La lingua sidetica è una lingua di frammentaria attestazione che prende nome dalla città di Side (in greco Σίδη, in latino Sida, sulla costa della Panfilia, nell'odierna Turchia sud-occidentale). Lo storico greco Arriano menziona (Anabasi, I, 26,4) l'esistenza di una lingua indigena particolare della città di Side. Il riferimento va inteso tanto alla lingua quanto alla scrittura.
Il sidetico è tramandato attraverso due tipi di documenti: le legenda delle monete coniate a Side e databili approssimativamente tra il V secolo a.C. e il III secolo a.C.Caratteristica delle emissioni della zecca di Side è la onnipresenza del frutto del melograno, che in greco (e pare anche in sidetico) si chiamava appunto síde.; sei iscrizioni su pietra del III-II secolo a.C., tre delle quali bilingui greco-sidetiche"A short inscription in Greek and Sidetic was found by the Italian excavators Paribeni and Romanelli in Side in 1914", cfr. Johannes Friedrich, Extinct languages, Philosophical Library, 1957, p. 115. Altre due iscrizioni furono trovate nel 1949.. Sia le iscrizioni monetali che le epigrafi sono scritte in un peculiare alfabeto, di ventisei lettere, forse derivato dall'alfabeto aramaico senza mediazione di quello greco; ma su questo punto gli studiosi non sono d'accordoNeumann e Adiego sono per l'origine greca, Carruba e Perez Orozco per quella aramaica, così come non c'è accordo nemmeno per quanto riguarda il valore fonetico di alcuni dei suoi segni.
L'attribuzione del sidetico (come anche del pisidico) al gruppo linguistico anatolico si basa essenzialmenteNonostante molti nomi di re lidici presentino la forma masnes o manes, come si ricava anche da legende di monete lidie, e nonostante anche il cario abbia il nome proprio mesna, la corrispondenza di queste forme col sidetico masara (licio mahana ‘dio’, miliaco masaiz), non è decisiva perché il fatto che l'antroponomastica indigena di Side sia anatolica è poco significativo ai fini di una classificazione genealogica. Cfr. Roberto Gusmani, Continuità, fratture e processi di osmosi nel panorama linguistico dell'Asia minore del I millennio a.C., p. 11, n. 2 sulla presenza in questa lingua della marca -s come formante di aggettivi di relazione, oltre che per ragioni di plausibilità geostorica.
È possibile, ma non è dimostrabile al di là di ogni ragionevole dubbio, che il sidetico facesse parte delle lingue indo-europee anatoliche (come il luvio,e l'ittita), probabilmente del sottogruppo luvico (licio; miliaco, pisidico, isaurico (?); palaico; cario; lidio).
Le categorie di classificazione (tipologia e filogenesi) della lingua sidetica sono pertanto da considerarsi provvisorie.
Nuove scoperte Nuove scoperte sono emerse a partire dal 2020 e pubblicate a partire dal 2025.
In particolare un decreto probabilmente di evergesia di 26 righe, monolingue sidetico, ma con prestiti dal lessico giuridico greco. Inoltre un secondo decreto relativo alla raccolta di fondi per la costruzione di un recinto per il tempio di Serapide. Questa epigrafe è bilingue greco-sidetica, ma le due parti non sono in traduzione, bensì rappresentano due distinte parti che assieme completano il testo. La parte greca è il decreto, la parte sidetica è la registrazione della lista delle donazioni. Una terza grossa stele riporta una lunga lista di persone. Ogni persona è identificata col proprio nome e il nome del padre. Tra i due nomi compare un segno di interpunzione costituito da due punti sovrapposti.
Sempre nel 2025 si è scoperto che alcuni graffiti egizi, ritenuti icogniti o semitici, sono invece sidetici.
I nuovi documenti hanno portato in dote nuove lettere e il riconoscimento che quelle che si credevano due varianti di una sola lettera sono invece due lettere distinte. Infine si è migliorata la comprensione del nome originario della città di Side.
La scrittura di Side antica La lista delle lettere sidetiche è basata sull'edizione di Johannes Nollé.
Note
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