Il Langraviato d'Alsazia fu una circoscrizione territoriale del regno dei Franchi Orientali e poi del Sacro Romano Impero.
Antefatto storico Il termine "Alsazia" deriva dall'alemanno ali-land-sat-ja, che significa "situata in un'altra terra", poiché si trovava nella sezione del regno degli Alamanni posta sulla riva sinistra del Reno. Gli Alamanni vennero sconfitti dai Franchi di Clodoveo I una prima volta alla battaglia di Tolbiac del 496. Tuttavia, l'opposizione di Teoderico il Grande impedì temporaneamente l'espansione dei Franchi oltre il Reno, cosa che avvenne comunque dopo la morte del sovrano ostrogoto.
Con la conquista franca, l'Alsazia costituiva un distretto, detto pagus Alsatiae, dell'Austrasia. Nel 596 Childeberto II lasciò in eredità l'Alsazia a suo figlio Teodorico II, re in Borgogna, ma nel 610 Teodorico II, re in Austrasia, obbligò il fratello a cedergli la regione, per poi essere costretto a restituirgliela due anni più tardi. Nel 623 Clotario II, che aveva concesso la Lex Alamannorum, concesse a Dagoberto I l'Austrasia, ma con l'esclusione di Alsazia, Vosgi e Ardenne. Tuttavia, una rivolta dell'aristocrazia austrasiana lo costrinse a cedere anche queste regioni al figlio.
Tra il 629 e il 631, con lo scopo di stabilizzare il confine con l'Alemannia e la Borgogna, re Dagoberto I decise costituire in Alsazia un ducato, ovvero un coordinamento regionale autonomo che comprendeva entrambi i lati dei Vosgi, Belfort e l'Alta Borgogna. Il primo duca fu Gundoino, che utilizzò, fin dall'inizio del suo mandato, le fondazioni monastiche come strumento per espandere la sua autorità sul territorio, sul quale incontrò una certa opposizione. Gundoino e, probabilmente, il suo successore Bonifacio, appartenevano alla dinastia dei Gundionidi, famiglia franca originaria della valle della Mosa. Ai Gundionidi successero in qualità di duchi d'Alsazia gli Eticonidi, che nell'VIII secolo furono alleati dei Pipinidi nei loro conflitti con gli Alemanni, dato che supportarono Carlo Martello nel 722 e i suoi figli, Pipino il Breve e Carlomanno, nel 744. Tuttavia, con la morte di Liutfrido I non venne nominato un nuovo duca, ma operarono come funzionari nell'area i suoi figli Liutfrido II e Rutardo, che furono gli ultimi eticonidi d'Alsazia.
Nonostante la totale assenza di un funzionario fisso sul territorio, l'abitudine di riferirsi all'area come ducatus rimase anche nel periodo carolingio, come attestato nell'816, durante il regno di Ludovico il Pio. Nell'867 era attivo nell'area Ugo, che aveva ricevuto il titolo personale di duca da suo padre Lotario II, mentre meno chiaro è il ruolo del dux Uto attestato nel 999.
Storia Il periodo carolingio La trasformazione dell'Alsazia da ducatus a comitatus (o langraviato secondo la toponomastica tedesca) è coerente con quanto fatto dai Carolingi in tutto l'Impero. Pertanto, i funzionari attestati nell'area portarono soltanto il titolo di comes (o grafio in lingua franca). Nell'829 l'Alsazia fu tra i territori assegnati da Ludovico il Pio al figlio minore Carlo, scatenando la guerra civile che oppose il padre ai figli maggiori. Con il trattato di Verdun dell'843 l'area fu riconosciuta a Lotario I, mentre alla sua morte il trattato di Prüm dell'855 la assegnò a Lotario II. Infine, il trattato di Meerssen dell'870 consentì l'annessione dell'Alsazia al Regno dei Franchi Orientali.
Il periodo post-carolingio Pertanto, all'inizio del X secolo, durante il mandato di Burcardo I, l'Alsazia venne integrata nel ducato di Svevia, venendo probabilmente governata da un langravio anche per tutto l'XI secolo. In questo periodo, l'Alsazia era governata dal funzionari che controllavano nello stesso momento anche l'Elsgau e il Sornegau. Nel 1130, infine, l'Alsazia venne divisa in due langraviati più piccoli: il Nordgau e il Sundgau.
Sovrani Duchi d'Alsazia Gundoino, fl . 630 Bonifacio, fino al 662 circa Eticone/Adalrico, c . 662–dopo il 683 Adalberto, dopo il 683–723 Liutfrido, 723–dopo il 742
Fonti
Categoria:Stati del Sacro Romano Impero Categoria:Territori del regno dei Franchi Orientali Categoria:Stati costituiti nel IX secolo