Il tepidario (Le Tepidarium) è un quadro dipinto nel 1853 dal pittore francese Théodore Chassériau. Dopo essere stata esposta al Salone di quell'anno, l'opera venne acquistata direttamente dall'artista,Chevillard 1893, p. 174. per poi essere mostrata all'esposizione universale del 1855, svoltasi a Parigi. In seguito fece parte delle collezioni del museo del Louvre, e dal 1986 è conservata al museo d'Orsay.

Descrizione Di formato orizzontale, quest'olio su tela ritrae delle donne che si rilassano nel tepidario delle terme di Pompei. Non si tratta soltanto di matrone romane, dato che il critico Henri de la Madeleine vide nel quadro anche figure greche, africane o galliche.Betzer 2022, p. 152. Il tepidario era una parte delle terme dell'antica Roma, destinata ai bagni in acqua tiepida, e Chassériau poté visitare i resti del tepidario delle terme di Venere Genitrice situati nella città campana.

Al centro si trova una donna in piedi, nuda dalla cintola in su, che si stiracchia, osservata da una ragazza bionda seduta accanto a lei.Chevillard 1893, p. 175. Dietro di loro si trovano varie figure di etnie diverse che circondano un braciere che serve per riscaldare la stanza. Nella parte sinistra del tepidario si trova una donna greca, seduta a gambe incrociate, che regge la propria testa col palmo della sua mano: secondo Paul de Saint-Victor si tratterebbe di una "Melpomene che esce dal bagno di sangue dei finali delle tragedie e che medita una nuova carneficina". Dietro di lei una donna dalla pelle più scura sta portando due piatti. Nel lato sinistro si trovano delle patrizie romane e una donna orientale che allunga le braccia verso il braciere.Chevillard 1893, p. 176.

Secondo alcuni critici l'opera dimostra l'abilità di Chassériau di combinare il disegno di Jean-Auguste-Dominique Ingres con il colore di Eugène Delacroix: la struttura del quadro è d'impostazione classica, ma i riflessi cangianti del colore e la presenza di figure esotiche richiamano i dipinti orientalisti di Delacroix. Lo stesso tema del bagno, qui ambientato a Pompei, era stato affrontato da Chassériau in un contesto orientale, e lo stesso sarebbe avvenuto nelle tele di molti pittori francesi del diciannovesimo secolo.Betzer 2022, pp. 153-154.

Note

Bibliografia

Sarah Betzer, «Afterimage of the Eruption: An Archaeology of Chassériau’s Tepidarium (1853)», in Art History, vol. 33, n. 3, giugno 2010, pp. 466-489.

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