Biografia Nacque nel 1666, all'interno di una famiglia di militari, con il padre capitano dell'esercito.. Entrò nella milizia dell'esercito veneziano nel 1684, con il grado di alfiere, e fu assegnato come capitano e ingegnere dei minatori a una compagnia di fanteria.. Nel corso della guerra di Morea si distinse nell'assedio di Negroponte (1688) e poi sotto gli ordini del Feldmaresciallo Adam Heinrich von Steinau nella battaglia di Argo (1689).. La guerra si concluse con la pace di Carlowitz raggiunta nel 1699.. La linea di demarcazione in Dalmazia, chiamata Linea Grimani dai veneziani, fu stabilita negli anni successivi, comprendendo la cosiddetta area di Acquisto Nuovo. Alla fine della guerra, aveva già partecipato alle discussioni sulla messa in sicurezza dell'istmo di Corinto.. Questa complessa fortificazione doveva proteggere la penisola della Morea Veneziana (Peloponneso) da un futuro attacco ottomano da terra. La sua carriera militare proseguì brillantemente, fu promosso tenente colonnello, divenne quartiermastro generale dell'Armata, e sergente maggiore del campo..

Il tentativo di riforma dell'esercito Quando nel febbraio 1706, per volontà di Alessandro Molin, rientrò al servizio della Repubblica di Venezia, von Steinau fu nominato comandante in capo dell'esercito veneziano, e ricevette il preciso incarico di approntare un corpo di truppe da campagna, lo nominò suo aiutante di campo.. Già il 1 marzo fu presentato al Senato della Repubblica un piano per portare le forze dell'esercito a 25.000 uomini, suddivisi in 10 reggimenti italiani di 12 compagnie da 100 uomini l'una, in modo da costituire due battaglioni per reggimento.. Tali organici erano apparsi ai due il minimo per riuscire ad organizzare un reparto operativo credibile, forte cioè di 16.000-17.000 uomini, senza sguarnire eccessivamente le piazzeforti.BQS, cl. IV, cod. 497, b. 309 (IV), scrittura del sergente maggiore Giancix datata Venezia, 14 febbraio 1705 m.v. Fu proposto anche un antesignano del servizio militare di leva obbligatorio, basato sull'estrazione a sorte tra i maschi celibi di età compresa tra i 18 e i 40 anni e sul coinvolgimento diretto delle comunità locali, obbligate a contribuire al mantenimento dei soldati e soprattutto a fornire sostituti in caso di diserzioni.. La ferma era prevista per una durata di tre anni, e vi erano esenzioni o agevolazioni per le famiglie degli uomini sotto le armi.

Egli comprendeva che la. I due concordarono anche su proposta di ridurre il numero dei reggimenti italiani, impiegando gli ufficiali in soprannumero impiego nelle cernide al fine di migliorare l'efficienza bellica, e per una migliore ridistribuzione delle truppe, tenendo conto di una eventuale rinuncia alla neutralità della Serenissima. In tal caso egli riteneva indispensabile la formazione di due corpi d'armata, uno nel Bresciano, et uno nel Veronese, i quali avrebbero dovuto unirsi ad est dell'Adige nel solo caso di guerra contro gli imperiali, per coprire il saliente trentino. Nell'ipotesi di guerra contro i francesi, le truppe divise tra il veronese ed il bresciano, avrebbero dovuto coprire il fronte di Mantova e difendere le piazze di Bergamo e Crema prima di preparare l'offensiva su Cremona. Per quanto riguarda i reparti oltremarini, il comandante dell'esercito non nutriva grande fiducia nelle capacità di questi reparti, considerati valorosi ma indisciplinati e sparpagliati in troppi reparti di scarsa consistenza.. Era quindi necessario ridurre il numero delle loro compagnie, riducendolo a 20, ognuna da 50 uomini, per reggimento. Analoga sfiducia Steinau nutriva verso i "cappelletti", consigliando esclusivamente di destinarli al presidio della Dalmazia. Per quanto riguarda i reparti di cavalleria nel 1707 fu promulgato dal nuovo provveditore generale in Terraferma Daniel IV Girolamo Dolfin il manuale Esercitio militare a regola universale della cavalleria e dragoni della Serenissima Repubblica di Venetia. La cavalleria fu accorpata in reggimenti da 660 uomini, formati ciascuno da 12 compagnie riunite in 4 squadroni.

