Difendere l'indifendibile (Defending the Undefendable) è un saggio scritto da Walter Block tra il 1969 e il 1975 e pubblicato per la prima volta nel 1976. All’interno del libro l’autore propone una rivalutazione di figure normalmente vituperate nella società, come usurai, prostitute, bagarini e altre, cercando di dimostrare come tutte queste attività siano non solo non dannose, ma anche utili all’interno della società. Divenuto negli anni, secondo Luigi Marco Bassani, un classico del pensiero libertario, con il passare del tempo Block si allontanò in parte dai contenuti del suo saggio: continuò infatti a considerare legittimi i comportamenti descritti, ma non più moralmente accettabili, adducendo come motivazione un’evoluzione della propria etica personale e l’accettazione di non essere soltanto un libertario, ma anche un conservatore culturale. Ricezione critica Alla sua uscita, il libro suscitò reazioni contrastanti all’interno dello stesso mondo libertario: mentre l’economista e filosofo Murray Rothbard lodò l’opera, sostenendo che, attraverso l’utilizzo di esempi scomodi, essa riuscisse a dimostrare l’essenzialità dei servizi offerti da tutti gli individui all’interno del libero mercato, Ludwig Von Mises la paragonò a una sgradevole ma utile terapia d’urto, necessaria per abbandonare molti stereotipi contrari al sistema economico capitalista; l’esponente del femminismo libertario Sharon Presley criticò invece la leggerezza con cui Block affrontava argomenti sensibili, riferendosi in particolare al fatto che nel libro si sostenesse che le molestie subite da una segretaria da parte del proprio capo potessero essere considerate parte di un contratto accettato tra le due parti, circostanza che, secondo Presley, è contraria ai principi stessi del libertarismo.

Per Carlo Lottieri il libro è una apologia del mercato e del capitalismo basata su un rigoroso metodo di analisi lockeano e rothbardiano con i protagonisti del saggio osservati con gli strumenti della scuola austriaca d'economia e conseguentemente assolti dalle loro ipotetiche colpe. Edizioni Il saggio venne pubblicato la prima volta nel 1976 da parte della Fleet Press Association. Tradotto in oltre una dozzina di lingue venne pubblicato per la prima volta in francese nel 1993 dall'editore Les Belles Lettres, nel 1995 in italiano dalla casa editrice Liberilibri e nel 2007 in olandese dalla casa editrice De Kenniskwekerij.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

Categoria:Saggi di filosofia politica Categoria:Anarcocapitalismo Categoria:Opere filosofiche di autori statunitensi