Priscomyzon è un genere estinto di lamprede vissuto circa 360 milioni di anni fa durante il Famenniano (Devoniano superiore), in un ambiente marino o estuarino dell’attuale Sudafrica. Questo piccolo vertebrato agnato è anatomicamente simile alle lamprede del giacimento di Mazon Creek, ma risulta più antico di circa 35 milioni di anni. Tra le sue principali innovazioni evolutive figurano il primo grande disco orale noto, denti circumorali e un cestello branchiale ben sviluppato.

Scoperta e denominazione Il fossile fu scoperto nel sito di Waterloo Farm, in rocce del Witteberg Group nei pressi di Grahamstown, in Sudafrica. La specie fu descritta da Robert W. Gess e Bruce S. Rubidge del Bernard Price Institute (Paleontology) dell’Università del Witwatersrand, insieme a Michael I. Coates del Dipartimento di Biologia degli Organismi dell’Università di Chicago, in un articolo pubblicato sulla rivista Nature il 26 ottobre 2006.

Lo scisto contenente il fossile era stato individuato già nel 1985 durante la costruzione della tangenziale N2 nei pressi di Grahamstown. Il sito è costituito da scisti neri carboniosi formatisi a partire da fanghi anossici deposti in un estuario marino del Mare di Agulhas. In questo ambiente si sono conservati numerosi resti organici, tra cui alghe, piante terrestri e pesci, oltre a invertebrati quali piccoli bivalvi, ostracodi e un euripteride. Il materiale fossile risulta fortemente compresso e i tessuti originali sono stati sostituiti da mica metamorfica alterata in clorite durante il sollevamento tettonico. Per ridurre il rischio di frane sulla strada, i pendii instabili furono nuovamente sbancati nel 1999 e nel 2007–2008; durante questi interventi Gess riuscì a recuperare numerosi blocchi di roccia con l’aiuto dell’impresa stradale, lavorando successivamente all’esposizione del loro contenuto.

Il nome scientifico deriva dal latino priscus, che significa “antico”, e dal greco myzon, “succhiare”. L’epiteto specifico riniensis deriva da “Rini”, il nome in isiXhosa di Grahamstown e della valle circostante.

L’olotipo è conservato presso l’Albany Museum di Grahamstown, nella Provincia del Capo Orientale, con numero di catalogo AM5750. La località e l’orizzonte stratigrafico corrispondono a Waterloo Farm, Grahamstown, Sudafrica, Formazione Witpoort, Witteberg Group, Famenniano (Devoniano superiore).

Implicazioni della scoperta Priscomyzon fornisce una prova diretta dell’esistenza, già prima della fine del Devoniano, di agnati strettamente affini alle lamprede moderne. Sebbene le lamprede abbiano origini antiche e abbiano attraversato oltre 360 milioni di anni di storia evolutiva, sopravvivendo a quattro grandi eventi di estinzione, la loro evoluzione rimane in gran parte oscura. Nei mari antichi, i vertebrati privi di mascelle precedettero l’origine dei pesci con mascelle e, successivamente, di tutti gli altri vertebrati, inclusi gli esseri umani.

Essendo gli unici vertebrati privi di mascelle attualmente viventi e rappresentando una sorta di “capsula del tempo” per l’embriologia e il DNA, lamprede e mixine rivestono un notevole interesse scientifico. Stabilire il periodo in cui divennero parassite è cruciale per comprendere quanto le forme attuali riflettano le condizioni dei pesci primitivi. La mancanza di tessuto osseo e la struttura prevalentemente cartilaginea spiegano la scarsità del loro record fossile: prima della scoperta di Priscomyzon erano note solo tre specie fossili, e in nessuna di esse era stato identificato un disco per la suzione.

Descrizione Il fossile eccezionalmente ben conservato di P. riniensis misura soltanto 42 mm di lunghezza e mostra dettagli notevoli delle pinne, del cestello branchiale e della regione orale. Una caratteristica distintiva di Priscomyzon è il disco orale relativamente grande, circondato da un labbro esterno molle e sostenuto da cartilagine anulare. La bocca circolare al centro del disco orale è circondata da 14 piccoli denti semplici, regolarmente disposti, privi di serie radiali o piastre dentarie supplementari. Nel complesso, la struttura risulta molto simile a quella delle lamprede attuali, suggerendo che uno stile di vita ematofago fosse già presente nei mari paleozoici.

Il disco orale della lampreda del Carbonifero superiore Mayomyzon pieckoensis, se presente, era molto più piccolo, mentre nel Carbonifero inferiore Hardistiella montanensis non vi è alcuna evidenza di un disco orale. I denti di Priscomyzon rappresentano i più antichi denti noti in una lampreda fossile e mostrano una disposizione paragonabile a quella delle 19 o più strutture dentarie presenti in forme moderne come Ichthyomyzon, Petromyzon, Caspiomyzon e Geotria.

I denti posteriori sono più allungati rispetto agli altri, mentre nelle specie moderne tendono a essere maggiori quelli laterali o anteriori. La semplicità morfologica dei denti è considerata un carattere primitivo. La posizione delle orbite non è chiaramente riconoscibile, poiché non sono presenti aree scure indicanti la sede degli occhi. L’impronta dell’apparato branchiale è conservata in modo eccezionale, con parti sia del cestello destro sia di quello sinistro e con i cinque archi branchiali posteriori ben definiti; anteriormente sono evidenti sette sacche branchiali. La pinna dorsale origina immediatamente dietro le branchie e si estende fino all’estremità caudale, ricordando più una larva ammocoete che un adulto moderno, nei quali sono presenti due pinne dorsali separate.

Fossili di esemplari giovanili indicano che Priscomyzon non possedeva lo stadio larvale filtratore di tipo “ammocoete” tipico delle lamprede moderne, poiché i giovani risultano morfologicamente simili agli adulti.

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