All'artiglieria venne data primaria importanza ai cannoni da campagna rispetto a quelli da fortezza, proponendo di raccogliere gli artiglieri in un unico corpo, senza sottovalutare l'importanza della logistica, allora trascurata fortemente a Venezia..Riferendosi alle opere fortificate, si pensò di costotuire quattro dipartimenti da cui dipendevano le piazzeforti della Terraferma: il primo, oltre l'Oglio, che gravitava su Bergamo e Crema; il secondo comprendeva Brescia ed il Bresciano; il terzo faceva perno su Verona, comprensivo delle fortezze di Legnago e Peschiera oltre a quelle del Polesine, mentre il quarto si sviluppava su Padova, sulla Marca Trevigiana, sul Vicentino, su Palma e la Patria del Friuli. Ogni dipartimento contava su almeno un ingegnere in qualità di provveditore alle fortezze, mentre un altro ingegnere doveva sopraintendere a tutto il sistema.

Dopo solo sei giorni dall'avere ricevuto il progetto di riforma, il Senato della Repubblica si soffermò sulle misure più urgenti, approvandole tutte e predisponendo i mezzi necessari all'armamento dei reparti da campagna.. Per quanto riguarda la parte meno urgente, il piano militare fu rimesso ad una apposita conferenza composta dal savio del consiglio, procuratore Federigo Corner, dal savio di Terraferma alla scrittura Piero Pasqualigo, e da Alessandro Molin fu provveditore general di Terraferma, e dal colonnello generale Stenau.

La vittoria austro-piemontese sotto le mura di Torino aveva deciso l'esito della guerra di successione spagnola sul fronte italiano, costringendo i francesi alla ritirata.. Lo sgombero quasi completo dei territori della Serenissima portò il Patriziato a dare minore urgenza verso l'attuazione di riforme militari. Tale mutamento nell'atteggiamento dei vertici della Repubblica è evidente nella relazione del savio alla scrittura Antonio Pasqualigo sul piano di Steinau, datata 7 maggio 1707. La relazione citava motivi contingenti come lo stato dell'economia, i tempi difficili, e l'avversione dei sudditi abituati all'ozio e alla licenza. Già nel settembre 1707 i comuni vennero dispensati dell'obbligo di fornire nuove reclute, sancendo il ritorno ai tradizionali metodi di reclutamento che avrebbero ben presto rivelato tutti i loro limiti.. Fu abbandonato anche più razionale dispiegamento delle truppe, da lui voluto, tanto che dal 1709, di fronte al ritorno della minaccia turca, il grosso delle truppe verrà progressivamente trasferito verso l'oltremare. Tra le poche altre sue proposte adottate vi fu la stesura, nel 1709, del catalogo degli offiziali, in cui essi erano classificati per grado e per meriti procedendo, dal 24 novembre dello stesso anno, all'allontanamento dal servizio di quelli non necessari, anche se con molte eccezioni difficilmente giustificabili..

Nel 1711, a causa del suo precario stato di salute, Steinau fu definitivamente congedato, ponendo fine alla breve stagione riformatrice dell'esercito veneziano.Anche il solito problema dei costi influì sulle decisioni politiche, nel solo 1711 le spese militari furono la principale causa di un disavanzo di 900.000 ducati nel bilancio dello stato.

La fortificazione del Peloponneso

Nel 1707, partecipò alla discussione sulla fortificazione di Napoli di Romania, la capitale della Morea, voluta dal provveditore Francesco Grimani.. I bastioni dovevano essere modernizzati sul lato di accesso, da dove la città dava sulla penisola, e insieme all'ingegnere Lasalle eseguì il progetto preliminare della nuova fortezza di Palamidi.. L'avvio dei lavori della costosissima fortezza fu dato dal nuovo provveditore Agostino Sagrado, e l'opera fu realizzata tra il 1711 e il 1714, anche se non fu terminata del tutto.Dopo la conquista da parte degli ottomani, gli stessi completarono l'opera a loro favore..

