Biografia Figlio di Roderigo Alidosi e di Lucrezia Concini, acquisì l'amministrazione di Castel del Rio dopo la scadenza, nel 1626, dell'affitto stipulato dal padre con i granduchi di Toscana. Il feudo fu assunto in affitto da Cosimo II de' Medici mediante un contratto quinquennale che prevedeva un canone annuo di scudi; l'accordo comprendeva l’insieme delle entrate, sia di natura giurisdizionale sia di carattere allodiale. Alla morte del granduca, avvenuta nel 1621, le tutrici del successore minorenne ritennero opportuno rivedere le condizioni pattuite, verosimilmente in ragione di introiti effettivi inferiori alle stime iniziali. Fu pertanto stipulato un nuovo atto, anch'esso di durata quinquennale e con identica struttura, ma con riduzione del canone a scudi annui..
Nel 1630 papa Urbano VIII gli intimò senza esito di richiedere l’investitura ecclesiastica. Nel 1631 fu accusato dell’omicidio di Jacopo Sozzi, avvenuto nello Stato Pontificio, nonché di gravi danni a persone e beni, come risulta da deposizioni raccolte davanti al tribunale dell’Inquisizione.. Le fonti attestano il seguente quadro: secondo quanto riferito da Jacopo Riguccio Galluzzi, nel 1633 Mariano Alidosi si trovava trattenuto a Firenze,. a disposizione dell'autorità pontificia, con l'accusa di eresia e con la prospettiva di confisca del feudo, ritenuto devolvibile alla Santa Sede.. Nel medesimo frangente Ferdinando II de' Medici era impegnato nella delicata vicenda processuale di Galileo Galilei.
Tornato in libertà, ed esposto alle pretese dei creditori, cercò di alienare la propria signoria e, il 2 gennaio 1634, si impegnò a venderlo a Ferdinando II de' Medici. In esecuzione di questa promessa ebbero inizio, nel corso dello stesso 1634, pagamenti rateali di importo variabile, per un ammontare complessivo di scudi. Il 7 ottobre 1634 risulta un'impegnativa di vendita da parte di Mariano Alidosi al granduca di Toscana Ferdinando II de' Medici per il feudo di Castel del Rio...
La tradizione storiografica ottocentesca, rappresentata nel caso specifico da Pompeo Litta Biumi, richiama un contratto di vendita del feudo con Jacopo Salviati, duca di Giuliano, stipulato il 12 novembre 1635 per la somma di 50.000 ducati. Si ritenne che sia il papa sia il granduca, entrambi interessati al possesso di Castel del Rio — il primo in quanto lo considerava feudo della Chiesa, il secondo quale territorio in accomandigia — non si opponessero inizialmente all’atto. Tuttavia sorsero controversie e l'8 maggio 1636 il contratto fu sciolto. Secondo quanto riferito, il 10 settembre 1636 Urbano VIII dichiarò Mariano Alidosi decaduto dalla signoria, dopo che il Salviati rifiutò di ricevere l'investitura da Roma. La causa fu trattata davanti alla Congregazione dei confini, che citò a Roma i contraenti, dichiarandoli incorsi nelle pene e nelle censure previste dalle costituzioni pontificie. Le intimazioni furono affisse nella diocesi di Imola. Salviati si presentò a Roma e ottenne giustificazione mentre Mariano fu condannato in contumacia.
Nel 1638 le truppe pontificie occuparono il territorio, il feudo fu incorporato nello Stato Pontificio e il 19 gennaio 1638 mons. Terzago, governatore di Imola, ne prese possesso. La corte di Toscana non intervenne in opposizione; il granduca non acquisì il possedimento e non recuperò le somme già corrisposte a Mariano Alidosi.
Mariano morì a Firenze il 21 dicembre 1645, senza eredi e ultimo della sua casa, ridotto in condizioni di grave povertà.
Matrimonio Mariano sposò in prime nozze Elisabetta Fabbrini e in seconde nozze Margherita Tonti. Nessuno dei due matrimoni generò discendenza.
Ascendenza
Onorificenze
Note
Bibliografia
Voci correlate Tavole genealogiche della famiglia Alidosi
Mariano Alidosi Mariano Alidosi