Il principato vescovile di Ginevra era un principato vescovile del Sacro Romano Impero, appartenente al Circolo dell'Alto Reno.
Storia Nel X secolo il comitato di Ginevra fu incluso nella Borgogna Transgiurana e poi nel Regno di Arles dal 933. All'inizio dell'XI secolo re Rodolfo III di Borgogna concesse ai vescovi di Ginevra diverse prerogative pubbliche sul territorio ginevrino. Nel corso del XII e del XIII il vescovo riuscì a ottenere il controllo della città e del contado a spese dei funzionari laici.
Nel 1156 l'imperatore Federico Barbarossa concesse l'avogradria sulla diocesi di Ginevra agli Zähringen, che cercarono di appropriarsi dei territori dei vescovi. Nella seconda metà del XIII secolo il territorio del principato vescovile venne eroso dai duchi di Savoia, che nel 1365 ottennero dall'imperatore Carlo IV il titolo di vicari imperiali. Inoltre, nel 1387 il vescovo fu costretto a concedere alla città alcune libertà.
Dal 1525 la Riforma fu introdotta in città e l'anno successivo i ginevrini strinsero un'alleanza con Friburgo e Berna che consentì loro di liberarsi dal dominio episcopale. Nel 1533 venne espulso l'ultimo principe vescovo, Pierre de la Baume, perché aveva cercato di cedere i propri diritti al Ducato di Savoia, motivo per cui si ritirò ad Annecy. Questa fu di fatto la fine del principato vescovile, anche se la diocesi continuò ad esistere fino al 1801.
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