Per decisione del Senato veneziano fu successivamente mandato a Tenin, una fortezza nell'entroterra della Dalmazia, inclusa nella prima classe delle fortificazioni veneziane nel 1710, insieme a fortezze come Verona, Zara o Corfù. Fu poi di nuovo operativo nel Peloponneso e nelle isole Ionie, in quanto Venezia temeva che sarebbe scoppiata una nuova guerra con l'Impero ottomano per il controllo della Morea. Le fortezze della zona subirono un'ampia modernizzazione; qui lui svolse un ruolo di primo piano, visitando le fortezze e progettando nel Peloponneso, sull'isola di Leucade e a Corfù.

Mentre era in corso la costruzione della fortezza di Palamida, egli fu molto impegnato, andando da un cantiere all'altro per supervisionare i lavori sulle fortezze per le quali progettò i lavori di rinforzo e come Nauplia, appartenevano alle roccaforti strategiche veneziane. Lavorò a Castel di Morea a nord e a Modone a sud del Peloponneso, supervisionando l'avanzamento dei lavori. Visitò anche Corfù, la principale fortezza veneziana all'ingresso del Mare Adriatico, per la quale realizzò anche dei progetti..

Il 9 dicembre 1714 scoppiò la seconda guerra di Morea, con l'Impero ottomano deciso a riconquistare la penisola del Peloponneso. Nel 1715 gli Ottomani invasero il Peloponneso da nord, raggiungendo quindi Modone e ponendovi l'assedio.. Nominato comandante della piazzaforte di Modone, la guarnigione, seppure rinforzata da quelle di Koroni e Niokastro, fu attaccata dalle truppe turche al comando del Gran Visir Silahdar Damat Ali Pascià e costretta alla resa il 17 agosto.

Caduto prigioniero di guerra, e ferito, fu trasferito a Costantinopoli, dove rimase fino al 1720 quando fu rilasciato.. Al suo ritorno a Venezia il nuovo comandante in capo dell'esercito veneziano, Feldmaresciallo Johann Matthias von der Schulenburg, lo incluse nuovamente nella struttura di comando decidendo di utilizzare le sue capacità e la sua esperienza nel campo delle fortificazioni. Il compito principale ora era quello di rafforzare le fortificazioni di Corfù e di proteggere questo possedimento veneziano meridionale dopo la perdita del Peloponneso e dopo la critica difesa della stessa piazzaforte nel 1716.

Nel 1723 von Schulenburg lo nominò governatore militare di Corfù (governatore dell'armi), in quanto essendo un esperto di fortificazioni, lo considerava anche qualificato per ricoprire la carica di governatore. Elevato al rango di tenente generale nel 1730, ricoprì tale incarico fino al 1731.. Nel 1735 per ordine del Senato scrisse le Regole da osservarsi da qualunque degl'Ufficiali Ingegneri della Compagnia decretata dall'Eccellentissimo Senato suggerite per publico commando dal tenente general Giancix, un testo esaustivo che specificava con grande precisione questioni come l'avanzamento di grado degli ufficiali, i loro obblighi lavorativi, gli esami che dovevano regolarmente sostenere, le capacità e le conoscenze che dovevano possedere.. Si spense all'incirca nel 1741..

Oltre all'analisi e alla progettazione di fortificazioni, scrisse un testo sulla guerra nell'Italia settentrionale, Memorie delle campagne nella Guerra corrente d'Italia dove da informazioni accurate e recenti sul conflitto, ad esempio fornendo dettagli sul ruolo di Eugenio di Savoia nella guerra, come la sua presa di Cremona, la sua ferita a Castagnaro, ecc.. In seguito compose un'opera sui preparativi per la guerra in Terraferma Scrittura circa le misure da prendersi, e le disposizioni da farsi per la prossima campagna, col riguardo alla costituzione presente della Terra Ferma.

Note Annotazioni

Fonti

Bibliografia

Periodici

Collegamenti esterni

Categoria:Militari veneziani