica del Capetingio, il monaco e cronista inglese Radulfo di Diceto (1125-1202), criticò addirittura l'espulsione degli ebrei dalla Francia definendola infondata poiché gli essi «dum in nullo regem offenderent» (it. "in alcun modo avevano offeso il Re") Ed. e quindi, di fatto, escludendo l'eco mediatica del martirio di Riccardo.

Nel 1188, Filippo Augusto riconobbe alla città di Pontoise una carta comunale nella quale non si fa menzione di Riccardo, morto solo 9 anni prima, ma è pur vero che forse, alla base del negoziato che privò il Re di talune prerogative sul centro abitato, c'era il possesso sulle spoglie mortali del fanciullo che il Capetingio voleva traslare in pompa magna a Parigi. Cit. in .

Fortune agiografiche

Le fortune agiografiche di Riccardo di Pontoise non si spensero al volgere del Medievo. Tutt'altro. Robert Gaguin (1433-1501), generale dell'Ordine della Santissima Trinità, compose in suo onore un'orazione funebre nota come Passio S. Richardi Martyris, poi confluita nel nucleo primigenio degli Acta Sanctorum (1643) del gesuita Jean Bolland (1596-1665).. Il dettagliato racconto delle sofferenze di Riccardo anche in questo testo è incorniciato da considerazioni antisemite sulle presunte malefatte degli ebrei (usura, impiego di servi cristiani, uso blasfemo dei vasi sacri che tenevano in garanzia, ecc.) e sulla politica antisemita di Filippo Augusto interpretata da Gaguin come conseguenza dell'assassinio di Riccardo.. Cronologicamente, l'opera fu scritta poco dopo gli strascichi franco-navarrini del Decreto dell'Alhambra (1492) e, dato importante, fu la prima a citare il furto delle spoglie di Riccardo dal Cimitero dei Santi Innocenti per opera degli Inglesi durante la Guerra dei cent'anni.Il furto delle spoglie di Riccardo, il cui esito fu il permare nella Chiesa dei Santi Innocenti (Parigi) della sua sola testa, fu successivamente menzionato in . La Passio di Gaguin accorpò quindi sulla figura già politicizzata di Riccardo di Pontoise tre distinte componenti: antibritannica/nazionalista, antiebraica e martirizzata.

Il dato interessante è che la Passio di Gaguin è il primo vero testo agiografico su Riccardo. e, di fatto, l'unica fonte giudicata attendibile dai Bollandisti che, due secoli dopo, se ne servirono per dar credito alle informazioni lacunose e dubbie delle fonti medievali sul martire di Pontoise facendone così un "vero" santo negli Acta Sanctorum (1643).. Sempre alla Passio s'ispirarono anche Pedro de Bivero nel Sacrum sanctuarium crucis (1634). e André du Saussay nel Martyrologium Gallicanum (1637).. La tradizione agiografica sul fanciullo di Pontoise, per quanto lacunosa ad un'attenta analisi critica (v.si Analisti critica nel seguito) avevano creato, a cavallo tra Medioevo ed Età moderna, un vero e proprio culto popolare tanto noto, a Parigi, da farne oggetto delle speculazioni antropologico-geografiche di Jean-Aimar Piganiol de La Force (1673-1753) nella sua Description historique de la Ville de Paris. Riccardo di Pontoise era ormai divenuto, complice anche la sua (presunta) tumulazione nel Cimitero dei Santi Innocenti, il Sant'Innocenzo di Parigi.

Per contro, il nome di Riccardo di Pontoise non figurò nel Martirologio Romano, redatto nel 1583 e stampato a Roma in editio princeps nel 1584, laddove invece alcuni celebri martiri e beati legati alla "accusa del sangue", su tutti il caso dell'italiano Simonino di Trento (1472-24 marzo 1475), vi figurarono.

Analisi critica Come tutte le figure di martiri legate alla "accusa del sangue", anche la figura di Riccardo/Innocenzo è oggi al centro di approfondimenti e dibattiti. Nella fattispecie, di particolare interesse sono state le conclusioni in . Secondo l'autrice, i resoconti contemporanei del presunto martirio di Riccardo risultano palesemente ispirati alla figura del poco più antecedente Guglielmo di Norwich, in particolare per quanto riguarda l'età (adolescenza) e le modalità della morte (tortura e/o segni di crocifissione). Emblematica è inoltre la vicinanza delle reciproche ricorrenze: 24 marzo per Guglielmo e 25 marzo per Riccardo. Tenendo conto che la partigianeria del resoconto di Rigord è stata abbondantemente svelata dalla critica sin dagli Anni 1980 e pur considerando che la presenza di quattro distinte fonti contemporanee su Riccardo (de Wattrelos, di Torigni, di Vigeois e lo stesso Rigord, tenendo conto che la menzione da parte di Guglielmo il Bretone è pedissequa a quella del suo predecessore nella compilazione delle Gesta Philippi Augusti), Neyrinck conclude che la figura di Riccardo fu inventata a tavolino dal re o dal suo entourage clericale per giustificare una politica antisemita e che la ragione dell'assenza di resoconti agiografici riguardanti il fanciullo di Pontoise sia l'opportunismo della sua creazione come martire.. Parte dell'effetto si dovette anche al grande successo di cui godette, nel corso del Basso Medioevo, il culto dei "Santi Innocenti" (v.si Strage degli innocenti), inscritti come martiri con memoria liturgica al 28 dicembre nel Martirologio Romano, che creò una tradizione esegetica attraverso la quale il riconoscimento del martirio per dei fanciulli morti in modo ingiusto/misterioso tanto quanto per i c.d. «martiri degli eventi quotidiani» risultò agevolato ed accelerato. Si tenga a mente che, sempre nella Francia del Duecento si prese a venerare come santo un cane, San Guinefort, ingiustamente ucciso perché ritenuto un presunto infanticida laddove invece aveva difeso a presso della sua vita un infante. Nelle parole di Neyrinck, infatti «nei tre periodi studiati della formazione della documentazione agiografica di Riccardo di Pontoise – XII, XV e XVII secolo – i temi della contaminazione del corpo cristiano da parte degli ebrei, da un lato, e dell'infanzia come simbolo dell'innocenza di Cristo, dall'altro, sono articolati in modo quasi ossessivo.»

Le figure dei martiri e beati legati alla "accusa del sangue", come Riccardo di Pontoise, Guglielmo di Norwich e Simonino di Trento, sono oggetto di approfondimenti storici sin dal principio del XX secolo. Come anticipato, Riccardo di Pontoise non figurò mai nel Martirologio Romano (laddove invece Simonino di Trento vi fu escluso solo in seguito alle revisioni apportate allo stesso dopo il Concilio Vaticano II, 1962-1965) ma seguita ad essere citato nella Bibliotheca Sanctorum.

Note Esplicative

Fonti medievali

Bibliografiche

Bibliografia

Fonti Ed. Ed.

Studi In italiano

In altre lingue

Consultazione

Collegamenti esterni

Categoria:Santi popolari